Si POLO: Acqua alta. Più 20%

E altri aumenti arriveranno a cascata 


Un messaggio in bottiglia da Cassandra

E altri aumenti arriveranno a cascata 

Di Giorgio Mainini

Cara amica, caro amico,
finalmente domenica pomeriggio abbiamo saputo che avremo il PSE, quindi lode e onore al Lod. Municipio di Lugano in corpore. Municipio che non riposa mai.  Sempre domenica, infatti:

  • alle 17.00 ha festeggiato a champagne, offerto dal Pippo ma pagato dal Fulvio;
  • alle 18.00 si è riunito e ha deciso di aumentare di un miserevole 20% le tariffe per il consumo dell’acqua potabile;
  • alle 19.00 la decisione è stata presa;
  • alle 22.00 dopo una frugale cena, ha mandato il testo della decisione al “Mister Prezzi”, signor Stefan Meierhans, che non ha risposto subito perché a letto con una leggera cefalalgia;
  • alle 23.00, conscio dell’urgenza, il signor Meierhans si è alzato e, dopo attenta lettura, ha stabilito che la decisione era accettabile;
  • alle 01.45 il signor Meierhans ha spedito un messaggio cifrato al Lod. Municipio di Lugano comunicando la propria presa di posizione;
  • alle 02.15 il messaggio del signor Meierhans è stato decifrato dall’apposito Ufficio cittadino;
  • alle 02.45 il picchetto di guardia del Lod. Municipio di Lugano (tre Municipali particolarmente affidabili di ambo i sessi) ha preso visione del testo in chiaro e ne ha messi al corrente gli altri quattro colleghi tirandoli giù dal letto;
  • alle 08.00 di lunedì, dunque, il Lod. Municipio di Lugano ha reso edotta la redazione di Ticinonews della decisione;
  • alle 09.00 (minuto più, minuto meno) Ticinonews pubblicava la notizia

Quando si dice “scelta dei tempi”!
Gli 11’954 stanno abbozzando, i 9’089 che non avevano capito un tubo (sig. Badaracco dixit) “controlleranno” (dixerunt).

Prossimamente il Lod. Municipio deciderà sulle tariffe per l’elettricità, il gas, i trasporti, i posteggi? Sono aperte le scommesse. Poi, naturalmente, qualche proposta seria e credibile sul moltiplicatore comunale da proporre al Lod. Consiglio Comunale dovrà pur elaborarla.

Ad maiora
Cassandra


Egoismo e autolesionismo

E altri aumenti arriveranno a cascata 

Immersi nelle nuove preoccupazioni, e nelle puntuali contraddizioni, sulla pericolosità di Omicron (ennesima variazione di Covid 19) facciamo fatica a coglierne un aspetto sostanziale e per niente nuovo di questa situazione. Per cominciare, la natura ha le sue regole, e non c’è virus che non proceda per mutazioni. Che nella maggior parte dei casi sono tanto numerose quanto ininfluenti. Più raramente, ne accrescono la rapidità di diffusione e la carica infettiva. Questo dicono gli esperti. Che, nonostante il grande allarme rilanciato ieri dall’Organizzazione mondiale della sanità, esitano sulle caratteristiche di quest’altra trasformazione del Corona, quindi anche sull’ipotesi (comunque giudicata improbabile) che possa bucare agevolmente lo scudo della doppia vaccinazione.

Ma qual è, appunto, l’aspetto che dovrebbe farci riflettere maggiormente e che invece viene tenuto sottotraccia? È quello dell’apartheid vaccinale e della miopia occidentale. Il Sud Africa, nonostante un sistema sanitario migliore rispetto al resto del continente, ha avuto il più alto numero di contaminati (quasi tre milioni di ‘positivi’) e di vittime da Covid (89.770 decessi) in quella parte di mondo. Su una popolazione di 60 milioni di abitanti, soltanto il 25% dei vaccinabili ha avuto la doppia dose. Complici anche fattori e credenze locali difficili da superare. Ma, soprattutto, è successo che nel momento di massimo e lodevole sforzo della sua campagna vaccinale (Pretoria aveva ordinato un milione e mezzo di dosi, pagandole ben due volte e mezzo in più dei paesi europei) tutto si è bloccato. Le importazioni di Astra Zeneca, prodotto su licenza in India, sono state bloccate da New Delhi per poter soddisfare i propri bisogni interni. Per la stessa ragione è finito in panne anche il programma Covax, sotto egida dell’OMS, ideato per rifornire i paesi a basso reddito, altrimenti nell’impossibilità di procedere a massicci acquisti. Tutto questo (era l’inizio della scorsa estate) mentre Europa e Stati Uniti si erano già garantiti da Pfizer e Moderna dosi da due a tre volte superiori rispetto alle loro necessità.

E che ne è delle solenni assicurazioni dei paesi ricchi di correre in soccorso dei paesi poveri con cospicui doni di vaccino? Che ne è stata di tanta generosità distribuita a parole sui tappeti rossi dei vari e affollati vertici dei leader mondiali? Per lo più sono rimaste solo le promesse. L’America e l’UE (che insieme si sono accaparrate oltre il 70% dei vaccini) hanno fornito rispettivamente soltanto il 25% e il 19% di quanto avevano garantito. E se non bastasse, nelle nazioni benestanti a fine anno vi saranno 1,2 miliardi di dosi inutilizzate, di cui 50 milioni saranno da gettare (è la stima di “Airfinity”, società di analisi londinese). In Africa soltanto cinque paesi su 54 riescono a soddisfare i piani dell’OMS per immunizzare il 40% della popolazione, ultimo in classifica il Burundi con lo 0,0025% di dosi).

Ecco il desolante risultato (certo non per i profitti miliardari della farmaceutica) di non sospendere almeno provvisoriamente la proprietà dei brevetti (eventualità prevista dagli statuti OMS in caso di pandemia), come chiesto proprio da India e Sud Africa oltre che da numerose altre nazioni e organizzazioni internazionali. Ed ecco i frutti del nostro autolesionistico egoismo: meno vaccini al cosiddetto Terzo Mondo significa maggiori pericoli di nuove varianti e più minacce per tutti noi. Perché, come è stato scritto, il virus non rispetta i confini. È “un instancabile globe trotter”.

Pubblicato da La Regione
Nell’immagine: numero di casi COVID-19 negli ultimi 7 giorni per 100’000 abitanti (covid.cdc.gov)