Centovallina, un intervento radicale che comprometterebbe la natura pratica ed estetica di un'opera che é sotto protezione degli insediamenti svizzeri da proteggere – Di Simona Procacci e Rocco Vitale
La “Centovallina”, servizio ferroviario sul territorio di Locarno, Pedemonte e Centovalli, ha festeggiato il suo centenario. La maggior parte delle stazioni su questa tratta è stata costruita durante il secolo scorso e fa parte del patrimonio architettonico locale: quattro su nove dei villaggi che ospitano una stazione della Centovallina – Verscio, Intragna, Verdasio e Palagnedra – sono annoverati nell’Inventario federale degli insediamenti svizzeri da proteggere.
Le stazioni si integrano armoniosamente in questa realtà paesaggistica e culturale locale, presentandosi come spazi verdi e alberati, dotati di panchine in legno o granito, fontane, e lampioni che diffondono luce calda di sera. Costruzioni di dimensioni ridotte offrono riparo dalle intemperie e, in alcuni casi, servizi igienici puliti.
Con la motivazione dell’abbattimento di barriere architettoniche, le FART (Ferrovie Autolinee Regionali Ticinesi) intendono costruire nuove stazioni per tutte le fermate della Centovallina. I piani pubblicati dalle FART, così come le realizzazioni di Verscio e Camedo, vanno però oltre e dimostrano un cambiamento radicale di paradigma pratico ed estetico.
Lanciata una settimana fa da due utenti regolari della Centovallina, la petizione intitolata „Per altri 100 anni di Centovallina al servizio del pubblico“ e indirizzata a Gran Consiglio e Consiglio di Stato Ticinesi ha già raccolto più di 1.500 firme. I firmatari reputano lodevole l’obbiettivo di inclusione, ma contestano il superfluo cambiamento radicale voluto dalle FART non solo per essere in contrasto con il paesaggio, ma anche disfunzionale alle esigenze pratiche di viaggiatrici e viaggiatori.
Diversi esempi concreti si possono trovare sulla pagina della petizione. Si chiede quindi che le FART rivalutino le loro intenzioni in favore di una edilizia di conservazione che sappia coniugare l’accessibilità ai treni per persone in situazione di disabilità all’ottimizzazione funzionale dell’infrastruttura e alla valorizzazione del territorio.
Anche le istituzioni locali hanno già espresso malumori, come riferito da “La Regione” negli articoli del 16 febbraio e 22 marzo. La ristrutturazione e manutenzione delle stazioni esistenti, d’altra parte, rinvigorirebbe l’identità culturale, nonché l’economia locale. Rafforzato ne uscirebbe pertanto l’apprezzamento dell’utenza autoctona, senza dimenticare che l’attrattività turistica della Centovallina “treno del mese” secondo il prestigioso periodico britannico “Guardian”, edizione di gennaio), è edificata sull’esaltazione del paesaggio rurale e autentico.
La petizione verrà ora tradotta in francese e tedesco per sensibilizzare i frequenti visitatori d’oltralpe. La raccolta firme prosegue con l’obiettivo di superare le duemila unità e consegnarle in Cancelleria cantonale entro le prossime due settimane. I promotori, auspicano che il Cantone, in veste di azionista di maggioranza delle FART, prenda sul serio le preoccupazioni dell’utenza ferroviaria così che Gran Consiglio e Consiglio di Stato mobilitino i loro poteri per preservare i valori sociali e culturali di questo prezioso servizio pubblico.
Nell’immagine: il progetto FART
