Come si fa a dire che un video fatto con l’intelligenza artificiale sia peggio della realtà che abbiamo davanti?
Di Assia Neumann Dayan, La Stampa
Due popoli, due Stati, ma uno è il Nevada. A quanto ho capito, per creare un video con l’intelligenza artificiale bisogna scrivere un testo che verrà poi tradotto in immagini.
Suppongo che le parole chiave usate per il video “Trump Gaza” siano state: Las Vegas, Queers for Palestine, hummus, Elon Musk, statua di Lenin prima di essere abbattuta, però in oro.
Nei commenti, i più risentiti sono i cristiani offesi per l’uso di falsi idoli dorati, a seguire quelli che non vogliono che i soldi delle loro tasse vengano usati per costruire una spiaggia transgender a Gaza, mentre altri si chiedono se il declino cognitivo di Biden fosse davvero il peggiore dei mali.
Chi ha creato quel video deve aver preso tutti i luoghi comuni sulla Palestina e sulle vacanze al mare degli arricchiti e ci ha costruito una storia, ma quella storia non è, e non sarà mai, la storia di qualcuno. Gaza non diventerà la Portlandia del Medioriente, non ci saranno i/le/lu Queers for Palestine a ballare la danza del ventre con la fascetta di Hamas, quello non è il futuro.
Dovremmo essere tutti più preoccupati che il Presidente degli Stati Uniti d’America si comporti come uno sciatto provocatore che non stare a offenderci da remoto per una cosa che non esiste. Se quel video l’avesse postato un account satirico si parlerebbe di grande ironia, grande visione, candidatura agli Oscar, ma purtroppo per noi l’ha diffuso il presidente della più grande potenza mondiale senza nessuna sfumatura diversa da quello che è.
È un video ridicolo, come lo è qualunque video fatto con l’AI. La prendo alla lontana: io non lo so come si fa a dire che un video fatto con l’intelligenza artificiale sia peggio della realtà che abbiamo davanti. Capisco che è da molti anni che ci diciamo che le parole sono uguali al tentato omicidio, che la violenza è violenza, ma una cosa finta non sarà mai vera. Non so nemmeno come si faccia a dire che sono peggio i grattacieli, di tunnel e cimiteri: il grattacielo a Gaza è un’idea mentre tunnel e cadaveri sono veri.
È da un anno e mezzo che quotidianamente ci passano davanti foto e filmati di morti, ma evidentemente la linea da non oltrepassare era quella di un video finto postato da Trump. Fa più impressione la Bbc che gira un documentario a Gaza in sospetta collaborazione con Hamas o il video finto postato da Trump coi dollaroni che piovono?
Capisco sia più facile dire che Trump è cattivo, ma come sono cattivi i buoni, nessuno mai. Bisogna prendere le distanze da un video fatto con l’intelligenza artificiale, dicono, bisogna denunciare l’orrore, dicono, dal momento che il virtue signalling pare sia l’unica opinione che queste persone sono in grado di avere: siamo all’indignazione per una cosa immaginata, che mi sembra essere l’ultimo gradino della catena alimentare. Quel video disturba solo per un motivo: mette in ridicolo la sofferenza delle persone, perché ridicolizza il presente immaginando il futuro.
Gaza in questo momento è in macerie, le vittime della guerra sono migliaia, ci sono ancora degli ostaggi nelle mani dei terroristi, quel video è irrispettoso nei confronti dei morti e di chi vive in una zona di guerra senza più niente. Dopo di che, mi auguro che sia fuori discussione per tutti che si auspichi un futuro migliore per gli abitanti di Gaza, a Gaza. In queste ore ho letto cose sul video ben peggiori del video in sé, ben peggiori perché lì non ci puoi mettere la didascalia “creato con l’AI”, ben peggiori perché l’intelligenza artificiale dei buoni si chiama propaganda.