Dalla solidarietà subito dopo il massacro di Hamas del 7 ottobre all’isolamento globale. Dopo un anno e mezzo, Israele paga il prezzo politico e morale della sua reazione a Gaza
Di Paolo Gentiloni, La Repubblica
In Polonia, al contrario di quanto era avvenuto in Canada e in Romania, il candidato di Donald Trump ha avuto la meglio, contraddicendo i primi exit poll. Il populista polacco Karol Nawrocki era stato ricevuto nello Studio Ovale e pochi giorni fa la “ministra degli Interni” Usa Kristi Noem era venuta a sostenerlo con un comizio nell’aeroporto polacco di Jasionka, da dove partono molti degli aiuti militari all’Ucraina (e dal quale i soldati americani hanno peraltro annunciato di volersi ritirare).
Arriva dunque il primo successo importante dell’offensiva su vasta scala per esportare i valori Maga in Europa. L’obiettivo era chiaramente indicato in quella sorta di manifesto ideologico Maga che è il Progetto 2025: “smantellare l’Unione europea”. Ora l’alleanza mondiale degli ultraconservatori raddoppierà gli sforzi e le ambizioni. Ma non sarà affatto facile esportare in Europa valori e principi che danneggiano gli europei, specie dopo aver scatenato una guerra commerciale..
Questa guerra, definita la più stupida della Storia, continua: ogni giorno nuovi dazi e poi pause, rinvii e rilanci. Siamo tutti sospesi, come del resto lo siamo anche nel grande gioco della geopolitica: l’annuncio di una tregua imminente o di un negoziato risolutivo e poi l’intenzione di lavarsene le mani. In attesa delle prossimebreaking news.
Cinquant’anni fa John Galbraith annunciava l’età dell’incertezza, oggi siamo entrati nell’età del caos. E l’origine del caos è proprio negli Stati Uniti. Il Paese che 80 anni fa aveva ispirato l’ordine mondiale, e che di quell’ordine era stato il maggiore beneficiario, sembra volerlo smantellare. Alleanze, commercio, stato di diritto: tutto barcolla.
Non sembra ispirata da grandi principi strategici l’azione della Casa Bianca, al più si presenta con due caratteristiche costanti. La prima è la velocità. Per sorprendere, per governare l’agenda dei media. Ma anche per la consapevolezza di un tempo che potrebbe rivelarsi breve, di un’opportunità unica ma forse effimera di accumulare enormi vantaggi, anche personali.
Seconda costante: il messaggio ai propri elettori. Trump si rivolge ai lavoratori delle acciaierie, alle aree deindustrializzate, agli americani che si considerano vittime dell’immigrazione senza controlli e perfino alle famiglie diffidenti verso le Università aperte al mondo. Parla alle cento versioni contemporanee dei “forgotten men”, la cui mobilitazione è decisiva in un Paese fortemente polarizzato.
Il vortice degli ordini esecutivi e degli annunci non ha finora prodotto gli effetti sperati. Non su Gaza, dove Netanyahu non si ferma, provocando stragi quotidiane tra i civili palestinesi e danni senza precedenti per la credibilità di Israele. Non in Ucraina, dove la luna di miele con Putin non è durata oltre i 100 giorni e Trump appare come deluso, sempre più prigioniero della ragnatela del presidente russo.
Soprattutto l’età del caos sta indebolendo l’economia americana che, dopo una crescita vicina al 3% nel 2023 e nel 2024, ora rallenta. Le grandi banche Usa prevedono addirittura tra il 30 e il 50% di probabilità di recessione. L’inflazione appare molto più persistente che in Europa. E perfino il ruolo del dollaro come riserva sicura si va incrinando. Certo l’aumento dei dazi danneggerà l’economia europea, togliendo tra lo 0,2 e lo 0,7% di crescita (a seconda del loro livello finale) a un’economia che già cresce troppo poco, attorno all’1%. Ma secondo molte stime potrebbe portare un danno doppio alla crescita americana.
Comunque vadano a finire le controversie giudiziarie — e in parte andranno a finire alla Corte suprema — la legalità dei dazi presidenziali è ormai messa in dubbio. Così come sono già svanite due delle idee forza esibite nei primi 100 giorni di Trump.
L’idea che i dazi servissero per ridurre le tasse in America: le tasse sono state ridotte (ai ricchi) ma a debito, non grazie ai ricavi dei dazi. E l’idea di reindustrializzare l’America alzando i dazi: accadrà il contrario, visto che la cancellazione dell’Inflation Reduction Act, se confermata dal Senato, toglierà di mezzo lo strumento che aveva in effetti indotto alcune imprese europee a spostarsi negli Stati Uniti.
In visita ai Paesi del Golfo Trump ha dichiarato: «Non verremo più a darvi lezioni su come dovete organizzare le vostre società». Giorni prima aveva rivendicato il principio napoleonico secondo cui chi difende il proprio Paese è al di sopra della legge.
Ora il mondo non ha certo bisogno di lezioni dall’Occidente, ma ha un disperato bisogno di messaggi chiari in difesa della libertà e dello stato di diritto. Un’America che non crede più ai propri valori, e che addirittura ne promuove di opposti, ha perso la strada. Non sarà più grande, ma più sola.
Il vuoto che l’Europa, abituata da decenni a guardarsi nello specchio dell’America, deve riempire è davvero enorme. E per il governo italiano sarà sempre più difficile districarsi tra l’affinità ideologica con Trump e i nostri interessi nazionali.
Presidenziali in Polonia, vince di misura il nazionalista Nawrocki. Orban: “Fantastica vittoria”
Hanno ottenuto rispettivamente il 50,89% e il 49,11%, affluenza quasi del 72%. Previsioni ribaltate
La Stampa
Il il sovranista Karol Nawrocki ha vinto il ballottaggio per le elezioni presidenziali in Polonia con il 50,89% dei voti (10.606.628), mentre il suo rivale – il sindaco di Varsavia, Rafał Trzaskowski – ha ottenuto il 49,11% (10.237.177 voti): lo riporta l’agenzia di stampa polacca Pap, che cita i dati della Commissione elettorale nazionale dopo lo scrutinio di tutti i seggi elettorali. L’affluenza alle urne è stata del 71,63%. Ribaltate le previsioni.
«Abbiamo vinto, anche e sul filo del rasoio», aveva affermato Trzaskowski, di Piattaforma civica, dopo i primi exit poll che lo vedevano avanti di un soffio, pur ammettendo di dover attendere la conferma. Non è andata così. L’avversario, che si è presentato con una lista indipendente ma è appoggiato dal Pis, non si era dato affatto per vinto: «Vedrete che stanotte vinceremo e salveremo la Polonia», ha replicato a stretto giro Nawrocki. «Non permetteremo il monopolio di Donald Tusk nelle istituzioni del Paese».
La Polonia decide non solo chi sarà il nuovo Capo di Stato per i prossimi 5 anni, ma anche il futuro assetto di questo paese e il suo ruolo in Europa e nel mondo, come hanno più volte dichiarato gli stessi protagonisti della campagna elettorale. E in effetti a scontrarsi sono due visioni opposte: il sindaco di Varsavia, che negli ultimi anni ha condiviso con Donald Tusk la guida del partito Piattaforma civica, vincitore delle politiche nel 2023, si dichiara aperto al dialogo e alla ricerca di un ampio consenso sociale, per far uscire la società polacca dalle drastiche divisioni dovute all’operato fra 2015 e 2023 del governo populista del partito Diritto e giustizia (Pis).
La elezioni di Trzaskowski avrebbe riportato la Polonia nel solco dei valori europei: l’uscente capo di Stato Andrzej Duda, anche lui legato al Pis di Kaczynski, per anni aveva infatti ignorato le critiche e le sentenze negative dei tribunali Ue nominando i giudici secondo procedure politiche, ritenute non conformi alle leggi Ue.
Nawrocki, storico, guarda invece in una direzione opposta: vede la Polonia «sicura, forte ed ambiziosa» e soprattutto «fiera» della propria storia e della tradizione cristiana. Sovranista, non nasconde le sue riserve verso Bruxelles, mentre guarda con molte speranze, anche per le sfide legate alla sicurezza, agli Stati Uniti di Donald Trump.
Nel corso della campagna elettorale ha infatti già affrontato un viaggio a Washington per farsi fotografare con il presidente degli Usa. In un incontro elettorale si era dichiarato poi contrario all’ingresso dell’Ucraina nel Patto Atlantico. Formalmente indipendente, ma sostenuto dal Pis, il direttore del Istituto per la memoria nazionale continuerà sulla scia di Duda, bloccando le riforme progressiste e cercando di minare il governo attuale. Dichiaratosi più volte contrario all’esecutivo di Tusk, potrebbe puntare sulle elezioni politiche anticipate con la speranza di favorire il ritorno al potere del partito di Kaczynski.
Le reazioni
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, si è congratulata con karol Nawrocki per la sua vittoria alle presidenziali polacche, dicendosi «fiduciosa che l’Ue continuerà la sua ottima cooperazione con la Polonia».
«Siamo tutti più forti insieme nella nostra comunità» di pace, democrazia e valori. Lavoriamo quindi per garantire la sicurezza e la prosperità della nostra casa comune», ha scritto su X, dopo la vittoria di Nawrocki al ballottaggio con il 50,89% dei voti.
Il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier si è congratulato con Karol Nawrocki, vincitore delle presidenziali polacche, esortando i due Paesi a «cooperare strettamente sulla base della democrazia e dello Stato di diritto». Ciò è necessario per «garantire il futuro dell’Europa in sicurezza, libertà e prosperità», ha sottolineato Steinmeier in una dichiarazione.
Il premier ungherese Viktor Orban è stato il primo leader straniero a congratularsi pubblicamente con Karol Nawrocki per la sua «fantastica vittoria» al ballottaggio per le presidenziali polacche. Lo storico sovranista polacco ha vinto con il 50,89% contro l’europeista Rafal Trzaskowski, sindaco di Varsavia.
Volodymyr Zelensky spera in una «cooperazione proficua» con Karol Nawrocki, vincitore del ballottaggio delle elezioni presidenziali in Polonia. In un post su X con le congratulazioni a Nawrocki, Zelensky auspica «di proseguire una cooperazione proficua con la Polonia e, personalmente, con il presidente Nawrocki». «La Polonia – conclude – è stata e rimane un pilastro della sicurezza regionale ed europea, una voce forte a difesa di libertà e dignità di ogni Nazione».
«Ottime notizie dalla Polonia! Congratulazioni e buon lavoro al nuovo presidente Nawrocki, premiato dal voto libero e democratico dei cittadini polacchi, con buona pace dei burocrati Bruxelles e di tutti quei media che da giorni lo definiscono ‘estremista’». Lo scrive sui social il vicepresidente del Consiglio e leader della Lega, Matteo Salvini.
«Grande vittoria del candidato conservatore Karol Nawrocki alle elezioni presidenziali in Polonia! Dopo mesi di arroganza e utilizzo politico della giustizia, il “campo larghissimo” – dai popolari ai comunisti – che sorregge Donald Tusk perde rovinosamente e forse nelle prossime settimane la stessa maggioranza di governo potrebbe entrare in crisi. Congratulazioni al Presidente Nawrocki e agli amici del Pis per questo eccezionale successo!». Così il vicepresidente di ECR Party Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo.
«Si tratta di un’elezione alla quale tutti guardiamo nell’interesse europeo con grande attenzione. Speriamo in una collaborazione positiva e intensa con il neo presidente polacco». Lo ha detto il portavoce del governo tedesco Stefan Kornelius, rispondendo a una domanda in conferenza stampa a Berlino, sulla vittoria di Karol Nawrocki in Polonia. Si tratta di «una decisione sovrana del popolo polacco e ne prendiamo atto», ha aggiunto rispondendo a chi ha chiesto se il cancelliere fosse rimasto sorpreso dall’affermazione del candidato sovranista. «Siamo partner molto stretti e in questo spirito ci aspettiamo di lavorare in futuro con il presidente polacco», ha concluso
«Naturalmente ho seguito le elezioni presidenziali, sembra che sia ora ci sia un risultato ufficiale. Ovviamente voglio congratularmi con il vincitore, e non vedo l’ora di lavorare insieme e fare in modo che con la Polonia la Nato diventi ancora più forte». Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, all’arrivo al summit NB9, congratulandosi con il nuovo presidente polacco, Karol Nawrocki.
«Congratulazioni a Karol Nawrocki per la sua elezione a presidente della Repubblica di Polonia. Auguri per il suo mandato alla guida di una nazione con la quale condividiamo valori comuni e solidi rapporti di collaborazione, nonché di storica amicizia. Buon lavoro». Questo il commento della presidente del Consiglio Italiano Giorgia Meloni sui social.
Nell’immagine: Karol Nawrocki con Kristi Noem in Polonia