Sfida finale: l'annuncio che la SSR vara un piano di ristrutturazione che cancellerà altri 900 posti di lavoro coincide con l'inizio della pericolosa campagna sulla votazione "200 fr bastano" del prossimo 8 marzo, che se accettata dimezzerebbe le risorse del servizio pubblico. Intervista a Mario Timbal, direttore RSI
“Adesso vado alla riunione plenaria per dire a colleghe e colleghi che dobbiamo lavorare ancor più convinti e compatti, pur sapendo che un centinaio di loro dovranno lasciare la RSI nei prossimi 4 anni”. Così termina l’incontro di stamane con Mario Timbal.
È comunque un direttore della RSI determinato e combattivo quello che risponde alle nostre domande nel giorno in cui i nostri quotidiani, all’unisono, aprono il giornale con la notizia che la ristrutturazione della SSR per far fronte ai sacrifici imposti dalla decisione del Consiglio federale di abbassare il canone radio-tv a 300 fr. annui comporterà la cancellazione di 900 posti di lavoro; circa un centinaio a Comano.
Non solo: sabato, con un conferenza pubblica sui “200 fr bastano” – sostenuta in particolare dall’UDC – è cominciata la vera campagna contro una iniziativa che ridurrebbe del 40 per cento le risorse pubbliche della SSR, quindi anche della RSI. “In buona sostanza, ha sottolineato Mario Timbal, significherebbe ridurre la RSI alle dimensioni della radiotelevisione romancia”. Con conseguenze disastrose non solo sul numero dei collaboratori, ma anche dei programmi e delle attività esterne appaltate da Comano.