Hodges: “La proposta di pace è oscena, serve solo a preparare la prossima invasione”

L’ex comandante delle forze Usa nel Vecchio Continente stronca l’iniziativa americana: “E la Ue sta a guardare” 

BERLINO – Ben Hodges è stato comandante delle forze armate statunitensi in Europa ed è tra i più ascoltati analisti militari e geopolitici.

Cosa pensa del piano Witkoff sull’Ucraina?

«Non è il piano Witkoff, è il piano Trump-Putin. Lo chiamano così per proteggere il presidente. È una proposta oscena, disegnata solo per preparare la prossima invasione. Ma mette nei guai anche l’Europa».

…che non siede neanche al tavolo del negoziato.

«Non hanno fatto nulla per farsi rispettare da Trump. Non hanno formulato uno straccio di proposta, sono stati lì a girarsi i pollici. E se l’Ucraina accetterà questo disgraziato accordo, milioni di profughi ucraini invaderanno l’Europa».

Che leve hanno gli europei?

«Enormi! Prendiamo la ricchezza, la popolazione, l’industria: Ue, Regno Unito e Norvegia valgono 15 volte la Russia. Possono esercitare enormi pressioni sugli Usa, l’Europa è una potenza economica».

Non l’hanno fatto neanche sui dazi.

«Esatto. Che caschino dal pero anche stavolta è imperdonabile».

Zelensky ha detto in un drammatico discorso agli ucraini che la scelta è tra la dignità e il sostegno americano.

«Ma certo. La Russia ammazza civili ogni giorno. I russi hanno prodotto massacri, come a Bucha e Mariupol, e Kiev dovrebbe accettare una capitolazione? Spero peraltro che i giornalisti inizino a scavare: quali sono gli affari di Witkoff, della famiglia Trump, dietro l’accordo?».

Certo, la ricostruzione sarebbe in mano americana. Ma intanto Kiev dovrà accettare la cessione del Donbass e il congelamento della linea del fronte a Zaporizhzhia e Kherson. Qual è la differenza con la proposta di Putin in Alaska?

«Nessuna. E sono territori che i russi non sono riusciti a conquistare in anni. Come farà Zelensky a far digerire una cosa del genere a milioni di ucraini che vivono lì? Nelle zone occupate dai russi si vive in modo atroce. E poi: come può portare la pace un accordo che chiede di ridurre l’esercito, di rinunciare ad armi di lungo raggio? Se gli europei accettano quest’obbrobrio non ci vengano poi a dire “mai più”, come fecero nel 1945».

A proposito: ricorre in questi giorni l’80esimo anniversario dei processi di Norimberga. E nella proposta c’è una promessa di amnistia per Putin e chi ha commesso atrocità in Ucraina.

«Mostruoso. Al di là degli Usa, come possono Germania, Italia, Francia, Regno Unito e gli altri Paesi civili che hanno assistito, come carnefici o vittime, alle atrocità della Seconda guerra mondiale, accettare tutto questo? Come possono accettarlo i Paesi che hanno creato la Corte penale internazionale? Putin è già condannato. Se l’accordo sarà sottoscritto, cosa faranno gli europei? Consentiranno a Putin di partecipare al G8, di viaggiare tranquillamente nei loro Paesi?».

In cambio della promessa di non aderire mai alla Nato, a Kiev verrebbe riconosciuto un simil-articolo 5.

«È una proposta ridicola. Intanto, la Russia ha riconosciuto la sovranità dell’Ucraina varie volte, la loro parola non vale la carta su cui è scritta. Ma poi: davvero l’Italia manderebbe truppe a combattere in Ucraina? L’unica cosa che funziona è la Nato. Oppure gli europei devono rafforzare l’esercito ucraino a tal punto che rappresenti un vero deterrente contro Mosca».

Il piano ha a che fare con la debolezza interna di Zelensky e con il fatto che i più importanti leader in Europa – Merz, Macron, Starmer – sono anatre zoppe? E si possono fare elezioni in Ucraina?

«Penso che il tempismo – specie quello russo – abbia a che fare con lo scandalo che ha travolto Zelensky. Quindi mi auguro che lui cacci subito i corrotti. Quanto alle elezioni, è una decisione che devono prendere gli ucraini. Non siamo più nel 18esimo secolo, quando le potenze come la Prussia, gli Usa o il Regno Unito decidevano del destino di altri Paesi. Trump non si deve immischiare».

Nell’immagine: Ben Hodges