Riconvocare un nuovo Tribunale Russell, che giudichi personaggi come Trump, Putin, Netanyahu e molti altri
Come rinsavire questo mondo di folli che ci vogliono portare alla guerra, insieme facendoci dimenticare la crisi climatica e sociale – è un classico della politica: la guerra per dimenticare il resto, il nemico per rafforzare la comunità e cancellare e reprimere il dissenso e la critica?
Come far rinsavire quei tanti, troppi, sempre di più che votano neo-fascisti, tecno-fascisti, fascio-populisti, fascio-conservatori, fascio-sovranisti, MAGA-fascisti, fascio-capitalisti?
Come non lasciare solo Papa Leone (lo dico, con imbarazzo, da non credente: solo il papa si oppone alla tendenza bellicista, ricordandoci che si vis pacem para pacem)?
E come gridare: basta follia, basta giocare col fuoco, basta con un capitalismo che preferisce lucrare sul riarmo (gli è in realtà perfettamente funzionale e congeniale) invece di impegnarsi sulla transizione ecologica e nella cura della biosfera e della società?
Chi ha qualche anno sulle spalle, forse si ricorderà del Tribunale Russell. Mentre i giovani probabilmente non sanno neppure chi sia stato Bertrand Russell (filosofo, logico, matematico, attivista e saggista britannico – 1872-1970). Meno che meno ricorderanno Lelio Basso (politico e fine intellettuale italiano – 1903-1978).
Ecco allora una modesta proposta, che sappiamo quasi-impossibile, ma ci proviamo ugualmente. Riconvocare un nuovo Tribunale Russell. Riconvocarlo noi tutti società civile; noi tutti che cerchiamo ancora di essere sapiens; noi tutti che crediamo nel sapere aude! kantiano e ripudiamo l’intelligenza artificiale e vogliamo conservare la nostra libertà, soprattutto cognitiva; noi che crediamo in libertà, uguaglianza e fraternità; noi tutti che abbiamo letto la prima Scuola di Francoforte e L’uomo a una dimensione di Marcuse (oggi ancora più attuale); noi tutti che abbiamo letto la Laudato si’ e la Fratelli tutti di Papa Bergoglio; noi tutti che ci sentiamo responsabili verso i nostri figli e nipoti e verso coloro che verranno dopo di loro; noi tutti che non ci rassegniamo ai crimini delle oligarchie/pifferai magici e delle masse digitalizzate che le seguono; noi tutti che non accettiamo di vivere nell’alveare di Mandeville, oggi digitale, pieno di vizi e però apparentemente molto ricco; noi tutti che sosteniamo che la crisi climatica (che il sistema non vuole risolvere, vedi fallimento anche della COP 30) è un crimine contro l’umanità, come una guerra; noi tutti che ci opponiamo a chi pretende di essere sovrano assoluto del mondo (con la correità ancora di chi li vota) e gridiamo che deve essere deposto, detronizzato, rottamato. Ovvero, noi-tutti-richiamati-qui-sopra dobbiamo essere capaci (come una volta nella Grecia antica) di deporre l’oligarchia e di attuare la demo-crazia.
Un Tribunale che era senza un reale potere giuridico e sanzionatorio (oggi ci sarebbe la Corte penale internazionale, certo, ma sappiamo che fine sta facendo – e ci serve altro), ma con un potentissimo potere morale/etico/umanistico capace di portare anche oggi nella gabbia degli accusati, davanti appunto a un Tribunale plurale e indipendente che li giudichi, personaggi come Trump, Putin, Netanyahu – e poi tutti coloro che a loro non sono capaci di opporsi o anzi sono complici delle loro follie/crimini, dei loro genocidi, delle loro guerre, della loro predicazione dell’odio e del riarmo, della loro crisi climatica sempre più drammatica e veloce, dei migranti lasciati annegare nel Mediterraneo, dei rimpatri forzati, della loro società sempre più repressiva. E quindi, dopo i tre boss richiamati sopra, convocare e giudicare – e l’ordine è casuale: Ursula von der Leyen, Macron, Merz, Bin Salman, Meloni & Salvini, Mattarella (che invoca anche lui il riarmo), Musk-Bezos-Altman & la Silicon Valley (oligopolio-oligarchia), il governo e le banche svizzere, la finanza, BlackRock e simili, Modi, Starmer, l’industria del fossile e dell’agroalimentare, le lobbies, la manosfera, gli economisti (poche le eccezioni), Mario Draghi, il management e il marketing, il Fondo monetario, il complesso militare-industriale-scientifico, l’industria della distrazione di massa, i meccanismi di governance, tutta la struttura e la sovrastruttura tecno-capitalista, eccetera eccetera (e aggiungete voi…).
Ma cos’era il Tribunale Russell? “L’International war crimes tribunal venne presentato da Bertrand Russell (già promotore della Bertrand Russell Peace Foundation) in una conferenza organizzata a Londra nel novembre 1966; il Tribunale nacque per giudicare i crimini commessi dagli Stati Uniti durante il conflitto in Vietnam. Nella Conferenza di Londra venne redatto uno statuto per rendere formali le modalità di svolgimento dei lavori del Tribunale e i suoi scopi, soprattutto quello di creare un mezzo di diffusione imparziale della verità da rendere nota all’opinione pubblica mondiale. Il Tribunale era presieduto, oltre che dallo stesso Russell, da Jean-Paul Sartre e Vladimir Dedijer; tra i membri della giuria comparivano Wolfgang Abendroth, Günter Anders, Lelio Basso, Simone de Beauvoir, Laurent Schwartz, et al. […]
La prima Sessione del Tribunale si tenne a Stoccolma dal 2 al 10 maggio 1967. […]. La seconda Sessione a Copenaghen (21-30 novembre 1967) […]. Al termine delle due Sessioni il Tribunale arrivò alla conclusione che “la guerra portata avanti dagli americani era stata svolta secondo modalità contrarie al diritto internazionale e ai principi fondamentali dei diritti dei popoli: la politica americana nel Vietnam venne giudicata come genocidio (secondo la definizione della Convenzione per la prevenzione e repressione del delitto di genocidio del 1948), per il fatto di aver scelto una politica di aggressione nei confronti di una popolazione che si ribellava all’oppressione, senza aver tentato una politica di pace”.
Fu seguito dal Tribunale Russell II, fondato e presieduto da Lelio Basso nel novembre 1973 allo scopo di affrontare le violazioni dei diritti umani, dell’uso della repressione e della tortura nelle dittature dell’America centro-meridionale.
Ora esiste il Tribunale Permanente dei Popoli (TPP), ma è quasi sconosciuto, “competente a pronunciarsi su ogni grave crimine commesso a danno di popoli e minoranze. Nasce a Bologna nel 1979 nel contesto della Dichiarazione Universale dei Diritti dei Popoli (1976) e sulla scia dell’intuizione del giurista e politico Lelio Basso, il quale trasformò le esperienze dei Tribunali Russell […] in un’istituzione permanentemente all’ascolto di popoli costretti a misurarsi con l’assenza del diritto e l’impunità. Il TPP è composto da una rete esperti e personalità riconosciute a livello internazionale, di volta in volta convocati per la composizione della giuria di ciascuna Sessione. Ha sede a Roma e rappresenta una delle espressioni della Fondazione Lelio e Lisli Basso”.
Ripristinare e affermare la verità – questo era dunque l’obiettivo principale del Tribunale Russell. Ma oggi, a parte i noi tutti di cui sopra (ma quanti siamo?) chi cerca la verità, chi persegue il giusto, chi crede davvero nella libertà-uguaglianza-fraternità, nel sapere aude!, chi invoca oggi un nuovo Tribunale Russell o rivaluta e potenzia il TPP, dov’è l’umanità e dov’è l’umanesimo, dov’è l’utopia (e senza utopia si resta catturati nel labirinto/alveare), dove sono l’indignazione e una coscienza critica collettiva che accomuni le troppe proteste autoreferenziali e settoriali (che non danno fastidio al potere, spegnendosi rapidamente) e le faccia diventare una vera lotta internazionale di liberazione e di emancipazione, come cercava di attivare la prima Scuola di Francoforte?
Oppure, per sentirci emancipati e liberi ci è bastato usare l’intelligenza artificiale per mandare video di Auguri per Natale?
Nell’immagine: una seduta del Tribunale Russell II