Sempre più grave il suo diffondersi nelle istituzioni, ma non solo
Nelle ultime settimane alcuni importanti e prestigiosi commentatori hanno pubblicato una serie di articoli che denunciano i danni e i problemi causati da una corruzione che spadroneggia, soprattutto ma non solo, fra le istituzioni statali. Una situazione eticamente inaccettabile e che al contempo danneggia fortemente l’economia e alimenta il già alto tasso di disoccupazione.
L’ANC, il partito di maggioranza, propone già dagli inizi del Nuovo Sudafrica una strategia denominata National Democratic Revolution (NDR) volta a penetrare e dominare soprattutto le istituzioni statali, ma anche il settore privato: la società civile, le chiese, le organizzazioni culturali, e infine il settore economico privato.
La strategia della NDR comprende particolarmente la collocazione di membri del partito nei posti-chiave e fra i quadri superiori di tutte le organizzazioni statali e non, della società civile e delle entità commerciali, allo scopo di favorire gli interessi nazionali e gli obiettivi del partito. Nel corso degli ultimi 30 anni, il partito è diventato dominante anche in settori come lo sport (calcio, atletica). Questo dominio ha finito per favorire il nepotismo, la corruzione e l’incompetenza.
Pure professioni tradizionalmente considerate affidabili come medici, giuristi e manager di ditte di consulenza aziendale e giuridica, sono state infiltrate. William Gumede, professore alla prestigiosa università del Witwatersrand e autore di libri bestsellers sul tema, affronta anche lo scottante tema del perché, nonostante i problemi siano chiari e attendibili, i cittadini continuino a sottovalutare i danni non solo etici, ma di importanza sociale e economica per il paese. Molti, forse anche troppi cittadini votanti sono disposti a perdonare i politici corrotti, se a loro avviso questi politici propongono soluzioni giudicate interessanti e – scrive Gumede – sono dello stesso colore, e gruppo etnico.
L’abolizione dell’apartheid non ha portato, 30 anni dopo, alla creazione di una forte coscienza civica dell’elettorato. La mia esperienza personale nel paese mi ha fatto capire quanto sia importante migliorare la competenza dell’elettorato sudafricano in merito alle istituzioni dello Stato. È questa la ragione per la quale ho deciso di introdurre un corso di civica nella scuola da me co-fondata 25 anni fa per combattere l’analfabetismo.
L’elettorato sudafricano merita di voltare pagina e liberarsi da soluzioni e politiche facili, populiste e dannose, come già avvenuto in occasione della presidenza di Jacob Zuma, durata 9 anni, e che ha lasciato un profondo segno e pesanti eredità economiche e politiche.
Nell’immagine: William Gumede