Da Altman a Musk, quelli che giocano a fare Dio con la tecnologia

Dal cervello sul computer alla crioconservazione, ai farmaci evita-malattie: la tecnologia spinge la corsa alla fabbricazione dell’uomo perfetto. I progetti dei miliardari che fanno gola (anche) a Putin e Xi 

Di Arcangelo Rociola, La Stampa

Il sogno è antico quanto l’uomo. Rendere la morte da fatto inevitabile a problema risolvibile. Un desiderio ancestrale. Una tensione all’eterno che però negli ultimi anni ha avuto un’accelerazione unica nella nostra storia. Complici due elementi: l’evoluzione delle nuove tecnologie e una quantità enorme di denaro privato finito in ricerche. Solo negli ultimi 5 anni sono nate centinaia di aziende e laboratori che promettono soluzioni per vivere una vita, se non eterna, almeno il più possibile longeva. 

«Preventive», la startup finanziata da Sam Altman di OpenAI e Brian Armstrong di Coinbase, ha fatto discutere perché vuole modificare embrioni di bimbi per scongiurare malattie ereditarie. Ma è solo una tra decine. Lo stesso Armstrong con Vitalik Buterin, fondatore di Etherum, la seconda criptovaluta al mondo, è dietro a «Orchid», startup in grado di fornire un punteggio di rischio per embrioni su malattie complesse, come Alzheimer e disturbi bipolari, con l’obiettivo di mitigare il rischio di malattia. «Nucleus Genomics», finanziata da Peter Thiel, investitore tra i più influenti in Silicon Valley, lavorerebbe non solo a prevenire i rischi delle malattie, ma potrebbe anche “predisporre” i geni a sviluppare tratti particolari, come intelligenza o altezza.

Esperimenti, progetti, finanziati da uomini diventati tra i più ricchi al mondo con il boom dell’industria tecnologica. Ricerche condotte spesso sotto traccia, che si muovono sul crinale sottile della legalità (modificare embrioni è illegale un po’ ovunque). Ma che accendono la fantasia degli ultra miliardari: «Progetti come questi comportano rischi enormi», spiega a La Stampa Angela Di Baldassare, ordinario di Anatomia presso l’università di Chieti-Pescara e componente del Comitato nazionale per la biosicurezza della Presidenza del Consiglio.

«Oggi è vietato modificare i geni di un embrione perché quelle modifiche l’embrione le porterà con sé, le trasmetterà ai suoi figli. Ma soprattutto non è chiaro che effetti avranno sulla formazione delle altri parti del corpo». Progettare un uomo privo di malattie non è il solo scopo delle tecnologie di frontiera. Gli Anni Venti di questo millennio saranno ricordati come quelli della ricerca della longevità a tutti i costi. Don’t Die è un documentario molto popolare su Netflix .

Racconta la vita di Bryan Johnson. 48 anni, miliardario del software. Alle telecamere ha raccontato la sua vita, fatta di costante controllo dei parametri vitali – paga un team di 30 medici – e esercizio fisico. Obiettivo: riportare il suo corpo all’età biologica di 18 anni. Johnson ha creato anche una religione: catechizza sui social che il corpo è una macchina perfetta se si sa come tenerne cura. C’è chi gli crede, più o meno religiosamente.

Il mercato dei prodotti, delle tecnologie che promettono la vita eterna vale circa 610 miliardi l’anno secondo Bank of America. Un fiume di soldi alimentato dal desiderio ancestrale di vivere per sempre. La tecnologia è la nuova pietra filosofale. Permette di potenziare gli organi che abbiamo. Come «Neuralink» di Elon Musk: un chip da impiantare nel cervello per risolvere malattie neurogenetiche ma anche fornire alla mente nuove potenzialità. Oppure di sostituirli.

Ci sono aziende che conservano parte di tessuti sani di pazienti per poter ricreare organi in caso di necessità. E poi c’è «Tomorrow Biostasis», tedesca, il primo laboratorio di crioconservazione europeo. Offre la possibilità di congelare nell’azoto persone morte per tutto il tempo necessario alla scienza per poterle far tornare in vita. Al momento conserva 20 persone e 10 animali domestici a -196° in un laboratorio a Zurigo. Ricchi. Hanno pagato 200 mila euro per stare lì.

Ma il sogno della vita eterna affascina anche i potenti. Lo scorso settembre un microfono ha “rubato” uno scambio di battute tra Vladimir Putin e Xi Jinping: si dicevano che oggi a 70 anni si è ragazzini, parlavano di longevità, di possibilità di trapiantare organi, di immortalità. «Sia la Russia che la Cina hanno deciso di puntare sulle tecnologie della vita. È un obiettivo dichiarato di Pechino primeggiare anche in quel campo», spiega l’avvocato e esperto di tecnologie Andrea Monti. «I potenti sognano la leadership perenne. Quello che più è interessante del loro scambio è che fa emergere una volontà politica chiara. In quell’audio si lascia intendere che i due leader puntano a far vivere il loro popolo più a lungo possibile. E questo fa diventare il tema una questione biopolitica: vogliamo accettare che nel prossimo futuro il diritto alla cura diventi un diritto all’eternità? E se sì, chi potrà concederselo?».

Il rischio è che se non sarà una cura per tutti, sarà una cura per pochi. Miliardari o potenti. Il che suggerisce scenari distopici, come quelli immaginati dal film diventato un classico della fantascienza, Gattaca: una società divisa tra persone selezionate geneticamente, e persone che non lo sono. Un nuovo apice della catena alimentare, creata dall’uomo, in grado di elevarsi sugli altri uomini.

Nell’immagine: l’IA vista come essere divino. Immagine creata dall’IA su richiesta