Chubut (Argentina)

 


foto © Marco D’Anna

Non mi manca mai la strada,
non manca mai la compagnia e il vento mi porta sempre nuvole nuove.
Il profumo della pampa cambia dietro a ogni collina.
Quando ho voglia mi fermo e accendo un bel fuoco,
per scaldarmi, mangiare, per bere e fumare,
poi mi metto a guardare il mio mondo e ogni volta lo sguardo si perde lontano.
Non finisce mai este mundo perdido, e nemmeno la strada.
Per questo mi piace il mio mondo, per questo spazio infinito,
i miei amici lo sanno, ci facciamo compagnia senza troppe parole,
ci capiamo con gli occhi e ogni giorno inizia un nuovo cammino.
Quando il sole sbuca là in fondo sembra che lo faccia soltanto per noi.

testo © Marco Steiner

Dopo tanti anni di viaggi, Marco & Marco non potevano fermarsi. Abbiamo deciso di ripartire attraverso l’Immaginario, del resto lo diceva Saramago, “Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione…” Ecco quello che faremo, torneremo per vedere con altri occhi… se volete potrete partire con noi.


Isole Orcadi (Scozia)

 


foto © Marco D’Anna

Ci sono isole dove il mare penetra dentro alla terra,
il vento spazza gli alberi e l’erba dei prati, il verde si scuote e ricorda il profumo di onde lontane,
le coste s’innalzano e le rocce si fanno aguzze per opporsi alla violenza della tempesta,
ma quando cala la notte i fiordi si aprono per accogliere l’abbraccio della marea.
Io sono nato in un luogo così, questa è la musica del mio mondo.
La risacca mi accarezza, mi riporta a casa e mi sospinge via.
Con i piedi piantati nel muschio, la mente naviga altrove,
è così che mi sento quasi felice.

testo © Marco Steiner

Dopo tanti anni di viaggi, Marco & Marco non potevano fermarsi. Abbiamo deciso di ripartire attraverso l’Immaginario, del resto lo diceva Saramago, “Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione…” Ecco quello che faremo, torneremo per vedere con altri occhi… se volete potrete partire con noi.


Bagan

 


foto © Marco D’Anna

Non so dove sto andando
non so dove andrò domani
gira ogni cosa
il tempo
il ciclo del grano
l’acqua del fiume
il sole e la notte
i miei passi nel cerchio
la nostalgia
di un sorriso perduto

testo © Marco Steiner

Dopo tanti anni di viaggi, Marco & Marco non potevano fermarsi. Abbiamo deciso di ripartire attraverso l’Immaginario, del resto lo diceva Saramago, “Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione…” Ecco quello che faremo, torneremo per vedere con altri occhi… se volete potrete partire con noi.


Trevelin

 


foto © Marco D’Anna

C’è una lunga strada che taglia la mia terra, non finisce mai quella strada, sembra una cicatrice.
Non c’è niente di speciale in questa terra, c’è solo spazio, tanto spazio, anche per i pensieri.
È in fondo alla fine del mondo la mia terra, la chiamano Terra del Fuoco, ma non è vero, i fuochi qui non durano, c’è solo il vento, cespugli che rotolano, pioggia che sferza la schiena delle colline e il sole che abbaglia quando i cumuli di nuvole nere lo lasciano passare.
Chi comanda quaggiù è solo il vento, per questo amo la mia terra, perché il vento è libero, cambia le cose, mescola i profumi, alza la polvere e non mi lascia neanche il tempo per fumare in pace una sigaretta, la vuole fumare insieme a me.
Il vento è un compagno di viaggio, mi aiuta a essere libero, a cambiare idee e paesaggi, a socchiudere gli occhi per guardare lontano.
La mia terra è come il vento, come il cammino, non finisce, continua oltre il gelo del mare.

testo © Marco Steiner

Dopo tanti anni di viaggi, Marco & Marco non potevano fermarsi. Abbiamo deciso di ripartire attraverso l’Immaginario, del resto lo diceva Saramago, “Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione…” Ecco quello che faremo, torneremo per vedere con altri occhi… se volete potrete partire con noi.


Phnom Kulen

 


foto © Marco D’Anna

Phnom Kulen è un luogo sacro per noi Khmer, la foresta è attraversata dal Fiume dei Mille Linga, nella corrente ci sono centinaia di statue votive che l’acqua consuma o accarezza a seconda delle piogge e delle stagioni.
Tutte quelle pietre sono simboli: eleganti ballerine Apsaras che danzano nell’armonia della natura, o rappresentazioni della potenza rigenerante del membro di Vishnu.
Io non vado a pregare alle feste religiose che si tengono lungo le sponde del fiume, preferisco scendere a valle e immergermi nella cascata, ascolto la musica dell’acqua che colpisce il mio corpo e mi pervade. Di solito lo faccio quando un pensiero negativo mi vorrebbe piegare, quando esco dal fiume le mie cosce scattano come quelle di un cavallo, la mente vola leggera come una farfalla e il pensiero s’innalza in compagnia del falco che vede ogni cosa.

testo © Marco Steiner

Dopo tanti anni di viaggi, Marco & Marco non potevano fermarsi. Abbiamo deciso di ripartire attraverso l’Immaginario, del resto lo diceva Saramago, “Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione…” Ecco quello che faremo, torneremo per vedere con altri occhi… se volete potrete partire con noi.


Gibuti

 


foto © Marco D’Anna

La mattina in cui arrivai alla stazione di Gibuti era ancora notte fonda.
Saranno state al massimo le tre, ma Janine mi aveva detto che per non perdere quel treno avrei dovuto arrivare molto presto, sembrava nervosa.
Ci sedemmo ai tavoli esterni del Cafè de la Gare, non c’era nessuno a parte un paio di cani randagi che non ci degnarono di uno sguardo. Dopo un po’ arrivò un suo amico con un carretto, aveva un sacchetto di Qāt, un thermos di caffè e una busta con dei cristalli di sale.
Iniziammo a masticare Qāt succhiando sale in silenzio, bevevamo caffè quando la bocca diventava come un deserto e il tempo passava.
Quando mi svegliai non capivo dove fossi e nemmeno chi fossi, poi mi resi conto che avevo perso il treno, non avevo i documenti e nemmeno i miei soldi e che la camerata del carcere puzzava di piscio e umanità disgraziata come me. Mi liberarono due giorni dopo senza aggiungere una parola.
Tornai al Cafè de la Gare e rividi Janine, era seduta allo stesso tavolo, sembrava mi stesse aspettando da sempre, mi avvicinai, stavo per prenderla a schiaffi, invece mi fermai bevvi in un sorso la birra che aveva sul tavolo e le rivolsi uno sguardo interrogativo.
– Non volevo che te ne andassi. Tutto qui. – Lo disse senza guardarmi in faccia.
Poco dopo entrò il suo amico, mise sul tavolo il mio passaporto, i soldi e un grosso cristallo di sale, sembrava un diamante opaco.
Poi poggiò a terra il mio zaino impolverato e se ne andò.
Janine mi sorrise, era particolarmente bella quel giorno.
La storia con lei finì lo stesso, non molto tempo dopo.

testo © Marco Steiner

Dopo tanti anni di viaggi, Marco & Marco non potevano fermarsi. Abbiamo deciso di ripartire attraverso l’Immaginario, del resto lo diceva Saramago, “Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione…” Ecco quello che faremo, torneremo per vedere con altri occhi… se volete potrete partire con noi.


Cuba

 


foto © Marco D’Anna

La Señora Consuelo, dopo la morte di suo marito, diventò la proprietaria della più grande piantagione di canna da zucchero de Trinidad, en Cuba.
El señor Iznaga era un uomo molto crudele con noi schiavi, aveva fatto costruire una torre alta sette piani e saliva ogni giorno lassù per controllare personalmente che tutti lavorassero sodo. Lui beveva in continuazione saoco, riempiva di rum tutte le noci di cocco spaccate che il cameriere gli doveva portare insieme ai suoi puros habanos ogni ora, poi al calare del sole scendeva ubriaco e sfogava le sue perversioni sul corpo di Consuelo.
Dicono che al el señor Iznaga una notte sia scoppiato il cuore.
Adesso anche lei di giorno sale sulla torre, ma ogni notte mi fa entrare nella sua camera.
La señora ha la pelle morbida e le cosce che profumano di cannella, ma anche sul suo corpo ci sono cicatrici di frusta come le mie, forse per questo le piace la mia carne segnata.
Non so quanto durerà, una notte di queste mi farà uccidere, o forse lo farò io.

testo © Marco Steiner

Dopo tanti anni di viaggi, Marco & Marco non potevano fermarsi. Abbiamo deciso di ripartire attraverso l’Immaginario, del resto lo diceva Saramago, “Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione…” Ecco quello che faremo, torneremo per vedere con altri occhi… se volete potrete partire con noi.


Pozzallo

 


foto © Marco D’Anna

Se c’è ancora un viaggio da fare io lo farò.
– Ma sei troppo vecchia, sei un relitto e sei arenata nel fango.
– E tu Luna? Non sai che domani scapperai di nuovo impaurita davanti al sole?
– Certo, ma di notte, farò quello che voglio, come ho sempre fatto. Di giorno me ne vado a sognare dall’altra parte del mondo.
– Farò la stessa cosa, Luna.
– E come farai a raggiungere il mare?
– Non hai visto quella nuvola?
– Quale?
– Quella che ti sta passando davanti proprio in questo momento.
– E allora?
– Sta venendo per me, sarà la mia vela e niente ci potrà fermare, vedrai, ma tu aspettami, ci incontreremo domani.
– Dove?
– Dall’altra parte del mare, dove si riesce ancora a sognare.

testo © Marco Steiner

Dopo tanti anni di viaggi, Marco & Marco non potevano fermarsi. Abbiamo deciso di ripartire attraverso l’Immaginario, del resto lo diceva Saramago, “Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione…” Ecco quello che faremo, torneremo per vedere con altri occhi… se volete potrete partire con noi.


Spegnere il fuoco

 


foto © Marco D’Anna

Dov’è andato il mondo che amavo?
l’oceano sul quale navigavo e che per giorni e giorni mi regalava spazio aperto e un solo confine, quello fra il cielo e il mare.
Dove sono finiti i deserti immacolati?
senza i solchi d’impronte di disperati in fuga.
E dov’è andata l’oasi di palme e silenzio in cui mi accoglieva il profumo di caffè e i datteri che mi offriva un amico vestito di blu?
Dove sono le foreste attraversate da silenziose file d’indiani che cacciavano l’orso solo per farsi raccontare come sopravvivere al gelo del prossimo inverno?
E dove sono finite le nuvole sulle quali leggevo le fragili righe di una nuova poesia?
Dove sono?
È solo un brutto sogno tutto quel fumo?
Ormai non basta guardare, bisogna entrare là dentro, spegnere il fuoco, seminare un nuovo germoglio e poi continuare ad andare.

testo © Marco Steiner

Dopo tanti anni di viaggi, Marco & Marco non potevano fermarsi. Abbiamo deciso di ripartire attraverso l’Immaginario, del resto lo diceva Saramago, “Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione…” Ecco quello che faremo, torneremo per vedere con altri occhi… se volete potrete partire con noi.


Paraná

 


foto © Marco D’Anna

Il mare a volte si ferma, i marinai lo sanno; restano muti anche loro, aspettano senza farsi troppe domande, fumano e continuano a riempiere i bicchieri prima di raschiare il fondo e lasciar venire a galla certi pensieri.
Arriva sempre la malinconia con le ultime gocce.
Quella sera era così, il Paraná era immobile, immerso nel vuoto, anche l’aria se n’era andata.
Era tutto sospeso, mancava il vento, lo sciabordio delle onde sui legni e anch’io ero così, come le reti vuote dei pescatori.
Non parlavamo, non ci muovevamo ma stavamo bene lo stesso, sapevamo che un giorno il mare ci avrebbe portati lontano e avremmo rimpianto quel momento di pace.
Anche noi eravamo liquidi, amavamo il silenzio, le onde e la risacca, eravamo come il mare.

testo © Marco Steiner

Dopo tanti anni di viaggi, Marco & Marco non potevano fermarsi. Abbiamo deciso di ripartire attraverso l’Immaginario, del resto lo diceva Saramago, “Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione…” Ecco quello che faremo, torneremo per vedere con altri occhi… se volete potrete partire con noi.