Gaza chiama, anche le imbarcazioni svizzere prendono il largo

La partenza dalla Sicilia verso il punto di raccolta di tutte le imbarcazioni, e il drammatico appello di Amir Ismail dal Nord di Gaza 

Dopo una lunga attesa fatta di preparativi ed esercitazioni (ma anche incognite e minacce) le imbarcazioni che si trovavano a Catania, tra le quali la “Alfonsina e il mare” con a bordo i ticinesi Fabrizio Ceppi e Vanni Bianconi, si sono mosse dapprima verso Siracusa e poi, questa mattina, verso il punto di raccolta intermedio prima del viaggio finale dell’intera flottiglia. Si tratta in totale di circa 600 persone, fra le quali anche politici europei e rappresentanti di alcune nazioni.


L’attesa è finita, i timori e le incognite no

La partenza dalla Sicilia verso il punto di raccolta di tutte le imbarcazioni, e il drammatico appello di Amir Ismail dal Nord di Gaza 


Israele vuole impedirci di partire

La partenza dalla Sicilia verso il punto di raccolta di tutte le imbarcazioni, e il drammatico appello di Amir Ismail dal Nord di Gaza 

Video inviato da CataniaIl promotore della GSF Hicham El Ghaoui intervistato da Stefano Ferrari: “Hanno voluto farci paura, ma abbiamo un obiettivo e andremo fino in fondo. Chi se la prende con noi se la prende con l’umanità, e disprezza il diritto internazionale. Allo stesso tempo è la dimostrazione che la nostra iniziativa è importante. Fin dove sono disposti ad arrivare? Non possiamo saperlo, ma dobbiamo prepararci per ogni evenienza, senza far correre rischi ai partecipanti e agli abitanti di Gaza.”


La minaccia dei droni e un gesto di speranza

La partenza dalla Sicilia verso il punto di raccolta di tutte le imbarcazioni, e il drammatico appello di Amir Ismail dal Nord di Gaza 

Video inviato dalla barca “Alfonsina e il mare”, attualmente in Sicilia

La situazione

Come noto, e come riportato in altri articoli di oggi, nella notte si è verificato un preoccupante (ma fortunatamente innocuo per le persone) episodio di violenza verso la spedizione, riguardo al quale la relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, Francesca Albanese, ha affermato “Non sappiamo chi abbia compiuto l’attacco, ma non saremmo sorpresi se fosse stato Israele“.

Ce ne parla in questo messaggio da Catania Vanni Bianconi, riportando anche il commovente invito dell’amico scrittore e poeta Qasem Waleed, collaboratore di Al Jazeera


Hicham El Ghaoui: “Il mondo è inorridito da ciò cha accade a Gaza e ci sostiene”

La partenza dalla Sicilia verso il punto di raccolta di tutte le imbarcazioni, e il drammatico appello di Amir Ismail dal Nord di Gaza 


La voce di Fabio Pusterla

La partenza dalla Sicilia verso il punto di raccolta di tutte le imbarcazioni, e il drammatico appello di Amir Ismail dal Nord di Gaza 

La situazione

La partenza dal porto di Catania delle barche italiane (e svizzere) che fanno parte della flottiglia è stata posticipata. Inizialmente era prevista per il 4 settembre; al momento sembra che sarà fissata per il 7, ma le cose sono ancora incerte e dipendono anche dalle condizioni meteo e del mare.

La ragione del rinvio è il ritardo delle imbarcazioni spagnole, che a causa del maltempo sono ferme a Minorca, nelle isole Baleari. Le barche spagnole erano partite inizialmente domenica dal porto di Barcellona, ma erano state costrette a tornare indietro per le condizioni atmosferiche. Erano poi ripartite lunedì, ma si erano dovute fermare di nuovo sempre per il maltempo. Inoltre quelle a Catania stanno ancora aspettando che arrivino le barche partite domenica dal porto di Genova per raggiungerle. In tutto la parte italo-svizzera della Flotilla sarà composta da 25 imbarcazioni, tutte tra i 12 e i 16 metri di lunghezza.

Nel frattempo riportiamo con piacere questo messaggio del poeta e scrittore ticinese Fabio Pusterla,

La petizione al Governo svizzero (vedi sopra) ha superato le 2500 firme. Avanti così!


I preparativi sotto le minacce di Israele

La partenza dalla Sicilia verso il punto di raccolta di tutte le imbarcazioni, e il drammatico appello di Amir Ismail dal Nord di Gaza 

Altri naviganti (oltre a noi poveri naufraghi, che lo facciamo solo a parole) stanno per affrontare le pericolose acque del sopruso e dell’indifferenza, in nome di un ideale che in molti, fortunatamente, non viene meno. La nostra zattera li seguirà a distanza attraverso i loro messaggi, ringraziandoli di aver voluto agire anche a nome di chi, magari, il loro coraggio non lo avrebbe avuto.Video inviato dalla barca “Alfonsina e il mare”, attualmente agli ormeggi in Sicilia

La situazione

Le proposte radicali di Ben-Gvir non sono state adottate ufficialmente dal governo israeliano, ma rimangono sotto attiva considerazione ai livelli più alti.

Secondo queste proposte i partecipanti alla missione pacifica della Sumud Flotilla dovrebbero essere considerati terroristi. Questo comporterebbe la loro detenzione nelle prigioni di Ketziot/Damon “senza televisione, radio o cibo speciale”, la confisca delle imbarcazioni e la classificazione formale come simpatizzanti del terrorismo.

Per ora dunque non si sa se Israele adotterà l’approccio intransigente di Ben-Gvir o le procedure standard. La flottiglia comunque presto salperà, e quindi questa decisione dovrà essere presa entro 5-7 giorni, quando le navi si avvicineranno al Mediterraneo orientale.

La petizione citata nel video si può sottoscrivere con il link che si trova nel riquadro all’inizio della pagina