La partenza dalla Sicilia verso il punto di raccolta di tutte le imbarcazioni, e il drammatico appello di Amir Ismail dal Nord di Gaza
Altri naviganti (oltre a noi poveri naufraghi, che lo facciamo solo a parole) stanno per affrontare le pericolose acque del sopruso e dell’indifferenza, in nome di un ideale che in molti, fortunatamente, non viene meno. La nostra zattera li seguirà a distanza attraverso i loro messaggi, ringraziandoli di aver voluto agire anche a nome di chi, magari, il loro coraggio non lo avrebbe avuto.Video inviato dalla barca “Alfonsina e il mare”, attualmente agli ormeggi in Sicilia
La situazione
Le proposte radicali di Ben-Gvir non sono state adottate ufficialmente dal governo israeliano, ma rimangono sotto attiva considerazione ai livelli più alti.
Secondo queste proposte i partecipanti alla missione pacifica della Sumud Flotilla dovrebbero essere considerati terroristi. Questo comporterebbe la loro detenzione nelle prigioni di Ketziot/Damon “senza televisione, radio o cibo speciale”, la confisca delle imbarcazioni e la classificazione formale come simpatizzanti del terrorismo.
Per ora dunque non si sa se Israele adotterà l’approccio intransigente di Ben-Gvir o le procedure standard. La flottiglia comunque presto salperà, e quindi questa decisione dovrà essere presa entro 5-7 giorni, quando le navi si avvicineranno al Mediterraneo orientale.
La petizione citata nel video si può sottoscrivere con il link che si trova nel riquadro all’inizio della pagina