F-35: i rancori personali sono stati determinanti

Perché membri della Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati hanno creduto alla favola del prezzo fisso raccontata dal DDPS? Perché non sopportavano il capo del CDF 

Di Marco Diener, Infosperber

Una cosa bisogna riconoscerla al consigliere agli Stati dell’UDC Werner Salzmann: è sincero. Come sono giunto a questa conclusione? L’ho ascoltato durante la trasmissione «Samstags-Rundschau» di Radio SRF.

Il conduttore Dominik Meier ha chiesto all’allora presidente della Commissione per la politica di sicurezza del Consiglio degli Stati se fosse stato un errore non credere al Controllo federale delle finanze (CDF). Già prima della decisione del Parlamento sull’F-35, il CDF aveva avvertito che non esisteva un prezzo fisso.

Nella «Samstags-Rundschau» Salzmann ha dichiarato: «Naturalmente abbiamo ascoltato il Controllo federale delle finanze. Lo avevamo persino invitato. E allo stesso tempo avevamo i rappresentanti dell’amministrazione. A quel punto abbiamo dovuto valutare: cosa è vero? E lì abbiamo preso una decisione chiara, basandoci sull’argomentazione che ciò che ci diceva l’amministrazione era corretto.»

«Il Controllo federale delle finanze svolge una funzione molto importante. Ma devo purtroppo dirvi che, sotto la guida del signor Huissoud, ha assunto posizioni molto marcate dal punto di vista politico. (…) Pertanto, all’epoca la credibilità del CFD non era purtroppo molto elevata.»

E Salzmann ha proseguito: «Si è dato ascolto ai critici. Ma a causa di questi risentimenti non si è dato loro credito.»

In parole povere, ciò significa che la Commissione per la politica di sicurezza non si è lasciata guidare dai fatti, bensì dal risentimento. O, in altre parole: la maggioranza ha creduto alla favola del prezzo fisso proveniente dal Dipartimento della difesa perché non sopportava l’allora capo del CDF Michel Huissoud.

Raramente un politico ammette così apertamente quanto il nostro Parlamento operi a volte in modo dilettantistico.

Traduzione a cura della redazione
Nell’immagine: Werner Salzmann