Fidinam sanzionata a Monaco per “inerzia” anti-riciclaggio

Per diversi anni non ha rispettato a sufficienza gli obblighi di sorveglianza e vigilanza in materia di lotta al riciclaggio 

È passata un po’ in sordina, nel Ticino satollo dal turismo pasquale, la notizia che la filiale di Montecarlo della Fidinam è stata sanzionata dalla giustizia monegasca per la sua “inerzia” in materia di lotta al riciclaggio. Certo, si potrà sempre opinare, come sempre si usa in tali occasioni, che è una storia vecchia, lontana. Un affare che poi, casomai, riguarda il Principato di Monaco. Non Lugano. Anche se in fondo, la Roccia è il modello che in tanti, qui in riva al Ceresio, fidinamisti in primis, hanno tentato di riprodurre in una versione lacustre ancor più kitsch dell’originale. Eppure, anche se arriva da Monaco, luogo all’apparenza addirittura più piratesco della Svizzera – sarà il mare? –, questa notizia data e confinata sul sito specializzato romando Gotham City merita di essere ripescata anche da questa zattera.

Tutto inizia nell’autunno del 2021 quando Fidinam era finita sui giornali di mezzo mondo sulla scia dei Pandora Papers. Quell’inchiesta, coordinata dal Consorzio internazionale di giornalisti investigativi (ICIJ), aveva rivelato come la grande fiduciaria ticinese avesse aiutato clienti facoltosi a nascondere il proprio denaro alle autorità e alla giustizia. Non una grande notizia, in sé: il gruppo fondato nel 1960 dal “re dell’offshore” Tito Tettamanti aveva già raggiunto una certa fama in tal senso. Il merito dei Pandora Papers, però, è stato quello di aver messo in luce, documenti alla mano, le ombre del suo modello d’affari: secondo l’ICIJ, infatti, tra i suoi clienti vi era una folla variopinta di (perlomeno presunti) truffatori, riciclatori, funzionari corrotti o terroristi con la croce celtica.

Così, a seguito di quella pubblicazione, a Montecarlo – dove Fidinam e il suo fondatore hanno parecchi interessi – il SICCFIN (Service d’Information et de Contrôle sur les Circuits Financiers), nel frattempo diventato AMSF (Autorité Monégasque de Sécurité Financière), ha deciso di effettuare un controllo sulla filiale locale del gruppo: la Fidinam Multi Family Office (MFO) SAM. Non è la prima volta che questa filiale è stata oggetto di un controllo da parte dell’ente monegasco incaricato di combattere il riciclaggio e la corruzione. Ma fino ad allora, nonostante “mancanze” già rilevate, la fiduciaria se l’era cavata senza sanzioni. Questa volta, non è andata così. Nel maggio 2023, a Fidinam è stato comminato un ammonimento (“blâme”), accompagnato da una multa di 130.000 euro. Una decisione non destinata ad essere resa pubblica, se non fosse che Fidinam stessa l’ha contestata davanti ad un tribunale monegasco. Lo scorso anno, i giudici hanno così emesso una sentenza – pubblica – che ha convalidato la sanzione.

Il documento – reso noto da Gotham City – rivela una lunga serie di mancanze. Ad esempio, la Fidinam della Roccia non disponeva di alcuna procedura interna scritta che descrivesse le modalità di organizzazione della lotta al riciclaggio. La sua valutazione dei rischi e la formazione del personale sono stati considerati insufficienti. Non veniva effettuata alcuna ricerca di tipo World-Check sui clienti e “la compliance non interveniva nel loro controllo”. In diversi dossier, si legge nel documento, “i dati relativi alle fonti di patrimonio e al profilo socioeconomico si basavano in larga misura su dichiarazioni”.  Secondo il tribunale monegasco “questa reiterazione di gravi mancanze rende necessario il pronunciamento di una sanzione severa nei confronti di Fidinam MFO al fine di contrastare efficacemente il rischio di recidiva”. La giustizia del Principato ha puntato il dito sull’”inerzia” e sul fatto che Fidinam “per diversi anni non ha tenuto sufficientemente conto del rafforzamento degli obblighi di sorveglianza e vigilanza in materia di lotta al riciclaggio”. Una portavoce della filiale monegasca ha dichiarato a Gotham City che le contestazioni erano “di natura amministrativa e procedurale” e che “in nessun caso è stato contestato a Fidinam MFO SAM di essere stata associata ad operazioni di riciclaggio di denaro”.

Da notare, infine, che Fidinam MFO ha tentato di sostenere che il regolatore monegasco non avesse tenuto conto, nella determinazione della sanzione, della “natura caritatevole della sua attività”. Il gruppo basato a Lugano è infatti detenuto da un trust costituito a beneficio di due fondazioni caritative. Già, vuoi mettere la filantropia?