Certo nessuno è perfetto, ma si può distinguere fra chi lo è di più e chi lo è (anche molto) di meno
Difficilmente oggigiorno la lettura dei giornali provoca sorrisi; come i social, essi suscitano normalmente preoccupazioni per non dire indignazione.
Oggi (12 ottobre) ho letto su «laRegione» la risposta del capogruppo dl Centro, Maurizio Agustoni, ai giusti e necessari biasimi mossi da Andrea Ghiringhelli alla categoria degli odierni politici cantonticinesi.
Agustoni rimprovera allo storico (e stoico) Ghiringhelli di «pareggiare tutte le erbe del prato», cioè (lasciando in pace il Manzoni) di non separare il grano dal loglio. Agustoni rafforza la sua critica dicendo che « nel passato generalmente ci si ricorda solo delle persone straordinarie» e «che di una persona si conserva un ricordo positivo, si tende col tempo a dimenticarne i lati negativi». A sostegno del suo ragionamento, il capogruppo del Centro fa un esempio, non piccolo:
“Di Stefano Franscini si ricordano le grandi realizzazioni (scuola pubblica, statistica, politecnico federale ecc.), meno l’imperfetta conoscenza del tedesco che lo poneva ai margini del Consiglio federale.”
Per una deficienza mia, non riesco a mettere sullo stesso piano le «grandi realizzazioni» del Franscini con «l’imperfetta conoscenza del tedesco»: chissà cosa avrebbe fatto lo statista ticinese (consigliere federale dal 1848 al 19 luglio del 1857, giorno del suo decesso) se avesse palleggiato lo Schwizerdütsch?
Ecco perché (lo segnalo umilmente al Ghiringhelli, affinché ne tenga conto nei suoi futuri elzeviri) molti dei nostri gran consiglieri appaiono così modesti nella loro azione politica: hanno una imperfetta conoscenza dell’italiano. E se provassero con il dialetto? Intendo, il ‘dialetto della ferrovia’, quello usato dai politici urbani per comunicare con i colleghi e le colleghe provenienti dalle vallate discoste. Ad maiora!
Concludo banalmente dicendo allo stimato Agustoni di non guardare il dito, ma la luna. Poi, se avessi più coraggio, potrei anche dirgli che non si vince il Palio di Siena cavalcando somari.
Naturalmente considero l’insieme della classe politica e non i singoli protagonisti, tra i quali sarebbe possibile individuare esempi positivi.
Comunque, spero che anche per me (visto che lo è per l’intero Ticino) valga la presunzione d’innocenza.
Nell’immagine: una pagliuzza nell’occhio di Franscini. La trave è nell’occhio di molti altri