Michelle Bassanesi: “La libertà non è mai definitiva”

Se oggi poso essere qui a parlare liberamente è anche grazie a mio nonno Giovanni Bassanesi e a sua moglie Camilla Restellini 

Buongiorno a tutte e a tutti.

È per me un’emozione profonda e un grande onore essere qui oggi, in un luogo così significativo per ricordare mio nonno Giovanni Bassanesi e mia nonna Camilla Restellini. Essere qui, in questo contesto di memoria e di impegno civile, dà ancora più forza alle loro storie e ai valori che hanno incarnato.

La vita di mio nonno è stata segnata dal coraggio, dalla determinazione e da un fortissimo senso di giustizia. L’11 luglio 1930, decollando e atterrando su un prato di Lodrino, sorvolò Milano a bordo di un piccolo aereo per lanciare migliaia di volantini contro il regime fascista. Non fu solo un gesto di resistenza, ma un atto di profonda coscienza civile. In un tempo in cui parlare era pericoloso e tacere era più facile. Scelse di agire, mise a rischio la propria vita e quella della propria famiglia per affermare che la libertà e diritti fondamentali e il pensiero libero non possono e non devono essere messi a tacere.

Oggi sento importante dire che quella scelta non era solo sua. Accanto a lui c’era anche mia nonna Camilla. Una presenza forse meno visibile nei racconti storici, ma fondamentale come quella di tante donne del suo tempo. Ha condiviso rischi, sacrifici e responsabilità. Ha sostenuto, creduto, resistito. La loro è stata una storia comune, fatta di ideali condivisi e di una profonda fiducia nella libertà e nella dignità.

Credo che questo sia il punto più importante da ricordare. Non si trattava solo di opporsi a qualcosa, ma di affermare qualcosa di più grande. La loro lotta non era solo contro il fascismo, ma per la libertà, per i diritti fondamentali, per la possibilità di pensare, di esprimersi, di vivere senza paura.

Diritti che – per me è essenziale dirlo qui – non hanno colore, non hanno bandiera politica, non appartengono a una parte, ma sono il fondamento stesso di una società giusta.

Momenti come questo diventano ancora più importanti, perché ricordare non significa solo guardare al passato, ma dare un senso al presente. Significa trasmettere memoria affinché le generazioni future possano camminare idealmente e concretamente su un sentiero tracciato dal coraggio civile e dalla difesa della democrazia.

Giovanni Bassanesi e Camilla Restellini non sono soltanto una pagina della nostra storia. Sono una voce che continua a parlarci, una coscienza viva che ci invita ancora oggi a non restare in silenzio di fronte all’ingiustizia.

E questo invito oggi riguarda tutti noi.

In un momento storico in cui le divisioni spesso prevalgono sul dialogo, credo che il loro esempio ci chieda qualcosa di più: di riconoscere ciò che ci unisce prima di ciò che ci divide. Di difendere quei valori che non sono negoziabili: la dignità della persona, la libertà, la giustizia.

La libertà non è mai definitiva. Non è qualcosa che possiamo dare per scontato. Va difesa ogni giorno nelle nostre scelte, nelle nostre parole, nel modo in cui reagiamo alle ingiustizie vicine o lontane.

Oggi qui, in questo incontro che riunisce persone diverse ma accomunate da ideali di giustizia, uguaglianza e rispetto, sento che il messaggio dei miei nonni è più vivo che mai. Non si tratta di essere tutti uguali, ma di riconoscere un terreno comune, un terreno fatto di diritti fondamentali e responsabilità condivise.

Se oggi posso e possiamo essere qui a parlare liberamente è anche grazie a persone come loro, a chi in tempi difficili ha scelto di non avere paura, di non tacere, di agire.

Per questo, a nome della mia famiglia, voglio dire grazie. Grazie a chi tiene viva la memoria. Grazie a chi organizza momenti come questo, Grazie a chi continua a credere che la libertà, la giustizia e la dignità umana siano valori da difendere, sempre.

Ricordare oggi Giovanni Bassanesi e Camilla Restellini non è solo un atto di memoria. È un impegno. Un impegno che ciascuno di noi sta portando avanti. Il loro coraggio non è finito con loro. La libertà non è mai conquistata per sempre. Esiste solo finché qualcuno ha il coraggio di difenderla.

Grazie di cuore.