L’avvocata Nobel per la pace: «Nel mio Paese ogni giorno vengono colpiti case, scuole e ospedali»
Di Francesco Rigatelli, La Stampa
Da 12 anni Oleksandra Matvijchuk, 43 anni, avvocata ucraina per i diritti umani e Premio Nobel per la pace 2022 con il Centro per le libertà civili da lei fondato a Kiev, documenta i crimini di guerra russi in un database che raccoglie oltre 100mila episodi di violenza. «Il mio obiettivo – spiega – è riportare la dimensione umana al centro dei processi politici, affinché non siano gli interessi geopolitici ma le persone a determinare le decisioni.Vorrei inoltre fare in modo che la giustizia segua un percorso internazionale indipendente, perché l’inferno che viviamo in Ucraina è il risultato dell’impunità di cui la Russia ha goduto per decenni».
Cosa pensa delle posizioni alterne di Trump su Zelensky?
«Purtroppo Trump adora Putin e non ama Zelensky. Sembra proprio non capire come un Paese con forze armate più deboli e privo di armi nucleari possa rifiutare di piegarsi alla volontà di una grande potenza».
L’obiettivo di Trump è favorire la Russia o promuovere la trattativa di pace?
«Trump mira semplicemente ad avvantaggiare sé stesso e la sua cerchia ristretta, sfruttando la posizione di cui dispone in questo conflitto in qualità di presidente degli Stati Uniti. Un approccio definito apertamente come transazionale».
La posizione di Trump sul ricambio necessario al vertice dell’Ucraina è legata all’accordo con la Russia sulle forniture di diesel?
«I consensi di Trump sono calati sensibilmente in vista delle elezioni americane di metà mandato e l’accordo con la Russia rappresenta un vantaggio reciproco: Putin lo aiuta a risollevare la propria popolarità, mentre lui aiuta lo Zar a ottenere più fondi per proseguire questa sanguinosa guerra».
Zelensky incontra difficoltà interne o può continuare a governare?
«Gli ucraini sono abituati a esprimere apertamente critiche verso le autorità, e Zelensky non fa eccezione. Tuttavia quando il nostro presidente parla sulla scena internazionale gode del sostegno dell’intero Paese, poiché agisce nell’interesse del popolo ucraino».
Quali iniziative può intraprendere Zelensky per avere più possibilità di arrivare alla pace?
«Per costringere Putin a porre fine al conflitto è necessario che il costo della guerra sia per lui superiore a quello della pace. Purtroppo l’Ucraina non può riuscirci da sola. Per questo la comunità internazionale deve confiscare i beni russi, rendere operativo il Tribunale speciale per il crimine di aggressione, sequestrare le navi della flotta ombra russa e sanzionare concretamente le aziende europee che aiutano la Russia a eludere le limitazioni».
È possibile che Zelensky debba sacrificarsi perché l’Ucraina raggiunga un accordo di pace?
«Il problema non è lui, ma che Putin vuole realizzare i suoi obiettivi di guerra ragionando secondo categorie storiche superate nel tentativo di ripristinare l’impero russo con la forza. Dopo quasi cinque anni di invasione e dodici di guerra complessivi lo Zar non ha abbandonato il suo obiettivo, perché la vita umana è la risorsa meno costosa per lo Stato russo. Egli pensa alla propria eredità storica e i Paesi europei sono al sicuro solo perché gli ucraini continuano a frenare la sua avanzata».
Le elezioni in Ucraina sono sospese dal 2024, ritiene possibile che si tengano nel 2027?
«La Costituzione ucraina, similmente a quella italiana, congela le elezioni in caso di guerra. Dal punto di vista pratico sarebbe difficile garantire il processo elettorale a fronte dei costanti attacchi russi con missili, bombe e droni; la campagna elettorale; e il diritto di voto per i milioni di rifugiati all’estero e per gli abitanti dei territori occupati dalla Russia».
Dove può portare l’escalation del conflitto con i droni, degli attacchi alle infrastrutture energetiche e delle minacce russe verso l’Ue?
«La Russia conduce una guerra ibrida contro l’Ue, perché la considera debole e impotente. Putin vuole metterla alla prova con azioni sempre più audaci. Se i leader europei non risponderanno con decisione finiranno per incoraggiarlo».
Cosa pensa delle critiche rivolte alla Premio Nobel per la Pace Navi Pillay?
«Sostengo pienamente il riconoscimento a Pillay, che ha dedicato la vita alla lotta contro l’impunità e alla difesa della dignità umana. Un Nobel che arriva in un momento in cui le grandi potenze distruggono l’ordine internazionale fondato sulla Carta delle Nazioni Unite».
Com’è la vita quotidiana in Ucraina al momento?
«La Russia non riesce a vincere sul campo e ha intensificato gli attacchi ai civili. A Kiev le sirene antiaeree non smettono mai di suonare. Ogni giorno la Russia colpisce edifici residenziali, scuole, ospedali e infrastrutture. Quando andiamo a dormire non sappiamo se ci sveglieremo la mattina seguente. La guerra è una lotteria».
Nell’immagine: Oleksandra Matvijchuk