È difficile immaginare un tale scenario in un paese il quale, dopo le brutture dell’Aparteid, aveva abbracciato lo spirito della fratellanza tanto cara a Nelson Mandela e Thabo Mbeki. In virtù di tale spirit, il Sudafrica ha registrato sull’arco di 30 anni un forte influsso migratorio (si stima 3 milioni dal solo Zimbabwe), in parte illegale. In realtà non è la prima volta, già nel 2008 l’alto afflusso di immigrati aveva creato grosse tensioni sociali, sfociate in una serie di disordini che avevano causato allora almeno 62 morti e centomila profughi.
Come si è giunti a questa nuova ondata di esterofobia, che in realtà è attiva già da più di un anno, con comitati civici che operano al limite dell’illegalità, come la Operation Dudula, con controlli arbitrari e minacce nei confronti di persone ritenute straniere, alle quali veniva impedito l’accesso a cure sanitarie. Intanto, negli ultimi 12 mesi il governo è stato per lo più a guardare, e si è limitato a sua volta a intensificare i controlli alla frontiera. Inoltre il malcontento generalizzato per la cattiva gestione dell’economia pubblica ha alimentato le accuse rivolte nei confronti degli immigrati di togliere posti di lavoro ai sudafricani. Non sono state ascoltate le statistiche che provano che in realtà gli immigrati hanno creato altrettanti posti di lavoro di quanti ne hanno occupati. L’opportunismo politico di quasi tutti i partiti inclusi quelli al potere ha approfittato della vulnerabilità degli immigrati per creare un facile capro espiatorio, per deviare l’attenzione pubblica dalle proprie manchevolezze e responsabilità.
Ci sono già migliaia di fuggiaschi che sono tornati nel loro paese di origine, per lo più paesi limitrofi del Sudafrica. Ora tutti si chiedono se le dimostrazioni nazionali di protesta previste per domani 30 giugno saranno pacifiche, o sfoceranno in scontri violenti e saccheggi, come già avvenuto nel 2021 nel Kwazulu Natal.
La polizia è mobilitata per far fronte a eventuali disordini che potrebbero sorgere in margine alla marcia di protesta dell’organizzazione March and March. Ne sapremo di più nei prossimi giorni.