Casse malati: poteri senza limiti o quasi

Santesuisse usa l'artiglieria pesante contro la riduzione delle riserve (e dei premi)


Fabrizio Triulzi
Fabrizio Triulzi
Casse malati: poteri senza limiti o quasi

CASSE MALATI: POTERI SENZA LIMITI O QUASI

Ci risiamo! E non c’è da stupirsi, semmai c’è da scandalizzarsi in previsione dei premi di cassa malati per il 2022, che saranno resi noti a fine settembre. La direttrice di Santesuisse, Verena Nold, in un’intervista al Corriere del Ticino, mette le mani avanti. Spara a zero contro il progetto del consigliere federale Alain Berset che intende ridurre dal 150 al 100 per cento le riserve degli assicuratori malattia. Le riserve ammontano attualmente a circa 11,5 miliardi di franchi e sono ritenute eccessive dallo stesso Consiglio federale. Ma per la numero uno di Santesuisse le riserve non sono un problema. Afferma infatti che “sarebbe molto rischioso ridurre le riserve nel mezzo di una pandemia… Le riserve sono essenzialmente al servizio degli assicurati che pagano i premi. Esse permettono di far fronte a rischi imprevedibili”. Alla direttrice di una delle due associazioni mantello degli assicuratori malattia va, però, anche ricordato che le riserve sono di proprietà degli assicurati e che la pandemia era un rischio imprevedibile sino a poco più di un anno fa.

Ragionevole pare, dunque, la proposta di Berset di liberare una parte delle riserve per attenuare l’impatto dell’aumento dei costi sanitari sui premi, scongiurando così l’ennesima stangata in un periodo di grave crisi economica indotta dalla pandemia. Tanto più che le casse malati potranno ridurre le riserve, ma non saranno obbligate a farlo. Ma anche questa proposta light non va bene alla signora Nold. “Bisogna parlare di più delle cause dell’aumento dei premi, che sono i costi eccessivi e non le riserve”.

Si afferma, quindi, con una grande spavalderia che le riserve non vanno toccate. La lobby delle casse malati, una delle più influenti a Palazzo federale, farà di tutto per affossare la timida proposta di Berset. Il Ticino ringrazia. E l’artiglieria pesante la direttrice Nold, la sferra anche contro altre due iniziative presentate dal Canton Ticino, quella per la compensazione dei premi pagati in eccesso e quella per una maggiore partecipazione dei cantoni alla definizione dei premi oggi di esclusivo appannaggio dell’Ufficio federale della sanità pubblica.

In Parlamento anche queste due iniziative avranno la vita dura. Il potere degli assicuratori sembra non conoscere limiti. Eppure dal 2014 è in vigore la legge sulla vigilanza delle casse malati. Una legge frutto di un compromesso politico per salvare capre e cavoli, che fa però soprattutto il gioco degli assicuratori. “Le casse malati possono, ma non devono…”

Avanti di questo passo, il loro potere nel sistema sanitario diventerà sempre maggiore. Già oggi è dominante. Al punto che la direttrice Nold si può permettere una perla nell’intervista al Corriere del Ticino. “Speriamo – afferma – di poterci permettere cure ottimali a premi abbordabili tra 25 anni”. Ma se già oggi un assicurato su tre senza i sussidi dei premi si vedrebbe precluso l’accesso alla cure!

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