Diplomatico nella mente leone nello spirito

Diplomatico nella mente leone nello spirito

La scomparsa di Cornelio Sommaruga, storico presidente del CICR


Paolo Bernasconi
Paolo Bernasconi
Diplomatico nella mente leone nello spirito

Un leone diplomatico. Cornelio Sommaruga era diplomatico nella mente, ma leone nello spirito. Lontanissimo da quei diplomatici piuttosto guardinghi per la propria reputazione. Al comando di una delle più efficienti Organizzazioni umanitarie internazionali, il Presidente, a tempo pieno, senza mai riposo, gestisce le crisi umanitarie più gravi del Pianeta. Il Presidente Sommaruga padroneggiava il diritto umanitario internazionale, la diplomazia e anche l’economia, perché con lui il contributo finanziario degli Stati occidentali crebbe in modo astronomico. Da entusiasta trascinatore, estese la missione del CICR, forzando l’interpretazione delle Convenzioni di Ginevra, la Magna Carta del CICR: non più soltanto i conflitti internazionali, ma anche i conflitti interni, non più soltanto il sostegno ai prigionieri di guerra, la medicina di guerra e gli ospedali, bensì anche per tutte le necessità attorno al soccorso delle vittime di conflitti. In 27 anni di attività nell’organo supremo del CICR, con funzioni simili a quelle del consiglio di amministrazione, ho vissuto quattro diversi presidenti. Tutti e quattro, per statuto, di nazionalità svizzera. Quale orgoglio: seppure con un “vivaio” numericamente ristretto di diplomatici, la capacità svizzera, però, di sempre individuare personaggi anzitutto disinteressati e coraggiosi e capaci. Quattro personalità diversissime. Sommaruga, sempre a gareggiare con il dinamismo dei membri della Direzione, forzati a risolvere problemi sempre diversi. Ad una seduta del Consiglio ci propinò un incontro con due generali americani, sulla cyberwar, decenni orsono; inventammo il pronto soccorso giuridico: da tutto il mondo i delegati potevano in tempo reale rivolgersi alla centrale di Ginevra per la soluzione immediata ai problemi giuridici più disparati. Nella “reggenza Sommaruga”, aumentarono i delegati non svizzeri, privilegiati giovani, ma specialmente l’accesso femminile in tutti i settori fino alla Direzione generale. Promosse la campagna mondiale contro l’esportazione delle mine anti-uomo. Quando a Ginevra lo si “preparava” al suo intervento annuale per il discorso all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, si “dimenticò” tutte le cautele, gridando in Assemblea con la sua voce stentorea “We want the total ban”. Ne nacque la Convenzione di Ottawa contro le mine anti-uomo. Svizzerissimo, Cornelio Sommaruga, come spesso lo sono gli svizzeri all’estero, promosse contributi dalle città e cantoni, battendo cassa anche a Berna, ma sempre sottolineandone la totale indipendenza del CICR. Imperativo, ma anche rispettoso: per le crisi più acute, lunghe discussioni preliminari a casa sua, la sera. Commosso, Caro Cornelio: hai speso bene la tua esistenza, per la tua cara famiglia, ma quanti leoni coraggiosi hai forgiato per continuare la tua missione, dentro e fuori la tua amata Svizzera.

Paolo Bernasconi, già membro del CICR
dal  Corriere del Ticino

Nell’immagine: Cornelio Sommaruga

 

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