C’è sempre qualcuno che continua a spostare la soglia del ridicolo
Anche se la pazienza ha un limite
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Anche se la pazienza ha un limite
• – Aurelio Sargenti
Un paio di dibattiti in Gran Consiglio e altri fatti cantonali ci dicono a che punto siamo ridotti
• – Aurelio Sargenti
Un commento a margine delle parole pronunciate dal presidente Dadò davanti al Comitato cantonale del Centro
• – Aurelio Sargenti
Liste e listarelle in vendita per le prossime elezioni cantonali
• – Aurelio Sargenti
La riapertura della piscina di Carona, chiesta da una petizione firmata da ben da 8 mila cittadini, non avrebbe evitato che il Lido si trasformasse in un carnaio?
• – Aurelio Sargenti
Chi ha scritto con parole e musica la colonna sonora della nostra angoscia, della nostra preoccupazione, della nostra debolezza di uomini e donne non muore mai
• – Aurelio Sargenti
Si procede a piccoli colpi di scena e propositi non detti, ma lo sbocco delle dimissioni è stato ormai varcato
• – Aurelio Sargenti
È stata una bomba a orologeria, congegnata per farla esplodere una manciata di giorni prima dell’Assemblea della Lega che si terrà il 31 luglio e che verosimilmente in quel giorno avrebbe dovuto prendere atto della disponibilità del consigliere di stato Claudio Zali a ricandidarsi e della decisione dell’UDC di correre da sola nella prossima elezione […]
• – Aurelio Sargenti
In una telefonata il consigliere di Stato invita una conoscente a picchiare un’altra donna, e aggiunge “io l’ho fatto”. Fosse confermata, la vicenda metterebbe all’angolo il presidente del governo e rilancerebbe l’unità Lega-UDC per le prossime cantonali
• – Aurelio Sargenti
Per il settimanale «Il Mattino della Domenica», “che non è della Lega”, la fine del matrimonio d’interesse UDC-Lega è una notizia soltanto «spiacevole».
• – Aurelio Sargenti
Anche se la pazienza ha un limite
Il fanciullino è un’opera di Giovanni Pascoli, pubblicata per la prima volta nel 1897, in cui esprime nel modo più ampio la propria concezione poetica. Estrapolo dal testo questo passaggio: «È dentro noi un fanciullino che non solo ha brividi […] ma lagrime ancora e tripudi suoi. Quando la nostra età è tuttavia tenera, egli confonde la sua voce con la nostra, e dei due fanciulli che ruzzano e contendono tra loro, e, insieme sempre, temono sperano godono piangono, si sente un palpito solo, uno strillare e un guaire solo. Ma quindi noi cresciamo, ed egli resta piccolo; noi accendiamo negli occhi un nuovo desiderare, ed egli vi tiene fissa la sua antica serena maraviglia.»
Il passaggio mi viene a taglio per descrivere lo stato… d’incoscienza di molti nostri politici (capirete dopo il perché, ma subito chiedo perdono ai pascoliani). Principalmente dopo aver letto l’articolo intitolato Il Dt ci ha tolto il posteggio? Allora il governo rinunci al suo pubblicato il 18 settembre, su «LaRegione». Una trentina di deputati, cioè un terzo del Parlamento cantonale, con una mozione chiede che i quindici parcheggi riservati a pagamento ai Consiglieri di stato e alle automobili di servizio siano messi a disposizione dei 90 gran consiglieri.
Come mai? Per una infantile, plateale e arrogante ripicca da casta. L’ex capo del Dipartimento del territorio (Dt), il dimissionario Claudio Zali, quest’estate ha deciso di trasformare in un parco pubblico il posteggio in via Ghiringhelli messo gratuitamente a disposizione dei nostri rappresentanti. E per non lasciare sprofondare i colleghi nello sconforto, il “sempre lui” ha proposto loro di parcheggiare (naturalmente “a gratis”) il veicolo non nel cortile del lontano castello di Sasso Corbaro, ma in via Tatti, cioè a qualche minuto in più dal Palazzo delle Orsoline: 3 minuti in più di prima, facciamo anche 5 per esagerare. Ecco perché si dice che “il tempo è denaro”. (Lascio ai miei volonterosi 15 lettori la libertà di leggere l’intero articolo perché a me non fa nemmeno ridere e non ho il coraggio di riassumerlo).
Il “fanciullino” di cui parla Pascoli ovviamente è una metafora. Ma io credo, dopo aver assistito agli ultimi exploit della nostra classe politica, che il “fanciullino” che è dentro di loro, cioè dentro il loro corpo, si sia materializzato e abbia avuto la meglio, cioè abbia ucciso “l’altro” per darsi alla pazza gioia. Altro che «noi cresciamo, ed egli [il fanciullino] resta piccolo»: è vero tutto il contrario!
Mi vergogno di perdere tempo nello scrivere questi pezzulli, ma dovrebbero vergognarsi soprattutto loro, che trascinano quella che dovrebbe essere l’ arte del governo nelle voragini dell’indecenza, e forse dovrebbero pentirsi un pochino anche le persone che li hanno votati. Il fossato che separa il palazzo dalla piazza è ormai diventato un baratro e, contrariamente a quanto ha scritto ieri l’amico Orazio Martinetti («La mobilitazione che si sta profilando dovrebbe riportare i cittadini al voto e quindi arrestare la curva al ribasso dell’astensionismo»), il numero di chi non voterà ad aprile aumenterà.
Nonostante il Paese sia immerso in una crisi politica mai vista, c’è chi si preoccupa di garantirsi il parcheggio il più vicino possibile alla sala del Gran Consiglio, potendo nel cortile interno del Palazzo delle Orsoline. A questi qui (sarebbe utile conoscere i loro nomi) potrei, come fa il Porta con Fraa Diodatt, augurare un miglior futuro, lontano però dalla politica: «E fôrt foeura di ball, chi ha avuu n’ha avuu».
Quanto credo di aver capito del politico ma soprattutto dell’uomo poco conosciuto
Musk e Zuckerberg vorrebbero sfidarsi come gladiatori in un combattimento che si svolgerebbe in un “epico” contesto dell’antica Roma