C’è sempre qualcuno che continua a spostare la soglia del ridicolo

C’è sempre qualcuno che continua a spostare la soglia del ridicolo

Anche se la pazienza ha un limite


Aurelio Sargenti
Aurelio Sargenti
C’è sempre qualcuno che continua a spostare la soglia del ridicolo

Il fanciullino è un’opera di Giovanni Pascoli, pubblicata per la prima volta nel 1897, in cui  esprime nel modo più ampio la propria concezione poetica. Estrapolo dal testo questo passaggio: «È dentro noi un fanciullino che non solo ha brividi […] ma lagrime ancora e tripudi suoi. Quando la nostra età è tuttavia tenera, egli confonde la sua voce con la nostra, e dei due fanciulli che ruzzano e contendono tra loro, e, insieme sempre, temono sperano godono piangono, si sente un palpito solo, uno strillare e un guaire solo. Ma quindi noi cresciamo, ed egli resta piccolo; noi accendiamo negli occhi un nuovo desiderare, ed egli vi tiene fissa la sua antica serena maraviglia.»

Il passaggio mi viene a taglio per descrivere lo stato… d’incoscienza di molti nostri politici (capirete dopo il perché, ma subito chiedo perdono ai pascoliani). Principalmente dopo aver letto l’articolo intitolato Il Dt ci ha tolto il posteggio? Allora il governo rinunci al suo pubblicato il 18 settembre, su «LaRegione». Una trentina di deputati, cioè un terzo del Parlamento cantonale, con una mozione chiede che i quindici parcheggi riservati a pagamento ai Consiglieri di stato e alle automobili di servizio siano messi a disposizione dei 90 gran consiglieri.

Come mai? Per una infantile, plateale e arrogante ripicca da casta. L’ex capo del Dipartimento del territorio (Dt), il dimissionario Claudio Zali, quest’estate ha deciso di trasformare in un parco pubblico il posteggio in via Ghiringhelli messo gratuitamente a disposizione dei nostri rappresentanti. E per non lasciare sprofondare i colleghi nello sconforto, il “sempre lui” ha proposto loro di parcheggiare (naturalmente “a gratis”) il veicolo non nel cortile del lontano castello di Sasso Corbaro, ma in via Tatti, cioè a qualche minuto in più dal Palazzo delle Orsoline: 3 minuti in più di prima, facciamo anche 5 per esagerare. Ecco perché si dice che “il tempo è denaro”. (Lascio ai miei volonterosi 15 lettori la libertà di leggere l’intero articolo perché  a me non fa nemmeno ridere e non ho il coraggio di riassumerlo).

Il “fanciullino” di cui parla Pascoli ovviamente è una metafora. Ma io credo, dopo aver assistito agli ultimi exploit della nostra classe politica, che il “fanciullino” che è dentro di loro, cioè dentro il loro corpo, si sia materializzato e abbia avuto la meglio, cioè abbia ucciso “l’altro” per darsi alla pazza gioia. Altro che «noi cresciamo, ed egli [il fanciullino] resta piccolo»: è vero tutto il contrario!

Mi vergogno di perdere tempo nello scrivere questi pezzulli, ma dovrebbero vergognarsi soprattutto loro, che trascinano quella che dovrebbe essere l’ arte del governo nelle voragini dell’indecenza, e forse dovrebbero pentirsi un pochino anche le persone che li hanno votati. Il fossato che separa il palazzo dalla piazza è ormai diventato un baratro e, contrariamente a quanto ha scritto ieri l’amico Orazio Martinetti («La mobilitazione che si sta profilando dovrebbe riportare i cittadini al voto e quindi arrestare la curva al ribasso dell’astensionismo»), il numero di chi non voterà ad aprile aumenterà.

Nonostante il Paese sia immerso in una crisi politica mai vista, c’è chi si preoccupa di garantirsi il parcheggio il più vicino possibile alla sala del Gran Consiglio, potendo nel cortile interno del Palazzo delle Orsoline. A questi qui (sarebbe utile conoscere i loro nomi) potrei, come fa il Porta con Fraa Diodatt, augurare un miglior futuro, lontano però dalla politica: «E fôrt foeura di ball, chi ha avuu n’ha avuu».

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