Milano – Route 66


foto © Marco D’Anna

– Sei convinto, Lou?
– Non lo sono affatto, Jack, ma abbiamo bisogno di lavorare, siamo al verde.
– Allora accettiamo questo schifo di contratto che ci bloccherà qui per due anni per un pasto caldo e un mucchio di stronzate da digerire ogni giorno?
– Non fare lo schizzinoso, Jack, che altro possiamo fare?
Silenzio. In lontananza si sente il fischio di un treno.
– Hai intenzione di rispondere, Jack, siamo in ritardo. Andiamo?
Silenzio.
– A che stai pensando, Jack? Ti conosco, sputa il rospo, che ti salta in testa?
– Hai sentito quel treno?
– E allora? Vuoi montare su un treno come i tuoi vagabondi di Steinbeck?
– No, ma mi ha fatto pensare a una canzone.
– Sarebbe?
– “Folsom Prison Blues” di Johnny Cash.
– Continua.
– Parla di un detenuto che sente passare un treno e si ricorda del momento in cui ha sparato a qualcuno soltanto per vederlo morire.
– Adesso vuoi sparare a qualcuno, Jack?
– No, Lou. Ma non voglio infilarmi da solo in una prigione per poi sperare di sentire il fischio di un treno che mi ricorderà per sempre la libertà che ho perso.
– E allora?
– Metti in moto, ci facciamo un altro pezzo di strada.
– Abbiamo poca benzina.
– Tu punta la Route 66, vedrai che arriveremo in un bel posto.

testo © Marco Steiner

Dopo tanti anni di viaggi, Marco & Marco non potevano fermarsi. Abbiamo deciso di ripartire attraverso l’Immaginario, del resto lo diceva Saramago, “Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione…” Ecco quello che faremo, torneremo per vedere con altri occhi… se volete potrete partire con noi.