Ancora sulla 13esima AVS

Ancora sulla 13esima AVS

Anche con la riforma in votazione la ricchezza rimane distribuita in modo ingiusto e molti ne soffrono: bambini, pensionati e non. Ma non è un buon motivo per dire no a un primo passo


Carlo Lepori
Carlo Lepori
Ancora sulla 13esima AVS

L’iniziativa per una 13esima rendita AVS incontra un ampio sostegno tra la cittadinanza, in tutti i ceti sociali e nella base di tutti partiti: più del 60% intende votare di sì il 3 marzo prossimo. Nonostante il calo rispetto ai sondaggi precedenti, l’alto livello di favorevoli ci dice che un successo è possibile.

Ben si comprende quindi la feroce campagna contro l’iniziativa (con a disposizione 3.5 milioni di franchi, secondo l’UBS, contro il milioncino degli iniziativisti): un Sì alla 13esima rendita AVS sarebbe un grave colpo alla loro politica di smantellamento dell’AVS e del rafforzamento dei sistemi privati di previdenza vecchiaia.

Questo sarebbe già un ottimo motivo per votare Sì, ma chi ne vuole altri dieci può leggere l’articolo di Fabio Dozio su Naufraghi/e del 22 gennaio scorso.

Leggo però su Naufraghi/e del 2 febbraio gli argomenti di Beat Allenbach per «Un no da sinistra contro la 13esima dell’AVS». Si tratta di temi che ho già sentito, parlando con persone che vogliono approfondire tutti gli argomenti senza seguire gli slogan di destra.

Si evita infatti il tema della «rovina dell’AVS», che si troverebbe in pochi anni senza un soldo, tema caro alla campagna dei contrari che vediamo dappertutto. La realtà – è utile ricordarlo – è che l’AVS sta bene. La crisi che i suoi nemici predicano da anni non si è mai verificata, anche grazie alle misure di sostegno approvate dal popolo. L’AVS, che distribuisce ogni anno quasi 50 miliardi di franchi, prelevati con le quote sugli stipendi, ha una riserva di quasi 50 miliardi e l’Ufficio federale di statistica prevede che entro il 2030 la riserva arriverà a quasi 70 miliardi di franchi!

L’argomento più intrigante è però quello della distribuzione «a innaffiatoio» anche a persone che non ne hanno bisogno. Prima di tutto l’innaffiatoio ha enormi vantaggi rispetto alla burocratica decisione se una persona ne abbia veramente bisogno. E non è vero che la sinistra vi si opponga di principio. L’esempio degli sgravi fiscali indica proprio il contrario: li combattiamo perché sono molto più favorevoli a chi guadagna di più.

Ma l’errore principale di questa critica è pensare all’AVS come se fosse un aiuto sociale: è un’assicurazione! E chi ha pagato i contributi, anche il famoso banchiere che guadagna un milione al mese e che paga circa 50’000 franchi di contributi, ha il diritto di ricevere la sua rendita mensile di 2’450 franchi e anche di riceverla per 13 volte. Se gliela rifiutassimo, potrebbe chiedersi perché continuare a pagare premi così alti per una rendita così bassa… E in più sulla rendita dovrà pagare anche le imposte!

Le critica di Allenbach alla rendita minima, troppo bassa, e alle prestazioni complementari, che non raggiungono neanche la metà di chi ne ha diritto, sono corrette. Molti pensionati e specialmente molte pensionate, che ricevono solo l’AVS, non hanno abbastanza per vivere, mentre secondo la Costituzione svizzera (articolo 112) «le rendite devono coprire adeguatamente il fabbisogno vitale». La strategia politica dovrebbe quindi tendere ad aumentare le rendite anche oltre la 13esima (pari a un aumento dell’8.3%). Di fronte a un secondo pilastro che costa sempre di più e fornisce pensioni sempre più basse, un rafforzamento graduale dell’AVS a scapito delle Casse pensione sembra ragionevole.

Ha ragione Allenbach: la ricchezza è distribuita in modo ingiusto e molti ne soffrono: bambini, pensionati e non. Ma non è un motivo per dire no a un primo passo. E un ultimo appunto, sulla fiducia nelle nostre autorità che «si attiveranno di fronte alle situazioni di persone bisognose». La realtà è che a Berna si parla di ridurre le rendite delle vedove e le prestazioni complementari!

La 13esima rendita AVS è una boccata d’aria in un periodo di perdita di potere d’acquisto per il rincaro, l’aumento dei premi di cassa malati e dei costi energetici. Votiamo e facciamo votare Sì alla 13esima rendita AVS.

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