Se a Naufraghi/e va bene così…

Se a Naufraghi/e va bene così…

In ossequio al diritto di replica pubblichiamo questa presa di posizione di Antonio Schmidt, con le precisazioni dell'autore dell'articolo "Se a Camorino va bene così..."


Redazione
Redazione
Se a Naufraghi/e va bene così…

Parafrasando il titolo scelto da Rocco Bianchi, verrebbe da dire: «Se a Naufraghi.ch va bene così…».

Non intendiamo mettere in discussione l’importanza della cronaca né il diritto di un giornalista di porre domande e sollevare interrogativi. Riteniamo però fondamentale distinguere i fatti accertati dalle supposizioni, soprattutto quando si affrontano temi delicati come la sicurezza di un’imbarcazione, la sua conformità e il comportamento di chi vi lavora.

Rocco Bianchi ci ha precisato di non essere un esperto in materia e, nel suo articolo, fa riferimento a «vari esperti» da lui interpellati. A tutti può capitare di prendere un abbaglio; quando però diverse valutazioni contenute nello stesso articolo risultano smentite da elementi oggettivamente verificabili, è legittimo interrogarsi sull’affidabilità delle informazioni tecniche sulle quali esse si fondano.

Gli argomenti sollevati sono numerosi e in alcuni casi complessi. Mi limiterò quindi ai punti principali che riguardano direttamente la nostra imbarcazione e la nostra azienda, senza entrare nel merito di altre vicende citate nell’articolo, che non ci riguardano e sulle quali non disponiamo degli elementi necessari per esprimere valutazioni.

Sistemi antincendio

Rocco Bianchi scrive che queste imbarcazioni devono essere dotate di sistemi automatici di «rilevazione e spegnimento» e aggiunge che, nel nostro caso, tale sistema «parrebbe non aver funzionato a dovere».

Le due funzioni sono invece ben distinte.

Il sistema automatico di rilevazione era presente e ha funzionato correttamente, segnalando il problema all’equipaggio. Quanto allo spegnimento, le disposizioni applicabili vietano espressamente l’impiego di impianti di estinzione incendi con azionamento automatico (art. 39, n. 5.5.1 DE-OCB).

Automatico è il rilevamento, non lo spegnimento

Non può quindi «non aver funzionato a dovere» un automatismo di spegnimento non installato proprio perché espressamente vietato dalla normativa.

Anche gli estintori di bordo hanno funzionato: l’incendio è stato domato con i nostri mezzi. Gli estintori portati dal personale del grotto sono stati messi a disposizione a titolo precauzionale, quale normale e apprezzato gesto di aiuto.

Cause dell’incendio ed esperti

I pompieri, un tecnico specializzato in impianti elettrici nautici e il perito assicurativo, pur avendo avuto accesso diretto al caso, non sono stati in grado di determinare con certezza la causa dell’incendio.

Abbiamo inoltre sottoposto le fotografie a un ingegnere specializzato nella protezione antincendio. Anche la sua valutazione è stata prudente: dalle immagini non è possibile stabilire con certezza l’origine dell’incendio. Ha tuttavia rilevato che un incendio riconducibile al filtro antiparticolato lascia normalmente tracce caratteristiche ed evidenti, che nelle fotografie del nostro caso non risultano visibili.

Rocco Bianchi riferisce invece di avere interpellato «vari esperti» che, sulla base di testimonianze e filmati, ricondurrebbero l’episodio proprio ai filtri antiparticolato. Per quanto ci risulta, nessuno di loro ha ispezionato direttamente l’imbarcazione.

Non sosteniamo quindi di conoscere la causa dell’incendio: rileviamo semplicemente che, allo stato attuale, non è stato possibile determinarla con certezza.

Ci chiediamo pertanto su quali elementi tecnici esperti che non hanno esaminato l’imbarcazione possano formulare una ricostruzione più precisa di quella di chi ha avuto accesso diretto al caso.

La presunta «esplosione»

Merita una precisazione anche quella che Rocco Bianchi descrive come «una specie di esplosione» visibile nel filmato.

Ciò che si vede e si sente è il sottoscritto che, con un calcio deciso, rompe intenzionalmente il vetro di protezione dell’impianto fisso di estinzione, per renderlo immediatamente disponibile qualora gli estintori portatili non fossero stati sufficienti.

Non si tratta quindi di un’esplosione proveniente dal vano motore, ma di un’azione volontaria e precauzionale. Anche questo sarebbe stato facilmente verificabile chiedendo spiegazioni a chi era presente.

Collaudi e conformità

Nell’articolo si fa inoltre riferimento a presunti collaudi o interpretazioni «artistiche» delle norme. Non siamo a conoscenza delle situazioni alle quali Rocco Bianchi si riferisce e non ci riguardano.

La nostra imbarcazione è stata pianificata e costruita nel rispetto delle prescrizioni applicabili ed è stata sottoposta alle previste procedure di omologazione e collaudo. Non vediamo pertanto su quali elementi concreti possa fondarsi un collegamento fra quelle vicende e la nostra imbarcazione.

L’invito a Rocco Bianchi

Proprio perché preferiamo la verifica diretta alle supposizioni, abbiamo invitato per iscritto Rocco Bianchi a salire a bordo e a indicarci concretamente, sulla base delle norme applicabili, quali parti dell’imbarcazione o quali impianti presenterebbero le carenze che potrebbero giustificare i dubbi espressi nell’articolo.

Abbiamo messo a disposizione l’imbarcazione e la relativa documentazione affinché quanto scritto potesse essere verificato direttamente.

Nel successivo colloquio telefonico Rocco Bianchi ha declinato l’invito, precisando di non essere un esperto in materia. Ne prendiamo atto.

L’invito resta valido

Un giornalista non è tenuto a essere uno specialista della materia di cui scrive. Proprio per questo, quando si affrontano questioni tecniche e di sicurezza, la verifica delle fonti assume particolare importanza.

Quando si parla pubblicamente della sicurezza di un’imbarcazione e di chi vi lavora, riteniamo che una verifica in più e una supposizione in meno rendano un servizio migliore a tutti, a cominciare dai lettori.


La risposta di Rocco Bianchi

“Prendo atto delle precisazioni del signor Schmidt, titolare dell’azienda e proprietario della barca cui è bruciato il motore, informazioni che per tutelare la sua attività abbiamo taciuto nel nostro articolo.

Noto con piacere che, al di là degli aspetti tecnici che stiamo verificando, quanto esposto non aggiunge nulla ai fatti riportati: la sua imbarcazione, varata nel luglio 2025, nel giro di un anno ha subito due avarie ad entrambi i motori. Da ciò si può ipotizzare che o il signor Schmidt è un uomo molto sfortunato, nel qual caso a lui va tutta la nostra umana solidarietà, oppure a suo evidente danno l’imbarcazione è stata progettata e/o costruita non rispettando appieno le regole dell’arte (in questo caso gli consigliamo di rivolgersi a chi di dovere per le dovute spiegazioni ed eventuali risarcimenti).

Corollario a quest’ultima ipotesi, che vedrebbe il signor Schmidt nel poco simpatico ruolo di doppia vittima, da chiedersi come mai i servizi preposti all’omologazione e al collaudo non se ne siano accorti, ennesimo sintomo che al Servizio della navigazione qualcosa non funziona a dovere.

Nel frattempo, altro fatto incontestabile, sempre più utenti, se possono, portano a collaudare le loro imbarcazioni in altri cantoni. Ribadiamo: se a Camorino va bene così…”.

Dal nostro archivio

Ospiti e opinioni

Arcobaleno a prezzi ridotti per cambiare marcia

Per affrontare la crisi energetica causata dal conflitto in Ucraina, prima di spendere per abbassare il costo della benzina lo Stato dovrebbe pensare a spendere per agevolare l’utilizzo dei trasporti pubblici - Di Samantha Bourgoin, Gran Consigliera (I Verdi)

• – Redazione
Ospiti e opinioni

Lo scenario climatico UDC

Opporsi di fatto agli agli accordi di Parigi sul clima significa negare la prospettiva drammatica cui ci riconducono tutte le ricerche scientifiche più accreditate - Di Matteo Buzzi

• – Redazione