Altro che parità: la differenza oggi scatta cinque minuti prima

Altro che parità: la differenza oggi scatta cinque minuti prima

Intervento della sindacalista Chiara Landi alla manifestazione "Donne in sciopero: indietro non torniamo" di Bellinzona


Redazione
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Altro che parità: la differenza oggi scatta...

Sono le 15:19 e da questo momento tutte le donne che lavorano in Svizzera smettono di essere retribuite rispetto al loro collega di sesso maschile.

Anche due anni fa, il 14 giugno 2019, giornata del grande sciopero femminista, sciopero delle donne, ci eravamo fermate per la stessa ragione, però allora erano le 15:24.

Questo perché la disparità salariale invece che diminuire è aumentata! Le donne in Svizzera percepiscono il 19% in meno rispetto ad un uomo che corrisponde a 1’512 franchi al mese per ogni singola donna che lavora.

Sapete cosa significa? Che ogni donna viene derubata in media di 18’144 fr. all’anno e di 362’880 per 20 anni! Ogni singola donna.
E questo per parlare del solo lavoro salariato!

Cosa dire, invece, del lavoro totalmente gratuito che svolgono le donne per la cura domestica e dei bambini? Sono le donne a svolgerlo per circa il 70% e sapete quanto vale?
408 miliardi di franchi all’anno!

Ma nonostante tutto questo valore, oggettivo e materiale, il lavoro delle donne è invisibile, sottopagato, sfruttato e precario.

Eppure, senza il lavoro femminile, indispensabile per la sopravvivenza di tutti, la società in cui viviamo collasserebbe. All’istante.
Ce ne siamo accorti solo lo scorso anno, all’apice della pandemia, ma a quanto pare lo abbiamo già dimenticato.

Due anni fa eravamo in 10’000 in questa stessa piazza per rivendicare uguaglianza di diritti, uguaglianza di opportunità, libertà e rispetto; ma dopo due anni, pochissimo si è mosso.
E invece di progredire ci troviamo ad affrontare venti tempestosi e contrari che vogliono arrestare la nostra lotta di emancipazione e di liberazione.

A due anni dal grande sciopero delle donne il Parlamento ancora si dibatte per aumentare l’età di pensionamento delle donne!

Quante volte ve lo dobbiamo dire? Il nostro NO rimane NO!
Vi abbiamo sconfitto nel 2004 e nel 2017 e lo faremo anche questa volta!
Non pagheremo ancora noi il prezzo di una politica ingiusta e cinica!

C’è addirittura chi osa appellarsi al principio dell’uguaglianza per sostenere l’innalzamento dell’età di pensionamento delle donne.

Come osate? Come osate appropriarvi degli argomenti della nostra lotta per schiacciarci ancora una volta nel vostro sistema discriminatorio e oppressivo!
Ricordatevelo bene: noi indietro non torniamo!

E combatteremo sempre l’una accanto all’altra per distruggere il castello dei privilegi che avete costruito per voi stessi e in cui vi siete trincerati spalleggiandovi l’uno con l’altro.
Non staremo zitte per farvi sentire comodi e a vostro agio!

Noi combatteremo ancora e ancora, fino a conquistare la parità, fino a cambiare radicalmente questa società, fino a che non ci saranno più sfruttate e sfruttati né oppresse e oppressi.
Noi non ci spezziamo e partiamo al contrattacco!

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