Minori stranieri non accompagnati schiavi del mercato della cocaina europeo

Minori stranieri non accompagnati schiavi del mercato della cocaina europeo

Centinaia di minori provenienti da Marocco e Algeria, vittime del traffico di esseri umani, sono costretti a vendere droga nelle principali piazze europee. A rivelarlo un’inchiesta del Guardian


Roberta Bernasconi
Roberta Bernasconi
Minori stranieri non accompagnati schiavi...

Sono centinaia i minori stranieri non accompagnati costretti a lavorare come spacciatori per i cartelli della droga europei. Lo rivela una nuova inchiesta del The Guardian, che denuncia lo sfruttamento su larga scala di bambine e bambini africani, vittime dei racket della coca.

Da Parigi a Bruxelles, il mercato della cocaina opera in maniera capillare in Europa occidentale, con un valore stimato di 10 miliardi di sterline. A soddisfare questo forte appetito di cocaina, ci pensano le organizzazioni criminali,  disposte a tutto pur di farlo.

Le agenzie per la protezione dell’infanzia denunciano l’uso di minori vulnerabili da parte di queste reti criminali, che impiegano mezzi brutali per mantenere il controllo delle loro vittime. Secondo le indagini, le bambine e i bambini africani – provenienti principalmente da Marocco e Algeria – vengono reclutati dalla malavita e sottoposti a torture e abusi se non riescono a vendere abbastanza droga.

Questo fenomeno, emerso grazie a ricerche delle forze di polizia europee, delle Nazioni Unite e dell’Europol (l’agenzia dell’UE per la lotta al crimine), evidenzia un sistema di sfruttamento diffuso.

In una recente nota, le forze di polizia dell’UE affermano: “Svezia, Belgio, Paesi Bassi, Spagna e Francia hanno presentato diversi casi concreti di sfruttamento di centinaia di minori nordafricani, reclutati dalle reti di narcotrafficanti per vendere cocaina”. Fonti del The Guardian rivelano inoltre che Londra sta diventando il nuovo epicentro dello spaccio di cocaina, coinvolgendo sempre più spesso giovani migranti.

Una risorsa illimitata e a basso costo. Di cui non ci si preoccupa nemmeno più di tanto. È questo che sono i minori africani. E le reti criminali se ne approfittano.

Molti giovani finiscono nelle mani dei narcotrafficanti già nel loro Paese d’origine. In Marocco, per esempio, dove è attiva la Mocro Maffia, un’organizzazione nota per la sua brutalità e per comprendere alcuni dei più potenti cartelli del traffico di cocaina in Europa. La Mocro Maffia ha inoltre forti legami con il porto belga di Anversa, la principale porta d’ingresso della cocaina nel nostro continente, e collabora direttamente con i produttori sudamericani.

La promessa di un futuro migliore e l’uso dei social media sono le esche che utilizza per addescare I giovani vulnerabili. La minaccia e la violenza sono i mezzi che usa successivamente per controllarli. Una volta in Europa, questi bambini sono costretti a vendere droga agli angoli della strada, diventando schiavi di un mondo ipocrita e che, di fatto, li abbandona.

Chi riesce a sfuggiare a questa dinamica nel proprio Paese d’origine non è detto che ci riesca una seconda volta. Il rischio di finire nelle mani dei narcotrafficanti è alto, sia in patria che una volta arrivati in Europa. Secondo un report della polizia federale belga per Europol, sono migliaia i minori stranieri non accompagnati che spariscono ogni anno attraversando i confini dell’UE. Catturati da circoli criminali, entrano a fare parte del ciclo dello sfruttamento, e di loro non rimane più alcuna traccia.

Anche nel 2022, secondo gli ultimi dati disponibili, molti dei 15.928 minori non accompagnati arrivati in Europa sono spariti dai radar delle autorità dei diversi paesi europei. Minori letteralmente scomparsi.

Bambine e bambini che diventano invisibili a causa del mercato della droga e dell’indifferenza generale della nostra società. Perchè, in fondo, sono solo minori africani.

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