Cristina Zanini Barzaghi – Si è voluto forzare la mano

Cristina Zanini Barzaghi – Si è voluto forzare la mano

Intervista alla municipale PS, in minoranza contro l'agire del municipio di Lugano


Mario Conforti
Mario Conforti
Cristina Zanini Barzaghi – Si è voluto...
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CZB: Innanzitutto smentisco l’affermazione dell’Mps [che ha parlato di una sua condiscendenza con le operazioni di sgombero e demolizione, ndr]. Io mi sono battuta sin dall’inizio prima contro lo sgombero e poi anche contro diciamo il demolire gli edifici, o toccare gli edifici, che -ricordo- sono un bene culturale di interesse cantonale, nemmeno solo comunale. Quindi io devo attenermi naturalmente in modo collegiale a quanto decide il municipio ma mi sembra che la situazione è andata un po’ oltre a quello che si poteva ritenere come proporzionato

Cristina Zanini, è appena terminata la conferenza stampa (quella che oggi si chiama info point, perché bisogna sempre dire tutto in inglese) del municipio. Una conferenza nella quale non si è forse riusciti molto bene a dipanare l’intreccio delle responsabilità e delle decisioni. Cosa effettivamente è successo, e chi, e quando e dove sono state decise le azioni che abbiamo visto tra ieri e questa notte?

Beh naturalmente io devo rispettare la maggioranza del Municipio. Si sa benissimo che io sono sempre stata contraria allo sgombero. Ho saputo molto tardi ieri sera che era stata avviata la procedura dello sgombero, mi ero interessata per far sì che avvenisse nel modo più indolore possibile. Avevo di nuovo come ho già fatto per diverse volte segnalato che gli edifici non vanno toccati, che bisognava interpellare i servizi per fare in modo che se ci fosse stata un’azione della polizia si doveva avere anche una preparazione dal punto di vista edile e poi nella notte la cosa è un po’ sfuggita, nel senso che è stato deciso di abbattere una parte una parte dell’edificio per ragioni di “sicurezza” e… niente: io ero comunque sempre stata contraria ma non ho potuto evidentemente far nulla contro questa azione.

È difficile togliersi l’impressione che la decisione dello sgombero fosse stata prevista da tempo e diciamo che alcune frasi che si sono sentite nella conferenza stampa rafforzano questa convinzione. Si aspettava il momento giusto per agire ma la decisione c’era.

Certamente, è da novembre che c’è la decisione dello sgombero, quindi si trattava solo di capire quando sarebbe avvenuto. È proprio anche per questo motivo che ho chiesto più volte di sapere nel dispositivo che era in preparazione -che non era tutto a conoscenza del municipio, come avviene sempre per questo genere di operazioni- fosse anche inserito il tema del preservare l’edificio. I servizi del dicastero che mi trovo a seguire non sono stati minimamente coinvolti, forse anche per ragioni di segretezza però sta di fatto che lo sgombero era annunciato da mesi. Prima o poi sarebbe avvenuto, ma io immaginavo uno sgombero semplicemente degli abitanti dell’ex macello, non la demolizione di un nostro edificio, di proprietà della città. Decisamente un po’ sproporzionato.

Da questi fatti, quali sono le conseguenze politiche che sarebbe giusto secondo lei trarre?

La conseguenza politica è che comunque la decisione di fondo di andare a sgomberare prematuramente, quando stiamo già proseguendo con un progetto di riqualifica su tutto il sedime… e ci sarebbe stato comunque il tempo (più di un anno) per poter discutere anche delle alternative per l’autogestione… L’errore politico è di aver voluto forzare la mano e dire noi vogliamo sgomberare, senza nemmeno sapere poi in questo sedime che cosa succederà.

Per terminare evidentemente non ha senso parlare di futuro, non ha senso parlare di prospettive, perché apparentemente non ce ne sono. Ma cosa dovrebbe concretamente fare il Municipio per uscire da questa dinamica che non porta da nessuna parte?

Io avrei delle idee su come uscire però fino adesso le mie idee non trovano spazio. Penso che anche attorno all’autogestione ci siano tanti movimenti giovanili, e non tutti necessariamente così radicali. Penso che il municipio debba iniziare a costruire un vero discorso di coinvolgimento dei giovani nel progetto del futuro ex macello.

 

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