Il virus del potere ed i suoi pericolosi effetti

Il virus del potere ed i suoi pericolosi effetti

Anche in Svizzera il fascino del lusso e del prestigio dà alla testa dei politici


Jacques Pilet
Jacques Pilet
Il virus del potere ed i suoi pericolosi...

Che un senso di onnipotenza dia il capogiro a qualche dirigente non è certo una novità. La storia è costellata di tali episodi. Ma i bastioni democratici parevano mettere la Svizzera al riparo da tali derive. Che ingenuità! Il virus del potere può far sbandare ovunque.

Come spiegare diversamente che un’idea tanto bizzarra possa nascere nella testa di un Consigliere Federale? Offrire cinquanta franchetti a chi convince qualcuno a farsi vaccinare! Nemmeno le catene commerciali più aggressive avevano mai pensato a un colpo di marketing tanto acrobatico.

Un’ipotesi giuridicamente claudicante, praticamente impossibile da realizzarsi, al punto che i Cantoni han già messo il broncio, rispedendo il progetto al mittente.

Del resto, i Cantoni stessi non sono affatto entusiasti all’idea di mandare 1700 “consiglieri” a spasso per il Paese con l’obiettivo di convincere i reticenti a farsi vaccinare. Provate ad immaginare: suonano alla porta, non si tratta di un testimone di Geova ma di un funzionario inviato da Berset che vi si dichiara inquieto per la vostra resistenza al vaccino. E hop! Questa trovata, così al volo, per 150 milioncini.

Bisogna essere davvero generosamente sicuri di sé e ben lontani dalla realtà per arrivare ad escogitare un piano tanto rocambolesco.

Del resto, bisognava avere i neuroni ben impregnati di voglia di potere perché un ministro, diventato euforico nella sua funzione, osasse farsi portare a spasso, con autista ed auto ufficiale, attraverso la Foresta Nera in compagnia della sua amante. Per non parlare del seguito, dopo le rivelazioni circa l’accaduto, con l’invio a casa della “colpevole” di unità speciali della polizia federale per arrestarla sotto gli occhi del figlio e sequestrarne il computer. Una “questione privata”? Ma allora perché non una procedura “normale”?

Questo banale virus può anche intrufolarsi in territori di per sé legali. Prendiamo, ad esempio, i membri del Governo vodese, che pare abbiano preso gusto a tuffarsi nel lusso. Il Consiglio di Stato, infatti, ha deciso, senza opposizione, di acquisire come propria sede una delle più belle dimore situate sulle rive del Lemano, la casa che ospitava il Musée de l’Elysée prima che venisse trasferito nei pressi della stazione di Losanna.

Un vero tesoro, una villa immersa in un grande parco che declina dolcemente verso il lago. Costruita nel 1783, Mme de Staël vi aveva organizzato storiche rappresentazioni sceniche di “Andromaca”, con Benjamin Constant e Mme Récamier. Ora questi ineffabili signori intendono installarsi nella propria nuova reggia accompagnati da qualche funzionario occupando spazi e locali ben superiori a quelli finora utilizzati in città. Si tratta infatti di 1831 mq, e dopo i lavori (per circa 7,3 milioni di franchi) il Governo cantonale disporrà per i suoi membri di 739 mq, e di altri 560 mq per uffici del Servizio Affari Culturali e quello degli Affari Esterni. Restano, infine, 1269 mq di spazi comuni e locali tecnici, con 280 mq di mansarda per uno “spazio polivalente”.

Addio alle “Notti della fotografia”, addio alle visite culturali di famiglie in passeggiata domenicale con spuntino nel parco. Il giardino resterà aperto al pubblico, ma senza alcuna designazione particolare, né una cura specifica. Eppure sarebbe stato possibile trasferire in quel contesto un altro museo, come ad esempio quello dell’Art Brut, di grande risonanza internazionale, da tempo ridotto a spazi congestionati dei suoi locali di Beaulieu. Ma no, perché mai? Meglio farne sede di “uffici di prestigio”.

Bisogna certo essere molto innamorati del potere per impadronirsi con tanta regalità di un così alto esempio di luogo di pregio architettonico. Certo, il numero dei funzionari non cessa di gonfiarsi, ma i comuni mortali li preferirebbero piuttosto attivi nelle scuole o negli ospedali piuttosto che sotto i lampadari luccicanti di una villa del XVIIImo secolo.

Il virus del lusso e del potere può colpire a tutti i livelli. Si pensi, ancora, alla Direttrice e della Cassa di Compensazione Vodese dell’AVS e dei suoi stretti collaboratori. Alla signora è stata assegnata un’auto di servizio, visto che apprezzava enormemente i viaggi e la buona tavola, e visto che certe sere preferiva dormire in alberghi di lusso piuttosto che rientrare a casa, nella per lei lontana Riviera vodese. Naturalmente tutto con nota spese. In questo caso, ora, la giustizia sta indagando, ed il nuovo direttore che rimpiazza la ex-capa tanto prodiga verso sé stessa, ha inviato messaggi contriti agli assicurati, promettendo che tutto rientrerà nell’ordine, senza alcun danno per loro.

La quasi totalità dei detentori dell’autorità sono certamente immuni nei confronti di simili propensioni e di questo debordante virus del potere. Ma nessuno può credere che, improvvisamente, questo virus sparirà dai nostri paraggi.

Articolo originale da Bon pour la Tête
Traduzione e sottotitolo: naufraghi.ch
Nell’immagine: l’ex-Musée de l’Elysée che diverrà sede del Governo Cantonale

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