Diritti ma anche doveri elvetici

Diritti ma anche doveri elvetici

A proposito della votazione “Per la libertà e l’integrità fisica” (che richiama all’emergenza sanitaria Covid 19): i motivi per respingerla


Fabrizio Eggenschwiler
Fabrizio Eggenschwiler
Diritti ma anche doveri elvetici

L`emergenza è passata, ma le questioni di fondo sono sempre di attualità, sia perché – purtroppo – non si può escludere che il coronavirus incriminato torni ad imperversare, sia perché il 9 giugno prossimo dovremo votare sull’iniziativa popolare “Per la libertà e l’integrità fisica”, che concerne proprio la questione della vaccinazione.

In generale, si tende a vedere nella nostra Costituzione federale un contenitore di diritti. Ma la Costituzione è anche, non soltanto un’enunciazione di diritti; vi sono anche i doveri. Una comunità si fonda sulla salvaguardia dei primi, ma anche dei secondi, perché i doveri sono indispensabili per il perseguimento del bene comune. La Costituzione federale contiene le norme fondamentali dell’ordinamento giuridico elvetico, dalle quali scaturiscono diritti e doveri dei cittadini.

Ciò valeva anche quando ci si proclamava difensori della Costituzione e si sfilava, sventolandone il testo con la sua copertina rossa (il rosso della bandiera svizzera), contro le misure di protezione necessarie per combattere la pandemia del Covid 19, in particolare contro la vaccinazione.

Non vi sono diritti senza doveri. Si cresce imparando a riconoscere e difendere ciò che ci appartiene come singoli cittadini, ma anche a rispettare ciò che appartiene a agli altri. La Costituzione non è stata scritta per me e per te come individui, ma per noi tutti come società. L’articolo 6 della Costituzione, intitolato “Responsabilità individuale e sociale”, parla di responsabilità e di doveri: “Ognuno assume le proprie responsabilità e contribuisce secondo le proprie forze alla realizzazione dei compiti dello Stato e della Società”: il principio generale della responsabilità dell’individuo verso la società.

L’articolo 10 della Costituzione federale sancisce il “Diritto alla vita e alla libertà personale”. “Ognuno ha diritto alla vita e alla libertà personale …”

A volte, come nel caso del Covid, il diritto alla vita e quello alla libertà personale entrano in collisione. In base al già citato articolo 6, un individuo non può dire: io non mi vaccino, ho diritto alla mia libertà personale. Se muoio sono affari miei. No, non sono affari suoi, perché se non si vaccina può contagiare altri, quindi violare il loro diritto alla vita.

Ora, in una situazione di pericolo sociale come quello creato dalla pandemia Covid 19, il diritto alla vita era inevitabilmente minacciato. Vaccinarsi significava dunque dare concreta attuazione all’articolo 6 (assunzione delle proprie responsabilità e contributo alla realizzazione dei compiti dello Stato e della Società) e dell’articolo 10, nel senso di contribuire a salvare la propria vita e quella degli altri, e anche nel senso di dare attuazione al diritto alla vita proprio e degli altri. A questo fine, si rende necessaria una limitazione della libertà personale.

Di fatto, non si è osato rendere obbligatoria la vaccinazione. Il Covid è stato superato, speriamo per sempre (facciamo gli scongiuri). Anche le grandi epidemie di peste del passato sono state superate passando su montagne di morti.

L’autorità competente a dichiarare l’obbligatorietà della vaccinazione sarebbe stata il Consiglio federale, che si è limitato a raccomandarla, anche se, in base all’articolo 185 capoverso 3 della Costituzione, “può emanare ordinanze e decisioni per far fronte a gravi turbamenti dell’ordine pubblico o della sicurezza interna …” .

Ovviamente, la moderazione, l’equilibrio, la diffidenza elvetica verso imposizioni dall’alto rendono di fatto applicabili soltanto in casi estremi interventi di tal genere. Queste caratteristiche svizzere sono di fatto una garanzia contro l’avvento di regimi autoritari e/o, peggio ancora, totalitari.

La Svizzera si identifica (o tende a identificarsi) in una sorta di repubblica autorevole, ma non autoritaria, grazie al consenso generale, che si alimenta grazie al benessere, all’ordine, alla moderazione, alla pulizia, a una buona dose di conformismo borghese. Storicamente parlando, questa repubblica autorevole si è affermata a partire dal superamento degli sconquassi conseguenti alla Rivoluzione francese, del Sonderbund (1848 – Costituzione federale) e dello Sciopero generale del 1918. In anni recenti il regime elvetico è stato ed è scosso dall’ascesa di personaggi e movimenti populisti-nazionalisti come Christoph Blocher, la nuova UDC, la Lega, eccetera.

Tornando all’iniziativa popolare “Per la libertà e l’integrità fisica”, sulla quale Popolo e Cantoni dovranno pronunciarsi il 9 giugno 2024, il testo è il seguente: Art. 10 cpv. 2 bis “Gli interventi nell’integrità fisica o psichica di una persona necessitano del suo consenso. La persona interessata non può essere punita né subire pregiudizi sociali o professionali per aver rifiutato di dare il suo consenso”.

Chi scrive non condivide tale iniziativa per i motivi esposti in precedenza, essenzialmente per la sua tendenza ad assolutizzare i diritti e a dimenticare i doveri, e ritiene che, per poter essere accettata, essa dovrebbe essere completata, più o meno come segue: …“Nel caso di grave pericolo per la popolazione, in particolare in caso di epidemia o pandemia, le terapie e le misure preventive possibili, quali le vaccinazioni di comprovata sicurezza ed efficacia, possono essere dichiarate obbligatorie dal Consiglio federale e applicate negli stabilimenti di cura pubblici, anche senza il consenso delle persone interessate. Il personale medico e sanitario è tenuto a dare esecuzione alle presenti disposizioni. Non possono essere accettate obiezioni di coscienza, nel caso di esistenza di un concreto pericolo per la vita e la salute generali”.

Nell’immagine: una delle vignette di Franco Cavani al tempo del Covid ()

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