Storia o storie?
Replica sulla politica israeliana di repressione nei territori occupati - Di Patrizio Fenini
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Replica sulla politica israeliana di repressione nei territori occupati - Di Patrizio Fenini
• – Redazione
La democrazia non basta a se stessa perché non può difendersi da sola, estranea com’è al meccanismo autoritario
• – Redazione
La strategia di Trump è gangsteristica, ma invece di intravvedere la possibilità che si apre, l’Europa ragiona come se incredibilmente la pace fosse un pericolo
• – Redazione
Di Andrea Malaguti, La Stampa “La guerra non stabilisce chi ha ragione, solo chi sopravvive” – Bertrand Russell Forse è un dettaglio. Eppure, mi è rimasto in testa. Sentite queste parole: «C’è un nuovo sceriffo in città, si chiama Donald Trump». Sembra l’incipit trascurabile di una parodia di Sergio Leone. Invece a pronunciare la […]
• – Redazione
Il Cremlino pronto a schierare una squadra di peso per il confronto con gli Stati Uniti: “Vuole incassare tutte le sue richieste”
• – Redazione
• – Franco Cavani
«Tardo Fascismo», un libro di Alberto Toscano per DeriveApprodi. I riferimenti del saggio riguardano in particolare le teorie radicali del pensiero nero e anti-coloniale
• – Redazione
Intervista all’ex ministro e tra i politici più importanti della Cdu. “Come oggi con Putin, si sottovalutò l’aggressore. Per la prima volta dal 1941 la sicurezza europea non più un interesse Usa in sé”
• – Redazione
Inutile anche sperare che la soluzione stia nelle mini-centrali. Molti gli esempi di tentativi falliti o abbandonati nel mondo, spesso a causa di costi insostenibili
• – Pietro Ribi
Arrivata nel Sulcis nel 2018, la Sider Alloys di Lugano non ha mantenuto le promesse di rilancio della produzione di alluminio. Operai e sindacati sono ai ferri corti mentre il Governo ha convocato un tavolo di crisi
• – Federico Franchini
Replica sulla politica israeliana di repressione nei territori occupati - Di Patrizio Fenini
Quando in un dibattito si è a corto di argomenti, sovente lo stile cade e iniziano le accuse. È il caso di Jack-Roy Diwan, membro dell’associazione Svizzera-Israele, che – riferendosi a quanto da me scritto nel contributo “Amnesie molto parziali” apparso su naufraghi.ch il 27 gennaio e su laRegione il 31 gennaio – mi accusa di presentare una narrazione storica distorta, di affermare il falso, di distorcere i fatti per alimentare un pregiudizio ideologico e infine di mentire sapendo di mentire.
Mi limiterò a rispondere all’affermazione da parte del signor Diwan secondo cui: “Il Piano D: un Piano Difensivo, non di Espulsione. L’autore descrive il Piano D come un progetto per la pulizia etnica della Palestina, un’affermazione falsa.”
Ora, la mia descrizione del piano D (e C) proviene dalla traduzione del 3° volume della storia dell’Haganah di Yehuda Slutsky, che alle pagine 1955-1960 riporta questi piani. Il paragrafo 4, lettera b del piano D recita: “Operazioni contro i centri abitati nemici situati all’interno o in prossimità del nostro sistema difensivo, per evitare che vengano utilizzati come basi da una forza armata attiva. Queste operazioni possono essere suddivise nelle seguenti categorie:
Giusto evocare lo storico Benny Morris, ma oltre al citarlo sarebbe utile leggere quanto ha prodotto prima della sua conversione. Ecco come lo definisce l’enciclopedia Treccani: “Esponente di spicco del gruppo dei nuovi storici israeliani… ha rivisitato, contestandole, le tesi della storiografia tradizionale sulla guerra arabo- israeliana del 1948 documentando le azioni di violenza (espulsioni, omicidi, stupri, devastazioni) compiute dagli israeliani nei confronti dei palestinesi in fuga.”
La Storia può sì essere interpretata, ma alla base è costituita da fatti di cui occorre avere cognizione. Poi, come amava dire Umberto Eco, la gente crede solo a quello che sa già.
La ridistribuzione della ricchezza primaria rimane definicitaria, ed è il princple problema economico del Cantone - Di Fabrizio Sirica