In California settecento marines, Newsom: “È una deriva autoritaria”

In California settecento marines, Newsom: “È una deriva autoritaria”

Polemiche per l’arrivo del corpo dell’esercito, mandato a reprimere le proteste pro-migranti. Il governatore democratico si erge a leader nazionale: “La nostra democrazia è sotto attacco”


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In California settecento marines, Newsom: “È una deriva autoritaria”
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Di Massimo Basile, La Stampa

I marines potranno fermare ma non arrestare, e useranno pallottole non letali. Ma intanto l’annunciato arrivo a Los Angeles di settecento soldati del corpo più famoso dell’esercito americano ha alzato il livello di tensione e spinto il governatore della California Gavin Newsom a parlare di svolta autoritaria. E la Casa Bianca ha risposto così: «Il presidente non lascerà che la legge della strada prevalga».

Dall’inizio delle proteste contro i raid anti-immigrati, il 6 giugno, sono stati arrestati a Los Angeles più di trecento migranti illegali. Lo scontro si è allargato al resto del Paese: 86 arresti a New York e 17 a Chicago, manifestazioni in almeno venticinque città tra cui Las Vegas, Santa Ana, Milwaukee, Washington e Seattle. Il sindaco di Chicago, Brandon Johnson, ha chiamato Trump «autoritario» e «tiranno che mostra totale disprezzo per la Costituzione». Il capo del Pentagono, Pete Hegseth ha minacciato a sua volta l’invio della Guardia nazionale in altre città, mentre il governatore del Texas, il repubblicano Greg Abbott, l’ha fatto, mandando i riservisti ad Austin, teatro di scontri, senza avvertire il sindaco.

Tuttavia l’arrivo a Los Angeles dei marines è stato, per ora, meno epico di quanto il capo del Pentagono avrebbe voluto: sui social sono diventate virali le immagini dei soldati che dormono sul pavimento di una stanza, perché la Difesa non aveva predisposto un piano logistico. Hegseth ha parlato per giorni di Camp Pendleton, a sud di Los Angeles, come base di partenza, mentre il Secondo battaglione è partito da Twentynine Palms, nel deserto a est.

Nel frattempo Donald Trump ha evocato teorie complottiste, sostenendo che i manifestanti «sono criminali pagati», stessa accusa lanciata nel 2020 in mezzo alle proteste di Black Lives Matter, e ha definito il governatore della California «incompetente». Lo scontro sta giovando alla popolarità di Newsom, che sui social viene presentato come il nuovo Superman, paladino dei governatori democratici che in questi giorni lo hanno chiamato per chiedere come comportarsi in caso di arrivo della Guardia nazionale. Newson, che punta alle presidenziali del 2028, ha accettato la nuova vetrina nazionale e, in un discorso agli americani durato otto minuti, ha accusato il presidente di «distruggere lo Stato di diritto» e di voler guidare il Paese verso un regime autoritario. Newsom ha condannato l’impiego della Guardia nazionale e dei marines e avvertito: «Questo succederà presto anche in altri Stati. La democrazia è sotto attacco davanti ai nostri occhi. Ecco cosa è l’autoritarismo, mascherato dal linguaggio della legge e dell’ordine». «Stanno usando – ha aggiunto – il nostro stesso esercito contro il nostro stesso popolo».

Il Congresso, ha attaccato, «è sparito», mentre lo Speaker della Camera Mike Johnson ha «abdicato completamente alle sue responsabilità». «Se alcuni di noi – ha ricordato – possono venire portati via dalla strada senza mandato, solo in base a sospetti, o al colore della pelle, allora nessuno di noi è al sicuro». «So che molti di voi – ha concluso – stanno vivendo questo momento con paura, ma siete voi l’antidoto. Quello che Donald Trump vuole di più è il vostro silenzio. Non cedete».

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