Remigrazione, Putin e neonazismo: chi è Siegmund, il candidato governatore Afd in Sassonia-Anhalt

Remigrazione, Putin e neonazismo: chi è Siegmund, il candidato governatore Afd in Sassonia-Anhalt

Ex rappresentante di un’azienda di profumi per ambienti, si è radicalizzato durante il Covid e si circonda di ex militanti filo-hitleriani. Dopo il trionfo di oggi può diventare il primo leader dell’estrema destra in un land tedesco


Redazione
Redazione
Remigrazione, Putin e neonazismo: chi è Siegmund, il candidato governatore Afd in Sassonia-Anhalt

Di Tonia Mastrobuoni, La Repubblica

Stamattina Ulrich Siegmund è arrivato al seggio con il suo motorino Simson, simbolo sommo della “Ostalgie” di cui ha intriso la sua campagna elettorale, e ha sfornato il suo sorriso ammaliante da commesso viaggiatore prima di infilare la scheda del voto nell’urna. A trentasei anni, la “faccia d’angelo” dell’Afd si candida a essere il primo governatore di estrema destra in Germania dal 1945. E per un partito in cui grazie al “patto del diavolo” tra Alice Weidel e Björn Höcke rivelato da Spiegel non esistono più ali ma un’unica corrente, quella völkisch, è un banco di prova fondamentale.

L’Afd e Siegmund hanno di fatto archiviato ogni tentazione di una “melonizzazione”, ogni ipotesi di imboccare una strada più moderata, come ci hanno spiegato dal suo entourage. Anche perché la campagna elettorale e il programma eversivo in Sassonia-Anhalt hanno dimostrato chiaramente che buttarsi sempre più a destra conviene. Dopo il travolgente risultato incassato oggi, Siegmund ha già detto: “Non so se sarò governatore, ma abbiamo già scritto la storia”. E purtroppo è vero. Al momento non è ancora chiaro se l’Afd ha conquistato la maggioranza assoluta dei seggi. Ma sicuramente se i rossobruni di Sahra Wagenknecht supereranno la soglia di sbarramento del 5% gli daranno una mano. E Siegmund sarà il primo governatore dell’Afd della storia.

Il programma di Siegmund

Siegmund è nato nell’anno della Riunificazione tedesca, il 1990, in un paesino vicino a Stendal ed è cresciuto a Tangermünde, dove tre giorni fa alcuni attivisti hanno appeso nottetempo bandiere e drappi rossi con la freccia nera dell’Afd – un chiaro rimando al nazismo. Del resto, lo slogan della campagna elettorale del candidato di punta dell’Afd è stato “Tutto è possibile”, e per molti è suonato come una minaccia. La “remigrazione”, la creazione di “difese civili” che sanno tanto di milizie private, l’indottrinamento nelle scuole secondo il motto “più Bismarck, meno Hitler”, i legami ostentati con la Russia di Putin, le minacce di spazzare via i vertici delle istituzioni pubbliche e occuparle manu militari con fedelissimi dell’Afd, le scuole speciali obbligatorie per disabili e migranti, la guerra dichiarata alle chiese: tutto puzza di eversione.

A proposito di puzze. Prima di intraprendere la carriera politica, Siegmund è stato rappresentante di un’azienda di profumi per ambienti. E sembra una metafora della sua strategia politica. Dietro ai sorrisi ostentati, le profumate promesse di un futuro radioso per la Sassonia-Anhalt, i video con la figlia nei campi di grano, le pacche sulle spalle e le parole dolci ai fan che fanno un’ora e mezza di fila per farsi un selfie con lui, Siegmund copre simpatie neonaziste e filorusse e si è circondato di ex militanti della Heimattreue Deutsche Jugend (erede della Gioventù hitleriana) e della neonazista Artgemeinschaft – entrambi vietate – e di un personaggio come Hans-Thomas Tillschneider che gli ha scritto il programma ed è un ammiratore sfegatato di Putin.

La radicalizzazione durante il Covid

Eppure, Siegmund non è sempre stato così. A 18 anni aveva preso la tessera della Cdu, il partito che governa in Sassonia-Anhalt da oltre vent’anni. Dopo l’apprendistato, aveva fondato la sua azienda di profumi per ambienti. E un collega di allora ha sintetizzato allo Spiegel il suo talento con il celebre esempio del venditore di macchine usate: “E’ uno che ti riuscirebbe e vendere qualsiasi automobile. Anche se a volte non sa come funziona”. Un po’ si è visto dai duelli elettorali con il principale sfidante, il governatore uscente, Sven Schulze (Cdu), tutti finiti malissimo per Siegmund. E’ apparso balbettante, poco preparato, agitato.

Già nel 2014, un anno dopo la fondazione dell’Afd, Siegmund aveva aderito all’Afd. Due anni dopo si era candidato con successo alle elezioni regionali, ma non si era fatto particolarmente notare, come deputato. Finché non arrivò il Covid, che lo radicalizzò. Il suo video “Pandemie-Panikmache” (“I montatori di panico da pandemia”) lo rese famosissimo dal giorno alla notte e lo proiettò nell’olimpo delle star no vax e delle bolle della destra radicale. E da diva di tiktok a candidato alle elezioni regionali per l’ultradestra, come spesso accade, è stato un attimo.

Nell’immagine: Ulrich Siegmund  arrivato al seggio con il suo motorino Simson

Dal nostro archivio

Il meglio letto/visto per voi

Steven Spielberg e il dolore dell’Olocausto

In occasione della Giornata della Memoria vi riproponiamo l’intervista al regista di “Schindler’s List” del 17 dicembre 1993

• – Redazione
Il meglio letto/visto per voi

Contro nemici e alleati, è la logica dello Stato-mafia

ISRAELE Il cinismo di Netanyahu è totale: gli ostaggi da vivi sono un motivo per continuare il genocidio, da morti una ragione in più per la pulizia etnica dei palestinesi

• – Redazione