Di Daniel Ritzer, La Regione
Onorevole procuratore generale, ci rendiamo conto che questa non sia la forma più comune di porle una serie di domande. Ma sa: siamo tra quelli che ritengono che certe convenzioni piuttosto che conservate vadano trasformate. Oppure adattate alle circostanze. Ora, di fronte a una crisi istituzionale senza precedenti e dopo aver tentato infruttuosamente di ottenere alcuni chiarimenti tramite le canoniche vie, ci si ritrova costretti a formulare i nostri quesiti pubblicamente. Costretti perché – e qui forse siamo un po’ vecchio stampo – continuiamo a credere che il ruolo dei media sia quello di vigilare sul buon funzionamento dello Stato di diritto.
Per quel che concerne la Procura da lei diretta, ci preme riuscire a garantire alla cittadinanza che tutte le persone restino uguali davanti alla legge. E che, nell’ambito della Giustizia, la ricerca della verità prevalga su qualsiasi altro interesse. Fatte le dovute premesse, passiamo al dunque.
Vorremmo innanzitutto sapere se nelle ore immediatamente successive all’identificazione del corpo della 52enne di Melide, ritrovata nelle acque del Ceresio, il consigliere di Stato Claudio Zali sia stato interrogato. E se abbiate avuto accesso ai suoi dispositivi elettronici. Se ciò non fosse il caso, vorremmo conoscere le motivazioni. Qui urge una precisazione: lungi da noi il voler addossare al dimissionario direttore del Dipartimento del territorio qualsivoglia presunzione di colpevolezza. La domanda riguarda questioni prettamente procedurali, tenuto conto che la morte è stata definita dagli inquirenti come “insolita”, e che l’ipotesi di un eventuale rancore serbato da Zali nei confronti della donna appare tutt’altro che remota. Donna che ha contribuito in modo decisivo al suo declino politico. In maniera più generale le chiediamo, quindi, di volerci comunicare se da martedì 18 agosto (giorno del decesso) fino a oggi Claudio Zali sia stato sentito in Procura. E, se sì, in quale veste.
Poi: oltre all’inchiesta coordinata dal procuratore pubblico Ruggeri per quel che riguarda il decesso della donna e quella condotta dalla pp Borelli in merito alla denuncia contro ignoti a seguito dell’aggressione subita dalla 52enne, nonché all’inchiesta da lei coordinata per i presunti reati di abuso di autorità e coazione, riconducibili alla riunione voluta dal consigliere di Stato leghista per richiedere il trasferimento del 14enne detenuto alla Farera, vorremmo sapere se c’è un altro incarto, da voi aperto di recente, che vede coinvolto Claudio Zali. Se sì, per quali ipotesi di reato? Tra l’altro, la permanenza in governo del dimissionario direttore del Dt fino alla fine di settembre, secondo lei, ostacola, agevola oppure ha un impatto neutro sullo svolgimento delle varie indagini? Noi abbiamo un nostro parere: ci piacerebbe conoscere il suo.
Le ultime, promesso. Visto che le varie inchieste in corso riguardano direttamente o indirettamente un membro del governo, ex responsabile politico di polizia e magistratura, già presidente del Tribunale penale cantonale, colui che in più occasioni ha fatto capire di sentirsi “a casa” nei tribunali ticinesi: non riterrebbe opportuna una sua-vostra ricusazione e conseguente richiesta di un procuratore straordinario? Insomma, dopo tutto ciò che è emerso in queste settimane, lei si ritiene ancora idoneo a svolgere il ruolo di pg? Anche qui, noi abbiamo un nostro parere: ci piacerebbe molto conoscere il suo.
Non la disturbiamo più. Restiamo volentieri in attesa di un suo cortese – nonché celere – riscontro e nel frattempo le porgiamo, onorevole procuratore generale, i nostri più distinti saluti.