La proposta dei Nobel: “Per la nuova Ucraina usiamo i fondi congelati”
Matviichuk e altri 139 Laureati: pensiamo al futuro i 300 miliardi di asset congelati sono indispensabili
Filtra per rubrica
Filtra per autore/trice
Matviichuk e altri 139 Laureati: pensiamo al futuro i 300 miliardi di asset congelati sono indispensabili
• – Redazione
Di Paolo Brera e Carlo Bonini, La Repubblica KIEV. Mentre le diplomazie discutono confini e regole su cui costruire una pace più o meno “giusta”, nel salottino di un bar di Kiev un grande economista ucraino analizza la salute della vittima a tre anni dall’invasione russa: “L’economia ucraina uscirà distrutta dalla guerra”, dice Oleksij Kusch. […]
• – Redazione
Non è stato un discorso sullo stato dell’Unione. È stato un discorso su Donald Trump: ha detto cosa aspettarci dai prossimi 46 mesi e mezzo di presidenza
• – Redazione
Dopo l’umiliazione inflitta a Zelensky, l’Europa impreparata deve fare sempre ricorso agli Stati Uniti, impegnati a indebolire l’Alleanza atlantica e l’Unione europea
• – Aldo Sofia
I colloqui sono falliti. Cosa ne sarà ora dell’Ucraina?
• – Redazione
Il presidente statunitense conferma le tariffe al 25% sui prodotti dei principali partner commerciali. Trudeau: «Scelta stupida». Crolla anche il bitcoin: cancellati tutti i guadagni arrivati dopo le elezioni
• – Redazione
La rinuncia alla pace «giusta» in cambio di un accordo «duraturo». L’Ucraina prende atto dell’impossibilità euro-atlantica di intervenire subito
• – Redazione
Dietro la strategia di Trump (fatta di dazi e di pugno duro anche contro l'Europa) ci sarebbe la preoccupazione di non far perdere peso al dollaro come moneta di riferimento. L'UE avrebbe la possibilità di una reazione più muscolare, allora perché è molto prudente?
• – Aldo Sofia
Ancor prima dello scontro nello studio ovale, un articolo che riassumeva le fake sostenute dalla nuova presidenza USA
• – Redazione
Di Pietro Reichlin, La Stampa Come interpretare le mosse di Trump in questi primi mesi dalla sua elezione? Fino ad ora, i politici e i commentatori si sono divisi in due campi: i «pompieri» e gli «allarmisti». I primi sostengono che Trump ha in mente una strategia negoziale aggressiva, con il solo scopo di ottenere […]
• – Redazione
Matviichuk e altri 139 Laureati: pensiamo al futuro i 300 miliardi di asset congelati sono indispensabili
Di Oleksandra Matviichuk e altri 139 Premi Nobel, La Stampa
Pubblichiamo qui l’appello congiunto di 140 Premi Nobel per la Pace, Letteratura, Economia, Chimica, Medicina, Fisica, a favore del trasferimento degli asset statali russi congelati dalle sanzioni a favore della ripresa dell’Ucraina e dei risarcimenti.
Con decorrenza 24 febbraio 2025, l’illegittima guerra di aggressione combattuta dalla Federazione russa contro l’Ucraina ha segnato del suo triste terzo anniversario ed è entrata nel quarto anno. I combattimenti sono costati la vita a decine di migliaia di soldati e il grave ferimento di molti altri su entrambi i versanti. I combattimenti, però, hanno preso di mira in modo diretto anche la popolazione civile ucraina – famiglie e bambini – che ha dovuto affrontare sofferenze inenarrabili.
Migliaia di civili, bambini compresi, sono stati uccisi, vivono sotto occupazione, sono stati fatti prigionieri o deportati a forza in Russia. La distruzione di interi quartieri e intere città, oltre ai deprecabili attacchi a infrastrutture di importanza cruciale come ospedali, scuole e asili, ha costretto un numero incalcolabile di persone a scappare, li ha violentemente privati delle loro case e dei loro mezzi di sostentamento.
La guerra russa all’Ucraina ha provocato la più grande crisi di rifugiati in Europa dalla Seconda guerra mondiale, con milioni di civili sfollati all’interno dell’Ucraina e all’estero. Tutti, singoli e famiglie, hanno vissuto sofferenze inimmaginabili, perdite e privazioni.
In seguito al cambiamento di potere dopo le elezioni presidenziali negli Stati Uniti, si vanno facendo sentire più forti le promesse e le esortazioni a negoziare e arrivare ad accordi di pace. Sembra crescere la speranza di poter far finire questa guerra con giusti colloqui di pace. Anche nel caso in cui ciò accadesse, però, l’Ucraina resta un Paese distrutto sotto molti punti di vista. I morti non potranno tornare in vita, e le sofferenze patite in passato non potranno essere cancellate. Il futuro, però, può e deve essere migliore. La ricostruzione dell’Ucraina e i risarcimenti alle vittime di guerra richiederanno cospicue risorse economiche. E chi dovrebbe essere ritenuto responsabile dei risarcimenti, se non i colpevoli di questa guerra disdicevole?
Nel complesso, si calcola che il capitale universale della Banca centrale russa sia attualmente di 300 miliardi di euro circa, congelati a seguito delle sanzioni. Tale cifra è custodita in vari conti in giro per il mondo, ma soprattutto nell’Ue e nei Paesi del G7, in particolare in Belgio, Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Stati Uniti e Regno Unito.
Tale denaro continua a generare altri miliardi di interesse. In ogni caso, i soli interessi non copriranno la cifra stimata in circa 486 miliardi di dollari in spese per la ripresa, né i risarcimenti dovuti alle vittime della guerra russa. Si potrà porvi rimedio soltanto usando il capitale di 300 miliardi di euro.
Noi, Premi Nobel firmatari del presente appello, chiediamo a questi governi di sbloccare queste risorse dalla Banca centrale russa per finanziare la ricostruzione dell’Ucraina e risarcire le vittime di guerra, così che il Paese possa essere ricostruito rapidamente, una volta firmato l’accordo di pace. Potrebbero rendersi necessarie a tal fine nuove leggi e regolamentazioni che, tenuto conto dell’innegabile stato di emergenza e delle gravi violazioni del diritto internazionale, sono adeguate e devono essere corrette. L’obbiettivo è porre fine alla guerra, instaurare una pace giusta, fornire all’Ucraina una prospettiva futura per le prossime generazioni. Facciamo nostra questa causa e la sosteniamo con il presente appello.
A Baku non solo l'alta presenza di lobbisti del fossile, ma anche appelli di esperti (tra cui Johan Rockström) per chiedere di ripensare ai vertici ospitati da Paesi che accelerano sul fossile
Uniformi, bandiere, conta delle medaglie: nessuno va per partecipare. I Giochi mettono in mostra la gerarchia e lo scontro feroce delle nazioni