La febbre del debito Usa a quota 40mila miliardi. Il blitz del Tesoro fa flop
Record di sempre per l’indebitamento americano. Già svanito il beneficio sui rendimenti dei bond dalle mosse di Bessent
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Record di sempre per l’indebitamento americano. Già svanito il beneficio sui rendimenti dei bond dalle mosse di Bessent
Di Paolo Mastrolilli, La Repubblica
Gli americani li chiamano 40 trilioni di dollari, noi preferiamo dire 40mila miliardi, ma la sostanza è la stessa: il debito pubblico degli Stati Uniti ha fatto segnare il record di sempre. E il problema viene confermato anche dal rapporto di questa massa di soldi col Pil, che viaggia verso il 100%, soglia mai raggiunta dalla Seconda guerra mondiale in poi.
La colpa è di tutti, repubblicani e democratici, perché a parole promettono sempre di tagliare deficit e debito, ma poi finiscono sempre per spendere più di quanto incassano con le tasse, soprattutto perché per fare un intervento serio bisognerebbe toccare le pensioni, la sanità e la spesa militare, urtando frotte di elettori e finanziatori.
Trump però ha peggiorato la situazione con i suoi tagli alle tasse e le spese generate dalla guerra in Iran. Così sta fallendo anche l’iniziativa presa mercoledì dal suo segretario al Tesoro Bessentper contenere l’aumento dei rendimenti dei bond, perché nessuno crede davvero che il governo sia serio nell’intenzione di ridurre il debito, e quindi il costo del denaro necessario a finanziarlo.
Il record di 40,047 trilioni, secondo la dizione americana, è stato raggiunto ufficialmente martedì, ma di questo passo, secondo le stime del Congressional Budget Office, il rapporto fra debito e Pil è destinato a salire al 120% nel giro di 10 anni e al 175% in 30 anni. Per capire le dimensioni, se Elon Musk donasse tutta la sua ricchezza allo scopo di raddrizzare i conti, non ci accorgeremmo neppure della differenza.
Alla radice del problema c’è il fatto che politici ed economisti non hanno mai dato grande peso al debito, considerandolo una funzione della straordinaria ricchezza Usa.
Certo, sarebbe meglio non spendere più di quanto si guadagna, come ognuno dovrebbe fare con la propria famiglia, ma l’economia americana è così forte da potersi permettere di accumulare debito all’infinito. Qualche preoccupazione sta emergendo, visto ad esempio l’intervento di Bessent, che ha raddoppiato la quantità di titoli di Stato che il governo può ricomprare, nella speranza di abbassarne i rendimenti sulle lunghe scadenze. L’operazione però ha funzionato meno di 24 ore e ieri è stata accompagnata dal crollo dei mercati: non ha credibilità.
Nel 2016 Trump aveva promesso di annullare il debito in 8 anni, ma da allora è raddoppiato. Molto dipende dal fatto che nessuno vuole toccare Social Security e Medicare, ossia pensioni e sanità pubblica, per non perdere voti. Biden ci aveva messo del suo con le spese pazze seguite al Covid, che hanno favorito l’inflazione, ma ora Trump non sta facendo nulla di quanto aveva promesso per ridurre deficit di bilancio e debito. Anzi, ha peggiorato le cose con i tagli alle tasse che riducono le risorse del fisco, e con le spese militari. In più i suoi dazi sono stati giudicati illegali dalla Corte Suprema, facendo mancare altri soldi.
Ieri Bessent ha commentato che «non c’è nulla di magico nella soglia di 40 trilioni» e ha aggiunto: «Probabilmente tra la fine di questa settimana e l’inizio della prossima annunceremo misure incentrate sul consolidamento fiscale». Si vedrà. Tutti promettono di tagliare deficit e debito quando non sono al potere, poi si dimenticano di farlo quando governano e la tentazione di spendere diventa irresistibile. Così il debito aumenta, correndo verso l’insostenibilità.
Nell’immagine: il segretario al Tesoro americano, Scott Bessent
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