Bab El – Mandeb, la seconda trappola

Bab El – Mandeb, la seconda trappola

Dopo Hormuz, gli Houthi minacciano anche lo stretto sul Mar Rosso. Si apre una finestra di dieci giorni per una tregua tra Washington e Teheran.


Redazione
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Bab El – Mandeb, la seconda trappola

ISPI

Il fronte del Mar Rosso si riapre nel momento più critico della guerra tra Stati Uniti e Iran. I ribelli Houthi nello Yemen hanno annunciato infatti un “embargo marittimo immediato” contro i porti dell’Arabia Saudita, minacciando di colpire le petroliere dirette ai porti del regno lungo lo stretto di Bab el-Mandeb. “Ribadiamo il diritto del nostro popolo di rispondere a un blocco con un blocco e di rispondere a ogni escalation con un’escalation”, ha dichiarato in un comunicato il portavoce del gruppo, considerato vicino all’Iran dopo che la scorsa settimana diversi scontri a fuoco lungo la frontiera con l’Arabia Saudita, avevano minacciato un cessate il fuoco con il regno che dura da oltre quattro anni. La reazione dei mercati non si è fatta attendere: il Brent ha sfiorato i 91 dollari al barile, massimo da metà giugno, prima di ripiegare verso gli 88 in seguito alle indiscrezioni riferite da Reuters relative ad una proposta di mediazione, un cessate il fuoco di dieci giorni tra Washington e Teheran, pensata per riaprire uno spiraglio diplomatico dopo il naufragio dell’intesa siglata a giugno. Tra le due notizie, quasi contemporanee, si misura la fragilità dell’intero scacchiere: un fronte che si apre a sud, mentre un altro prova, faticosamente, a chiudersi a nord.

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