Dazi, il Canada restituisce il colpo per gli Usa un conto da 25 miliardi
Anche Messico e Cina preparano contromisure. La Bce: “La Ue non si farà mettere alla gogna”. Tajani: “Sarà l’Italia il miglior ambasciatore con Washington”
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Anche Messico e Cina preparano contromisure. La Bce: “La Ue non si farà mettere alla gogna”. Tajani: “Sarà l’Italia il miglior ambasciatore con Washington”
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Anche Messico e Cina preparano contromisure. La Bce: “La Ue non si farà mettere alla gogna”. Tajani: “Sarà l’Italia il miglior ambasciatore con Washington”
Di Eugenio Occorsio, La Repubblica¨
Canada, Messico e Cina, i destinatari della prima micidiale raffica di dazi da parte americana, passano subito al contrattacco. Di fronte alla minaccia di Trump di «trasformare il Canada nel 51esimo Stato degli Usa», il più grintoso è proprio il premier di Ottawa, Justin Trudeau. Ha presentato una lista di prodotti americani che saranno colpiti da dazi al 25% per 107 miliardi di dollari: abbigliamento, profumi, liquori, elettrodomestici e molti altri. Messico e Cina hanno confermato anch’essi le ritorsioni, senza scendere nel dettaglio. Ma la novità è che dal business americano, che Trump dice di favorire, arriva una sonora protesta: «È vero che c’è un problema di controlli alle frontiere e di diffusione del Fentanyl, ma l’imposizione di tariffe doganali non lo risolve e avrà l’unico effetto di alzare i prezzi per le famiglie americane», ha detto John Murphy, vicepresidente della US Chamber of Commerce.
Intanto, l’Europa si prepara ad essere la prossima vittima di Trump. La paura diffusa è che stia solo cercando un appiglio – come lo sono stati i migranti e il Fentanyl – per invocare l’International Emergency Economic Power Act. «Penalizzare l’Europa con i dazi equivale a un’immotivata distruzione di ricchezza ed è una mossa dannosa per tutti», avverte un portavoce di Bruxelles. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, conferma: «La guerra dei dazi non conviene a nessuno. Abbiamo idee e strategie per tutelare le nostre imprese». Tajani precisa l’interpretazione del rapporto personale fra Giorgia Meloni e Trump: «L’Italia sarà il miglior ambasciatore Ue nel dialogo con Washington». Insomma, userà le sue relazioni a nome dell’Unione per schivare il tentativo di Trump di imporre negoziati con i singoli Stati. «Se ognuno guarda al proprio interesse, l’Europa scompare», rimarca senza mezzi termini il premier francese Francois Bayrou. Il cancelliere tedesco Olaf Scholz aggiunge che «se si vuole dividere il mondo, l’Europa ha spazio per ritorsioni», confermando che della guerra commerciale si parlerà oggi nel Consiglio dei ministri informale di Bruxelles. E il commissario al Commercio, Maros Sefcovic, garantisce che «l’Ue è pronta alla partita». Scende in campo anche la Bce: «L’Europa è una potenza commerciale e non si farà mettere alla gogna», assicurato Klaas Knot del direttivo di Francoforte.
Da parte americana non si vuole cambiare linea. «Messico e Cina approfittano da decenni degli Stati Uniti, ma ora abbiamo un presidente pronto a prendersi cura dei cittadini americani», ha scandito il vicepresidente JD Vance, inserendosi in un dibattito che coinvolge economisti di prima taglia. «Non si rendono conto neanche, per esempio, che il Canada è sì in surplus, ma l’attivo è dovuto esclusivamente alle forniture di petrolio indispensabile per far funzionare le nostre raffinerie di ultima generazione», ha ricordato Paul Krugman sul social Substack. «Trump d’abitudine moltiplica per due o per tre le cifre quando gli serve – aggiunge il premio Nobel – e chiama il deficit commerciale “sussidio” americano, un assoluto nonsense». Nel caso del Canada, il deficit non ha superato i 45 miliardi nel 2024: appena lo 0,2% del Pil Usa.
Nell’immagine: il primo ministro del Canda Justin Trudeau
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