Hockey: Svizzera sul trono (senza corona)
I rossocrociati non hanno retto l'attesa di un intero Paese perdendo la finale mondiale (la terza consecutiva) da primi della classe!
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I rossocrociati non hanno retto l'attesa di un intero Paese perdendo la finale mondiale (la terza consecutiva) da primi della classe!
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I rossocrociati non hanno retto l'attesa di un intero Paese perdendo la finale mondiale (la terza consecutiva) da primi della classe!
Proprio così: secondo la Federazione Internazionale di Hockey nel ‘ranking‘ aggiornato a maggio, siamo i primi al mondo tenuto conto dei risultati negli ultimi 5 anni ai Mondiali e alle Olimpiadi:
1. Svizzera: 5335 punti. 2. USA: 5305. 3. con lo stesso punteggio: Canadà. 4. Finlandia: 5200.
È la prima volta che una squadra svizzera in qualsiasi sport figura al primo posto in una classifica mondiale: siamo sul trono del Regno dei Ghiacci ma quando una fata stava per porci in capo la regale corona, ci siamo svegliati con il solito casco da hockey sudaticcio e ammaccato in testa: la delusione è enorme, l’intero Paese ha vissuto uno psicodramma paragonabile a quella dell’URSS battuta da una squadra di studenti USA alle Olimpiadi del 1980 (Lake Placid) o dell’Italia esclusa dai Mondiali di calcio per la terza volta: con una differenza che ci fa onore; mentre l’URSS al ritorno in Patria si meritò le attenzioni del Soviet Supremo che tolse agli atleti onori e privilegi economici, mentre in Italia la nazionale salva solo Donnarumma e mette in campo l’under 21 fra non pochi sberleffi per la vecchia guardia, il numerosissimo pubblico Svizzero, stordito e in lacrime come e più dei giocatori, si è ripreso cantando e celebrando i propri eroi quasi come se avessero vinto.
Riconoscenti per le emozioni vissute. Un momento che passerà alla storia dello sport tout court, e per certi versi anche alla Storia del Paese: mai come in questi mondaili casalinghi una squadra sportiva ha rappresentato l’intera Nazione multietnica e con una totale identificazione reciproca.
Appunto: forse proprio per questo dopo aver vinto tutte le partite, quella contro la Finlandia compresa (3-1) nel girone) quella dei quarti e della semifinale (a suon di reti) per l’ennesima volta al momento decisivo il puck è sibilato a lato o è finito sui pali o sulla traversa: in totale siamo a 250 minuti senza reti in una finale mondiale!
Persino quando abbiamo avuto la possibilità di giocare quasi 2′ in 5 contro 3 si è visto come la paura di vincere, di essere i primi al mondo, ha paralizzato i muscoli, ha tolto lucidità alla testa, provocando addirittura errori sugli appoggi all’indietro che hanno mandato il puck fuori dal terzo offensivo, obbligando a perdere tempo e a ricominciare da capo. Non s’è mai visto un disastro, una paralisi del genere in doppia superiorità numerica.
La Svizzera si è veramente liberata dai complessi e dalla paura solo nei secondi 10 minuti del secondo tempo: qui abbiamo rivisto il miglior hockey al mondo in assoluto: la Svizzera formata da Urs Fischer sull’arco di 10 anni e ben diretta dall’ex giocatore del Lugano Cadieux, ha messo in mostra una perfetta sintesi dell’hockey schematico-collettivo dell’URSS e di quello veloce, potente e diretto del Canadà, con l’aggiunta di qualche colpo di genio di Malgin, Hischier e Andrighetto. C’è stato però anche qualche check violento e qualche fallaccio di troppo; da denuncia penale quello di Kukan che ha messo il bastone di traverso al collo dell’avversario.
A nulla è valso aver messo nella squadra ideale 3 rossocrociati: il portiere Genoni, il difensore Josi, miglior giocatore dei Mondiali in assoluto e l’attaccante Andrighetto. E tralasciamo le premesse per non aggiungere sale alla piaga: alla finale eravamo giunti con tutti gli indicatori a favore, a partire dal fattore campo,
Chiudiamo con le bellissime riprese televisive in mondovisione della SSR, che ora, dopo la sci alpino in lotta con gli austriaci, alle Olimpiadi potrebbe contendere l’hockey ai maestri canadesi con una cinquantina di inviati comodamente alloggiati e lautamente pagati dal CIO; che Tito ‘Pitagorico’ Tettamanti metterà sul conto degli inviati (a sbafo) della SSR…
A proposito: chissà come lo spettacolo della folla che canta per due settimane l’Inno Nazionale è stato preso dai 6 cavalieri dell’Apocalisse (della SSR) Gobbi, Zali, Quadri, Chiesa, Marchesi e Pamini: avranno ‘gufato’ contro per non concedere una carta importante alla SSR quando il Parlamento dovrà rinnovare la concessione? Certo: ora, malgrado la sconfitta, sarà più difficile togliere alla Radio-TV pubblica lo sport (oltre all’intrattenimento).
Il tentativo della cordata ‘Prima i Nostri’ di cedere lo sport e la Nazionale rossocrociata agli americani di Liberty Global-Sunrise e a Dazn (in agguato per il nostro calcio – per il Lugano) sará più difficile, a maggior ragione se anche i calciatori venderanno cara la pelle negli USA, in Messico e in Canadà ai Mondiali che i ticinesi (anche i genietti che hanno votato per togliere 100 franchi alla SSR) potranno seguire a costo zero.
Per poco ancora: a breve rischiano di pagare almeno da 500 a 1000 franchi (come gli inglesi) ‘on demand’ a gentile richiesta, come proposto da Paolo ‘Telefonino’ Pamini e dai suoi compagni di merenda.
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