L’America distratta dal cielo sopra Musk
Tra Marte, Area 51 e Ai, il racconto americano del futuro che intreccia finanza, potere e fantascienza
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Tra Marte, Area 51 e Ai, il racconto americano del futuro che intreccia finanza, potere e fantascienza
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Tra Marte, Area 51 e Ai, il racconto americano del futuro che intreccia finanza, potere e fantascienza
Di Duilio Gianmaria, La Stampa
È stata la settimana in cui tutti gli americani, e probabilmente anche una buona parte del mondo, hanno alzato gli occhi al cielo. Lo hanno fatto sicuramente gli analisti di Wall Street, alle prese con una delle più massicce operazioni finanziarie della storia recente: il debutto in borsa delle attività spaziali di Elon Musk. Un’operazione senza precedenti, capace di unire sotto un unico ecosistema finanziario sia i satelliti di Starlink – diventati in pochi anni una vera gallina dalle uova d’oro – sia le scommesse più complesse del suo impero.
Al di là delle valutazioni degli analisti, è interessante notare una coincidenza temporale simbolica. Proprio mentre l’universo aziendale di SpaceX dominava le cronache finanziarie, l’amministrazione americana ha dato il via a un’operazione “trasparenza” che i seguaci di teorie complottistiche e fantascientifiche hanno atteso per decenni. Su input della presidenza Trump, il Dipartimento della Difesa ha infatti inaugurato il sistema Pursue (Presidential Unsealing and Reporting System for Uap Encounters), un portale federale interamente dedicato alla pubblicazione dei file governativi sugli Ufo, oggi ufficialmente denominati Uap (Unidentified Anomalous Phenomena). Sul sito ufficiale, in cui si è accolti da una lettera di Trump, in puro stile grafico della serie Xfiles, che rivendica la sua dedizione alla trasparenza, sono stati rilasciati documenti storici, rapporti, fotografie e video precedentemente secretati, provenienti da archivi militari Fbi, Cia.
Acronimi di tre lettere Ipo (Initial Public Offering) e Ufo (Unidentified Flying Object) si incrociano così nell’immaginario collettivo. Da una parte, la narrazione di Musk vende al mondo l’opportunità di partecipare a una nuova avventura scientifica e tecnologica per portare colonie umane sulla Luna e su Marte; dall’altra, la divulgazione dei file viene presentata come una restituzione di verità storica su misteri nati intorno all’Area 51 e alla letteratura fantascientifica sui contatti con la vita extraterrestre. Trump invita gli americani a “divertirsi” nell’esplorare questi archivi, sebbene il Pentagono sottolinei che i materiali, pur contenendo casi ad oggi irrisolti o anomalie visive, non costituiscono una prova scientifica confermata dell’esistenza di vita extraterrestre.
Intanto mentre preannuncia una nuova stagione di avventure spaziali, Elon Musk sta costruendo un modello di società del tutto nuovo sulla Terra. In polemica con le politiche dello Stato della California, Musk ha progressivamente trasferito le sue attività in Texas. È qui che il suo sogno si fa cemento, diviso in due fulcri principali: Starbase a Boca Chica, nel sud del Texas, la città che ruota attorno ai lanci di Starship, con tanto di busto monumentale di Musk in una delle strade principali, e a Snailbrook, una vera e propria company-town in costruzione vicino ad Austin pensata per ospitare i dipendenti e familiari di Boring Company, SpaceX e Neuralink.
Queste città aziendali hanno già l’imprinting delle futuribili colonie extraterrestri autosufficienti: aree recintate e sorvegliate dove i dipendenti trovano ristoranti, complessi sportivi, scuole e sicurezza privata. Un ambiente isolato dal resto del mondo in cui le logiche aziendali prevalgono su quelle dell’amministrazione pubblica. La realizzazione di quel sogno di “città-stato indipendenti” ricorrente nei discorsi dello stesso Musk e del miliardario Peter Thiel. I due, legati fin dai tempi degli studi filosofici comuni sotto l’egida di René Girard, teorico della necessità di superare il “desiderio mimetico” che accomuna e perseguita l’umanità, hanno imparato a muoversi considerandosi strutturalmente diversi e quindi al di sopra dal resto della società.
Di fronte a una ricchezza che viaggia su cifre trilionarie, finanza e tecnologia vengono usate in modi del tutto nuovi, anche se, per molti analisti di Wall Street, i fondamentali economici reali delle sue aziende giustificherebbero appena la metà del loro attuale valore di mercato. La capacità narrativa di Musk rimane un asset potente per sedurre investitori e grandi banche d’affari. Lo dimostra il discorso sopra le righe con cui ha celebrato virtualmente il debutto a Wall Street, usando la metafora iperbolica sul consumo di una sostanza super-eccitante per descrivere l’euforia di un traguardo che nemmeno lui – ha detto – avrebbe mai osato immaginare.
Mentre la retorica si concentra sullo spazio, la realtà terrena mostra un quadro differente. Trump usa la pubblicazione di documenti finora secretati, come per distrarre l’opinione pubblica dal momento di forte tensione internazionale e di difficoltà macroeconomiche domestiche. Con un’inflazione che ha toccato cifre preoccupanti superando il 4% e i prezzi dei beni di prima necessità schizzati alle stelle, ampie fasce di popolazione devono affrontare il calo dei salari, l’impossibilità di pagare affitti adeguati e il rischio di imponenti licenziamenti provocati dall’arrivo dell’Ia: i cosiddetti “lavoratori poveri” diventano i veri extraterrestri del sistema: spesso invisibili e privi di tutele.
Wall Street scommette che l’Ia sia il motore per sostenere la crescita finanziaria anche a fronte degli immensi investimenti necessari alla sua implementazione. Tuttavia, il rischio concreto è che questi strumenti finiscano per concentrare ulteriormente il potere economico e decisionale in pochissime mani, squilibrando la società.
Il potenziale impatto di una gestione puramente algoritmica della società si è già visto durante l’esperienza di Musk alla guida dell’ente governativo per la razionalizzazione della spesa pubblica nei 90 giorni successivi del secondo mandato di Trump. Teorizzando che i sistemi di intelligenza artificiale possano vagliare l’efficienza di ogni singolo funzionario statale, Musk ha attuato tagli radicali basati su metriche di produttività algoritmica, portando alla chiusura di interi rami di amministrazione, come la storica agenzia di cooperazione Usaid.
Il cielo sopra Musk e sopra la Casa Bianca, come nella tragicomica commedia “Don’t Look Up”, rischiano di diventare la metafora del tragico fallimento dell’umanità, divisa tra negazionismo e speculazione: strumenti di fascinazione tecnologica e politica che, se non analizzati con occhio critico, rischiano di distrarre dalle questioni reali che continuano a consumarsi qui sulla Terra, da cui potrebbe, prima o poi, arrivare il celebre allarme della missione Apollo 13: “Houston, abbiamo un problema”.
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