Quel volo speciale di stamattina da Zurigo a Bagdad
Ha riportato in patria richiedenti asilo iracheni: in un paese che il nostro ministero degli esteri non considera sicuro, e sconsiglia ai turisti svizzeri - Di Immacolata Iglio Rezzonico
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Ha riportato in patria richiedenti asilo iracheni: in un paese che il nostro ministero degli esteri non considera sicuro, e sconsiglia ai turisti svizzeri - Di Immacolata Iglio Rezzonico
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Che cosa c’è di così urgente da dover essere trasportato in una nazione dove la situazione rimane confusa e instabile, la sicurezza non è garantita, sono da prevedere attentati e attacchi con missili e granate, e così via? Sicuramente “qualcosa” di molto importante se addirittura è previsto un volo speciale con tutti i costi sia in termini di personale coinvolto, che economici, che questo comporta. Si stima che nel 2023 il costo dei voli speciali dalla Svizzera sia stato di circa 2,5 milioni di franchi. Eppure, nonostante la violenza generalizzata del paese di destinazione e i costi ingenti, il volo è stato effettuato. Cosa c’era quindi a bordo?
Esseri umani.
Si potrebbe sestenere che per gli esseri umani è giusto investire anche ingenti somme di denaro. Ma per gli esseri umani è giusto essere portati in luoghi non sicuri? Su quell’aereo vi erano persone espulse dalla Svizzera, cioè persone che hanno commesso un reato per il quale hanno espiato la pena prevista, alla quale però automaticamente si aggiunge l’espulsione.
Su quell’aereo c’era un padre, un fratello, un fidanzato di persone e famiglie che sono in Svizzera da più di 10 anni, e che non sono nemmeno riuscite a salutare il proprio familiare con un abbraccio, perché prima del volo, i “trasportati” vengono rinchiusi nel carcere amministrativo.
E tutto questo solo perché sono nati in un paese diverso dalla Svizzera. Sì, perché a parità di pena un cittadino svizzero non perde la cittadinanza, non viene esiliato (e ci mancherebbe, ha già scontato la sua pena). Ma allora perché la pena inflitta allo straniero a parità di reato deve essere più gravosa? La Costituzione svizzera nel preambolo recita: “La forza di un popolo si commisura al benessere dei più deboli dei suoi membri”, e all’art. 8 dice: “Tutti sono uguali davanti alla legge. Nessuno può essere discriminato, in particolare a causa dell’origine”. Ma dove è realmente questa uguaglianza giuridica, nel caso concreto, se per lo stesso reato lo straniero viene punito più gravemente?
E ancora, dove è la tutela della dignità della persona, sancita all’art. 7 della Costituzione, se nemmeno si dà la possibilità ad un padre di salutare le figlie, nate in Svizzera e qui residenti ormai da circa 14 anni? Dove è la tanto decantata umanità e civiltà svizzera? Solo sulla carta, come giustificazione che permette a politici e funzionari di lavarsi la coscienza, mentre mettono in atto sistemi discriminatori e lesivi della dignità umana e dei diritti fondamentali.
I diritti non sono assodati e acquisiti per sempre, possono essere persi e tolti, e il fatto che nazioni che si professano culle di civiltà e diritto non li applichino ad una buona fetta di essere umani, i più deboli, deve spronarci a metterci in moto per chiedere a gran voce che davvero la dignità della persona venga rispettata e protetta, e che tutti siamo uguali, senza alcuna discriminazione.
L’avv. Immacolata Iglio Rezzonico è specialista della migrazione
Nell’immagine: il volo speciale FHY928 per Bagdad, partito alle 8.01 dall’aeroporto di Kloten e atterrato alle 14:37 (ora locale)
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