Clima estremo, in Europa 35mila morti per il caldo

Clima estremo, in Europa 35mila morti per il caldo

I NUMERI DEL "GUARDIAN" Relativi a solo metà continente e non ancora aggiornati all’intero mese di agosto, aggraveranno ulteriormente il quadro una volta completi


Redazione
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Clima estremo, in Europa 35mila morti per il caldo
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Di Bianca Lattanzi, il manifesto

 

Circa 35mila persone in più sono morte quest’estate in Europa per il caldo, la cifra è ancora provvisoria. Ieri il Guardian ha riportato questi numeri, relativi a solo metà continente e non ancora aggiornati all’intero mese di agosto. I dati completi aggraveranno ulteriormente il quadro. Tra domani e venerdì, infatti, è attesa una nuova ondata di calore che colpirà in particolare le regioni del Sud Italia.

A oggi, le quattro canicole consecutive hanno battuto ogni record. Solo nei tre paesi più grandi dell’Unione Europea (Germania, Francia e Spagna), l’eccesso di mortalità ha già superato le 25mila unità. L’Oms a maggio ha dichiarato che la mortalità legata al caldo nella regione europea è aumentata di oltre il 30% negli ultimi 20 anni ed è destinata a crescere significativamente.

Tutto questo ha effetti preoccupanti non solo sulla salute delle persone, ma anche su quella dell’agricoltura europea. A dirlo è l’ultimo bollettino mensile Jrc Mars, pubblicato dal Centro comune di ricerca della Commissione europea. Il caldo e la siccità stanno compromettendo le colture estive e la disponibilità di foraggio in tutta l’Europa occidentale e centrale: in particolare in Francia, Germania meridionale, Italia settentrionale e centrale, Austria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria e Romania occidentale. Si parla di un calo dei raccolti estivi fino al 14% rispetto agli ultimi cinque anni.

A catena, la carenza di foraggio ha ridotto la disponibilità di pascoli e l’accumulo di biomassa. Per l’Italia Coldiretti ha stimato danni complessivi superiori ai 3 miliardi di euro e perdite di produzione tra il 30 e il 50%. Ha anche evidenziato la situazione variegata nelle varie regioni italiane: alcune colpite da costante siccità, altre da piogge concentrate e improvvise, che però non riescono a compensare mesi di deficit idrico e possono anzi trasformarsi in un ulteriore fattore di rischio.

 

Nell’immagine: gli effetti di un incendio in Francia, luglio 2026

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