Kiev brucia. I russi mobilitano una forza d’assalto colossale contro l’Ucraina
Mosca aveva annunciato un’offensiva “senza precedenti” contro la capitale, ma l’attacco è stato esteso a tutto il Paese
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Mosca aveva annunciato un’offensiva “senza precedenti” contro la capitale, ma l’attacco è stato esteso a tutto il Paese
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Mosca aveva annunciato un’offensiva “senza precedenti” contro la capitale, ma l’attacco è stato esteso a tutto il Paese
Di Gianluca Di Feo, La Repubblica
Il grande attacco promesso dal Cremlino contro Kiev è cominciato alle due di notte: tredici le vittime e decine di feriti. Dozzine di missili d’ogni tipo hanno iniziato a cadere sulla capitale ucraina. L’orizzonte è stato squarciato dalle esplosioni e dagli incendi, mentre una parte della città è rimasta senza energia elettrica: il cielo di interi quartieri si è tinto di rosso.
Il bollettino dei danni viene aggiornato in continuazione: a Kiev tre palazzi residenziali, uno dei quali di ventiquattro piani, sono stati avvolti dalle fiamme. Ci sarebbero numerose persone intrappolate sotto le macerie di un altro edificio. Vittime a Dniproe a Kharkiv, tra cui un bambino. Ma il bilancio è provvisorio perché l’incursione è ancora in corso. Nella capitale la popolazione si è riversata in massa nelle stazioni sotterranee della metropolitana: sono affollate anche le banchine accanto ai binari.
La scorsa settimana Mosca aveva annunciato un’offensiva “senza precedenti” contro Kiev. Il ministro degli Esteri Lavrov ha invitato gli stranieri e il personale diplomatico a lasciare la città: una minaccia ripetuta nel colloquio con il segretario di Stato Rubio, senza che da parte statunitense ci fosse la minima reazione. A Berlino giovedì c’è stata una riunione d’emergenza con l’inviato di Zelensky, Umerov, e i rappresentati di Francia, Germania e Gran Bretagna. Nulla però ha fermato i piani di Putin.
Ieri poco prima della mezzanotte i russi hanno mobilitato una forza d’assalto colossale, sincronizzando ondate di ordigni contro il territorio ucraino. Almeno cinque bombardieri Tu 95 e Tu 160 hanno scagliato una ventina di missili cruise; altri sedici sono partiti dalle navi dislocate nel Mar Caspio. Poi sono entrate in azione le rampe semoventi dei missili balistici Iskander-M, i più potenti e veloci. Quindi è stata la volta della flotta del Mar Nero con gli ipersonici Zircon. Contemporaneamente un centinaio di droni Shahed ha varcato i confini puntando su diversi centri abitati del Paese.
Stando alle immagini di alcuni video, i russi avrebbero usato anche testate a grappolo. Uno dei raid è stato diretto contro una delle batterie di Patriot che fa scudo alla capitale. Il tentativo di eliminare le difese contraeree porta a ipotizzare che altre raffiche verranno scagliate nelle prossime ore. I radar hanno avvistato sedici missili in partenza dal mare e altri bombardieri si sono alzati in volo.
Nell’immagine: Kiev, rifugiati nelle stazioni della metropolitana
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