Ccà nisciuno è fesso
Caso Zali: domande senza risposte, mentre il Ticino democratico non vuole essere vittima di meccanismi di dossieraggio
Filtra per rubrica
Filtra per autore/trice
Caso Zali: domande senza risposte, mentre il Ticino democratico non vuole essere vittima di meccanismi di dossieraggio
• – Manuele Bertoli
Il paese "delle minoranze" cerca di evitare la guerra regionale, che invece Donald Trump vorrebbe
• – Aldo Sofia
FRONTIERE È il terzo paese dopo Germania e Svizzera e mostra il fallimento delle politiche di Meloni. Il patto sull’asilo voluto dalla premier potrebbe riportare 24mila persone in Italia
• – Redazione
Di Lucetta Scaraffia, La Stampa Dacia Maraini sul Corriere della sera, ricordando la triste condizione delle donne afghane, non ha fatto il nome dei loro oppressori, cioè degli islamisti. E perché, accanto alle afghane, non ha magari ricordato anche le iraniane, che soffrono sotto lo stesso giogo? E invece non ha alcuna remora a indicare […]
• – Redazione
AMERICA OGGI Alle primarie Angie Nixon prevale sul favorito Vindman. Caccia aperta al seggio del Senato che fu dell’attuale segretario di Stato
• – Redazione
Incontro con l'ex Presidente della Confederazione e Consigliera federale PS, parlando di antifascismo, neutralità, impegno e... felicità
• – Pepita Vera Conforti
l'allarme nello studio di tre specialisti della Banca centrale europea. Previsione attendibile?
• – Aldo Sofia
La condanna e la preoccupazione della "società civile" per la presenza a Lugano, domani 20 agosto, della squadra israeliana Maccabi Tel Aviv, fortemente compromessa con le stragi di Gaza e già al centro di violenze ad Amsterdam e altrove
• – Redazione
La Germania congela il trasferimento della “dublinante” somala
• – Redazione
Nei prossimi anni una parte del pianeta non sarà abitabile per la siccità e le temperature troppo elevate
• – Redazione
Caso Zali: domande senza risposte, mentre il Ticino democratico non vuole essere vittima di meccanismi di dossieraggio
Questo articolo ci è stato inviato un giorno prima della notizia del decesso della signora “X” nelle acque del Ceresio. La tragedia, su cui dovrà far luce la magistratura, non muta le domande di natura politica contenute nell’articolo
Le dimissioni del mio ex collega Claudio Zali sono avvenute per motivi che si spiegano da sé, talmente evidenti da averlo condotto a questa inevitabile decisione in maniera molto rapida. Non è mia intenzione esprimere considerazioni su questa vicenda, che appartiene già al passato, anche se il cambio in Governo avverrà solo a fine settembre; ma siccome, come moltissime altre persone, tengo al sistema democratico, non posso esimermi dal dirmi stupito del fatto che, in un Cantone nel quale si discute di tutto, anche di parecchie quisquilie, poco spazio abbiano avuto ed abbiano gli interrogativi attorno ad alcuni elementi della vicenda che hanno portato a questo risultato, che finora ho sentiti espressi solo da Anna Biscossa (non uso più i social media, per cui non so cosa sia successo in quel contesto particolare).
Il concatenamento temporale degli avvenimenti qui descritti e le valutazioni su svantaggi e vantaggi da essi prodotti non può non generare il dubbio che il Ticino abbia assistito in piena estate 2026 a un’operazione orchestrata volta ad influenzare la composizione del Consiglio di Stato e forse i risultati delle prossime elezioni per il Governo.
A prescindere dalle motivazioni più che fondate delle dimissioni di Zali, su cui come detto non entro, e dal fatto che è noto che purtroppo la cosiddetta lotta politica non avviene solo dibattendo su temi e visioni, risulta infatti davvero difficile credere che la diffusione a nove mesi dalle elezioni di parti della registrazione di quattro anni fa e del messaggio email di sei anni fa costituisca una concatenazione casuale di eventi. Come si dice a Napoli “Ccà nisciuno è fesso”, o tiene particolarmente a passare per tale. Troppe sono le domande ancora aperte che sono venute anche a uno come me, in generale non sospettoso verso gli accadimenti o le persone, domande alle quali è necessario dare risposte inequivocabili se si ha a cuore il buon funzionamento del sistema democratico.
Le risposte a queste domande sono di natura politica e servono a capire se quella che appare chiaramente come una concatenazione di troppe coincidenze sia il frutto di un timing preordinato da qualcuno o no. Sono risposte dovute al Ticino democratico, che vuole sperare di non essere vittima di meccanismi di dossieraggio e di scandali pianificati ad orologeria. Intendiamoci bene, i fatti di rilevanza pubblica è bene che siano resi noti, non c’è alcun dubbio, ma questo deve accadere senza agendarli in base alle convenienze di qualcuno.
Il cosiddetto caso Hospita ha già mostrato che, in certe circostanze, le istituzioni sono attente rispetto ai maneggi che le toccano da vicino, e che i media non sono da meno, per cui non vi è ragione di girare la faccia dall’altra parte a proposito delle tante coincidenze che hanno caratterizzato gli avvenimenti di questa calda estate.
Se le risposte saranno convincenti io sarò tra i primi ad esserne felice, ma non mi va di essere tra quelli che oggi fingono di non vedere la famosa mucca in corridoio di bersaniana memoria, attendendo che essa muggisca e non possa più essere ignorata.
Le circostanze da chiarire potrebbero anche avere dei risvolti penali, perché potremmo anche essere di fronte ad un’istigazione a commettere un reato, quello previsto dall’’art. 179ter CPS inerente alle registrazioni non autorizzate, rispettivamente alla mancata denuncia di un potenziale abuso di autorità regolato dall’art. 312 CPS; ma di queste cose deve occuparsi il Ministero pubblico, che sa certamente fare il suo mestiere.
In attesa di risposte convincenti da chi le ha, mi auguro che l’unica risposta non sia la classica tanatosi da opossum, quell’atteggiamento per il quale si finge la morte per non farsi coinvolgere dagli avvenimenti, e che le prossime elezioni avvengano in un clima di sano confronto sui temi e non su altro. Alla luce di quanto successo, vedremo anche se, alla destra dello scacchiere politico, esse si terranno davvero con due liste separate per il Governo, come sembra essere stato deciso prima degli avvenimenti di luglio, o con una sola: cambiare opinione su questo tema malgrado i solenni proclami pubblici del recente passato è perfettamente legittimo, ma inevitabilmente aggiungerebbe altre coincidenze alle tante a cui abbiamo già assistito.
Il coraggio dei birmani e l’inerzia della comunità internazionale
Un verdetto di estradizione verso gli Stati Uniti contro diritti umani, libertà di stampa e verità storica