Piero Marchesi, il problema non è il canone RTV ma il “badge”
Il consigliere nazionale che guida la battaglia contro la SSR regala da anni le chiavi di Palazzo federale al lobbista di una multinazionale straniera dei media. Per amicizia, ovviamente.
Filtra per rubrica
Filtra per autore/trice
Il consigliere nazionale che guida la battaglia contro la SSR regala da anni le chiavi di Palazzo federale al lobbista di una multinazionale straniera dei media. Per amicizia, ovviamente.
• – Federico Franchini
Tony Podesta, lobbysta e fratello dell’ex capo di gabinetto di Bill: “Ha fatto arrabbiare troppi elettori, presto sarà un’anatra zoppa”
• – Redazione
La morte del primo ministro svedese nel 1986 è coincisa con l’inizio del declino delle socialdemocrazie. Cosa non funziona più?
• – Redazione
Il suo popolo è abbandonato da Trump e Putin
• – Redazione
I dazi sono illegali ma non mancano al presidente i mezzi legali per trovare altre soluzioni. Regna comunque la massima incertezza sugli eventuali rimborsi
• – Aldo Sofia
Gli indecenti proclami del ministro Salvini, e la lezione di civiltà giuridica e istituzionale della magistratura
• – Gino Banterla
TERRA RIMOSSA Netanyahu e il ministro suprematista Ben Gvir verso l’approvazione definitiva della legge sulla pena di morte in Israele per i palestinesi della Cisgiordania occupata
• – Redazione
Kiev, Gaza, Iran: il Tycoon punta su «risultati presentabili» in un’America divisa sul fronte interno
• – Redazione
Un disastro la rete idrica, il governo centrale corre ai ripari contro la nuova emergenza
• – Carla Ferrari
L'intervento del rappresentante di Mendrisiotto Regione Aperta nel dibattito "Remigrazione è deportazione" organizzato dal PS di Lugano e da Naufraghi/e in risposta alla paventata manifestazione neofascista che avrebbe dovuto tenersi in città il 21 febbraio
• – Aldo Sofia
Il consigliere nazionale che guida la battaglia contro la SSR regala da anni le chiavi di Palazzo federale al lobbista di una multinazionale straniera dei media. Per amicizia, ovviamente.
Da anni frequenta regolarmente i corridoi di Palazzo federale. Durante le sessioni parlamentari, stringe mani, dispensa consigli, organizza serate a tema e offre da bere a destra e a manca. Anche se soprattutto a destra. Jürg Aschwanden è dal 2009 il lobbista della multinazionale delle telecomunicazioni Liberty Global. Per promuovere tra deputati e deputate i desiderata dei suoi padroni, Aschwanden ha bisogno di accedere agli spazi non pubblici del Parlamento durante le sessioni. Per anni questo lasciapassare gli è stato garantito da due parlamentari di destra ticinesi: prima Lorenzo Quadri (Lega), poi, dal 2022, Piero Marchesi (UDC).
In una lettera pubblicata di recente sul Corriere del Ticino (Il problema non è il badge, ma il canone radiotv) lo stesso Marchesi ha preso posizione sulla questione, emersa nell’ambito della campagna sull’iniziativa “200 franchi bastano!” che vuole dimezzare il canone del servizio pubblico radiotelevisivo. Il consigliere nazionale, tra i principali fautori dell’iniziativa, scrive che il “tema vero” non è questo badge, ma il canone “più alto d’Europa e un’azienda pubblica che si è estesa ben oltre il mandato di base”.
Il tema del pass è però tutt’altro che marginale. Soprattutto in una democrazia di milizia come quella svizzera, dove i gruppi d’interesse giocano un ruolo di primo piano. Concedere il badge a Jürg Aschwanden non è un favore innocuo a “un amico”, ma è la concessione di un canale privilegiato di pressione sul processo legislativo, in particolare quando esso riguarda questioni legate al mercato radiotelevisivo e delle telecomunicazioni. Certo, concedere l’accesso a Jürg Aschwanden è un atto lecito, rispettoso delle regole parlamentari. Tutti i deputati possono scegliere due persone a cui dare libero ingresso a Palazzo federale durante le sessioni parlamentari, permettendo loro di interagire con i legislatori nel momento in cui prendono decisioni politiche di primaria importanza.
L’analisi dei destinatari di questa chiave d’accesso illustra le sensibilità e gli interessi difesi dai politici federali. Soffermiamoci sui consiglieri e la consigliera nazionale ticinese: Greta Gysin e Giorgio Fonio hanno invitato dei rappresentanti del mondo sindacale, Alex Farinelli e Bruno Storni dei rappresentanti dell’amministrazione cantonale, Paolo Pamini e Lorenzo Quadri due lobbisti professionisti, vicini al mondo del padronato. Piero Marchesi ha invece scelto di invitare l’uomo di Liberty Global, Jürg Aschwanden. Una scelta lecita, ma non trascurabile rispetto all’acceso dibattito sul finanziamento del servizio pubblico. Una scelta che ci dice soprattutto quali siano gli interessi che il nostro primanostrista difende e in qualche modo rappresenta: quelli di una multinazionale anglo-olandese con sede fiscale nelle Bermuda, i cui maggiori azionisti sono il miliardario statunitense John Malone e una serie di fondi speculativi a stelle e strisce.
Marchesi ha spiegato la sua scelta “trasparente” affermando che Aschwanden è “anche un amico” e che Liberty Global, tramite Sunrise, impiega quasi 3.000 persone in Svizzera. Qui non si tratta però di amicizia, ma di soldoni. Liberty Global è tra i principali concorrenti privati nei servizi che l’iniziativa “200 franchi bastano!” vorrebbe togliere dal controllo della SSR. Prendiamo lo sport: Sunrise, società di Liberty Global, controlla MySports, un canale a pagamento (da 30 franchi al mese) che offre contenuti sportivi, in particolare l’hockey su ghiaccio, e che avrebbe tutto da guadagnare da un indebolimento della SSR.
È qui che sta il conflitto d’interesse sostanziale, sottaciuto da Marchesi: lui che guida la battaglia per dimezzare il finanziamento della SSR (100% svizzera) – con effetti potenzialmente devastanti sull’impiego, sull’informazione regionale, le minoranze linguistiche e sulla pluralità dei media – è lo stesso che garantisce l’accesso privilegiato, da anni, al lobbista di una multinazionale straniera concorrente che potrebbe trarre un beneficio economico diretto da un indebolimento del servizio pubblico radio-tv. Poco importa se vi sia o meno un vantaggio personale dimostrabile. Basta la sovrapposizione evidente tra l’agenda politica di Marchesi e l’interesse commerciale di Liberty Global. Ma tranquilli: lui lo fa per amicizia.
Pubblicato da Areaonline
Numerosi colleghi, ricercatori e amici hanno festeggiato a Bellinzona il dottor Franco Cavalli, al quale è stato recentemente assegnato il prestigioso premio alla carriera dall’AACR, la più importante associazione mondiale di ricerca sul cancro
Filippine al voto: la corruzione dell’ecosistema informativo per Maria Ressa, Premio Nobel per la pace, e CEO di “Rappler”, è una delle più grandi crisi del nostro tempo