Si abbia il coraggio di andare fino in fondo
Un commento a margine delle parole pronunciate dal presidente Dadò davanti al Comitato cantonale del Centro
Filtra per rubrica
Filtra per autore/trice
Un commento a margine delle parole pronunciate dal presidente Dadò davanti al Comitato cantonale del Centro
• – Aurelio Sargenti
La Svizzera chiede di arrestarlo, gli USA gli concedono un visto multiplo. Il DFE non commenta
• – Redazione
In Sassonia-Anhalt l'estrema destra di AfD punta al governo di un Land per la prima volta dal 1945. Un test per Merz e per l’Europa
• – Redazione
Domani l’esecutivo raggiunge il record di longevità. Quattro anni sull’ottovolante che invece la premier intende festeggiare con tutti gli onori. Assenti (solo collegati) i due vice, alla kermesse in Puglia
• – Redazione
EVENTI ESTREMI I pescatori del Perù lo chiamavano El Niño (Gesù bambino) perché compariva abitualmente intorno al Natale. Ma mai aveva avuto una tale portata
• – Redazione
EL NIÑO La probabilità che nel prossimo inverno l'anomalia climatica sia molto forte era stimata dalla Noaa al 25% in aprile ed è ora superiore al 90%. Il Pacifico è in allerta
• – Redazione
La seconda inchiesta penale contro Zali spinge finalmente il Consiglio di Sato a chiedere il suo abbandono immediato, o l'azzeramento dei suoi incarichi
• – Aldo Sofia
Nel quadro della campagna sull’iniziativa popolare sulla neutralità, il fronte del “sì” rivendica il ritorno una neutralità “tradizionale”. Ma questo modello è mai esistito davvero oppure la neutralità è un concetto che si è costantemente adattato ai cambiamenti storici?
• – Redazione
CAMPO LARGO Il problema più serio che ha oggi la sinistra, nell’imminenza delle elezioni, è la mancanza di un vero programma
• – Redazione
Di Gabriele Segre, La Stampa La politica europea vive da sempre ad “emergenza alternata”. Succede da anni. Quest’estate, però, tra temperature estreme, fiumi in secca e tensioni migratorie, la giostra degli allarmi ha dato il meglio di sé. A ogni aumento degli sbarchi o nuovo record del termometro, anche il dibattito politico è puntualmente […]
• – Redazione
Un commento a margine delle parole pronunciate dal presidente Dadò davanti al Comitato cantonale del Centro
«Quanto abbiamo visto in questi mesi non è nient’altro che il risultato del degrado che per decenni ha sdoganato quasi senza ostacolo l’insulto, il dileggio e l’arroganza muscolosa nell’esercizio del potere quale metodo “normale” e sistematico nel dibattito politico e nella condizione della cosa pubblica, oggi spudoratamente gestita da alcuni come se fosse cosa propria. In questi anni si è permesso per paura, quieto vivere e persino torna conto personale, al malandazzo e alla sguaiataggine di attecchire, dilagare e prender casa all’interno delle istituzioni. […]. Questo ha finito per abbassare ampiamente l’asticella del tollerabile; ha reso accettabile e normale, nell’opinione pubblica e nelle istituzioni, l’inaccettabile e l’anormale. In questo modo abbiamo abbassato le difese nel paese, che è stato anestetizzato e che ha finito per non sentire più il dolore- […]. Le responsabilità principali di preoccupante degrado le hanno coloro che hanno promosso e continuano a promuovere queste modalità da quarto mondo, che non hanno nulla a che fare con la nostra cultura e con i valori che ci hanno trasmesso i nostri antenati. Queste persone hanno nome e cognome; alcune sono conosciute, sono vive e altre defunte. […]. Proprio coloro che promettevano urbi et orbi di voler combattere il tavolo di sasso, hanno finito per confondere lo Stato (che è esclusivamente proprietà dei cittadini) con la propria credenza di casa, dalla quale servirsi a piacimento, loro e i loro amici» («laRegione», 3 settembre).
Queste sono le dure, ma giuste parole dette ieri (2 settembre) da Fiorenzo Dadò al Comitato cantonale del Centro riunito a Bellinzona. Parole che condivido, una per una. Mancano però i nomi «delle persone» responsabili di questo «preoccupante degrado», i nomi di coloro che «hanno promosso e continuano a promuovere queste modalità da quarto mondo».
È facile immaginare che il presidente Dadò parlasse della Lega e del “Mattino della Domenica”. Perché non dirlo apertamente? Anche questo ‘tacere’ contribuisce al degrado culturale o, se vogliamo essere terre à terre , alla maleducazione, alla villania, alla insolenza in cui è precipitato il nostro Paese. Il quale forse potrà consolarsi, visto il sito che ospita questo mio breve scritto, con l’espressione latina Commune naufragium omnibus solacium, cioè “Un naufragio collettivo è un sollievo per tutti”.
Insomma: giusto denunciare, anzi è sacrosanto, ma si abbia anche il coraggio di farlo bene, andando fino in fondo (intendo: fino in fondo alla decenza, non alla indecenza). Come ci ricordava Max Frisch ci vuole Zivilcourage.
Nell’immagine: Fiorenzo Dadò in una recente apparizione al Quotidiano (RSI)
Europei: l’Oscar del Peggio (e relative “nomination”)
Secondo il Tesoro americano “avendo omesso di applicare le misure antiriciclaggio, Binance ha permesso a un ampio ventaglio di attori criminali di realizzare degli scambi attraverso la sua piattaforma”; tra gli altri, movimenti come Al Qaida e il braccio armato di Hamas