Il prossimo 8 marzo si vota sull’iniziativa “200 franchi bastano!”, che vuole portare il canone radio-tv da 335 a 200 franchi per ogni economia domestica ed esonerare completamente le aziende. L’iniziativa è promossa dalla destra e da alcuni ambienti economici che, col pretesto di sgravare la cittadinanza (27 centesimi al giorno), vogliono affossare il servizio pubblico, aprendo la strada agli interessi privati e alla disinformazione. Ma chi sono i promotori? Quali interessi nascondono? E soprattutto: cosa perderemmo senza un servizio pubblico forte e indipendente?
A COME ASCHWANDEN
Jürg Aschwanden è il lobbista svizzero della multinazionale anglo-americana-olandese delle telecomunicazioni Liberty Global (proprietaria di UPC-Sunrise). L’uomo è un habitué di Palazzo federale. Dal 2017 al 2022 ha potuto accedere alle sale private del Parlamento grazie al pass rilasciatogli da Lorenzo Quadri. Poi, il rappresentante della concorrenza estera alla SSR, si è affidato a un altro sovranista ticinese: Piero Marchesi. Alla faccia del prima i nostri!
B COME BOLLORÉ
Il miliardario bretone Vincent Bolloré controlla sempre più il paesaggio mediatico in Francia. Il suo modus operandi: acquisizioni aggressive e imposizione di una linea editoriale di estrema destra. Attraverso le sue testate, su tutte il canale CNews, vengono propagate en continu discorsi razzisti, reazionari e complottisti. Un modello che gli anti-SSR sognano di veder riprodotto in Svizzera.
C COME CRANS-MONTANA
La strage di Capodanno ha dimostrato cosa significa informazione corretta e servizio pubblico: presenza, rigore, empatia, serietà, spirito critico. Non sciacallaggio, urla, rutti e flatulenze come fatto da certe testate vicine alla destra italiane. Le stesse a cui si ispiravano i detrattori ticinesi della radio-tv pubblica. Fino a quando la shitstorm meloniana non si è abbattuta sull’infallibile Elvezia.
D COME DEMOCRAZIA
La Svizzera è un paese plurilingue e multiculturale. Per essere davvero viva, la democrazia elvetica deve contare su un’informazione plurale, equilibrata e indipendente che solo un servizio pubblico efficace e dotato di mezzi può garantire. Voler dimezzare la SSR significa minare le basi democratiche e la coesione nazionale. Curioso che a farlo siano i sedicenti nazionalisti con l’alabarda.
E COME ERRORI
Certo, anche la SSR ne ha fatti, di errori: licenziamenti, centralizzazione, esternalizzazioni, un certo appiattimento dell’offerta e delle produzioni, magari una mancanza di empatia col pubblico. Si può sempre fare meglio. Ma dimezzare il canone non risolverà questi problemi, li aggraverà: meno soldi significano più tagli, più centralizzazione, meno qualità.
F COME FICTION
“La linea della palma”, ultima fiction targata RSI, ha tenuto molti incollati allo schermo, portando alla ribalta una Lugano sconosciuta e un intreccio tra mafiosi, mercanti d’arte e banchieri. Ogni anno la SSR sostiene finanziariamente (e tecnicamente) decine di produzioni svizzere di film, serie tv, podcast, e documentari che non solo generano valore culturale, ma anche un importante indotto sul territorio.
G COME GRIGIONI
Un radiogiornale in italiano, dal lunedì al venerdì, sull’attualità grigionese. Ina societad rumantscha da radio e televisium (RTR) che occupa 130 persunas che preschentan las novitads quotidianas (telesguard) ed in emettur da radio che emetta adina live. Evviva la diversità linguistica.
H COME HOSPITA
Il caso politico che da oltre un anno tiene banco in Ticino è trattato con rigore e obiettività dai giornalisti RSI. Ma c’è chi vuole zittirli. Due persone coinvolte nella vicenda le hanno chiesto 80.000 franchi per torto morale. Un grave tentativo di imbavagliare la stampa che va fermato. Come? Mantenendo forte il servizio pubblico radiotelevisivo.
I COME INCHIESTE
Certo, anche la RSI potrebbe fare meglio e di più. Ma le buone inchieste costano: ci vogliono tempo e risorse che solo un servizio pubblico forte può permettersi. Non solo. Le buone inchieste sono scomode: servono spalle larghe, oltre a un buon servizio giuridico. L’alternativa? Gianni Righinetti e altre cheerleader del potere.
L COME LAVORO
La RSI impiega direttamente 983 posti equivalenti a tempo pieno (ETP) e genera indirettamente altri 452 posti di lavoro. Totale: 1.435 ETP nella Svizzera italiana. Se il budget fosse dimezzato… fate voi il calcolo.
M COME MATTER
Il consigliere nazionale UDC Thomas Matter, 278esima fortuna svizzera, proprietario di una banca e di società immobiliari, rappresenta l’apice della contraddizione degli anti-SSR. Uomo delle lobby e del capitale, parla di fatica ad arrivare alla fine del mese, di cinghie da tirare, di pigioni e premi sempre più elevati. Il tutto per giustificare il dimezzamento del canone. Quel culot, si direbbe in francese.
N COME NETFLIX
Con una quota di mercato del 26% nel quarto trimestre del 2025, Netflix (costo annuo: dai 178 ai 350 franchi) mantiene la posizione di leader in Svizzera. Ma occhio alla crescita dell’8% di Play Suisse. La piattaforma della SSR (gratuita, dedotto il canone) guadagna posizioni a suon di produzioni di qualità, confermando il ruolo del servizio pubblico nell’ecosistema digitale.
O COME OLIMPIADI
Fra una settimana iniziano le Olimpiadi di Milano-Cortina e già li vediamo gli anti-SSR scatenarsi davanti alla tv per le discese di Odermatt o le partite della Nati di hockey. Ma anche per le altre gare, dallo snowboard al bob, dallo short track al biathlon. Tutto gratis (canone a parte) e in tre lingue. Costo annuo abbonamento Blue Sport: 418 franchi.
P COME PROFESSIONI
Animatrice radio, apprendista, archivista, documentalista, elettricista, giornalista, grafica, montatrice, produttrice di programmi, regista, scenografa, social media manager, sviluppatore di software, tecnico del suono, truccatore, videomaker. Eccetera eccetera. Alla RSI ci sono circa settanta ruoli professionali. Un patrimonio che va salvaguardato. Alla faccia di chi dice che per fare tv serve solo un telefonino.
Q COME QUADRI
Leader indi$cu$$o degli iniziativi$ti, sono anni che starnazza contro la “casta di Comano”. Lui che di fatto la incarna, la ca$ta: municipale di Lugano dal 2008 (uella!), con$igliere nazionale dal 2011 (uella!), direttore del Mattino dal 2013 (uella!). Un uccellino ci ha detto che l’odio per la RSI è figlio di un’ossessione che lo porta a vedere tutto come “propaganda islamo-gauchista”. Comprese le vetture italiche fuori parcheggio. Zio Bill!
R COME REGAZZI
Dovrebbe rappresentare gli interessi del Ticino a Berna. In realtà smania solo per le lobby che lo foraggiano come una manzetta. Si scandalizza perché le imprese devono pagare tra lo 0,005 e lo 0,032% della loro cifra d’affari in canone. Definisce “mentalità assistenzialista” l’indotto generato in Ticino dalla RSI e la chiave di reparto che porta al Sud delle Alpi il 22% del budget SSR di fronte a un pagamento del 4% del canone. Tracotante e supponente, come sempre.
S COME SUPINO
Azionista e presidente di TX Group, il più grande gruppo mediatico svizzero, Pietro Supino attacca con costanza la SSR, chiedendo che si ritiri dall’offerta online. Concorrenza sleale, la chiama. Lui che ha già cannibalizzato il paesaggio mediatico svizzero a colpi di acquisizioni, ristrutturazioni e licenziamenti. Affossare il servizio pubblico sarebbe l’ultimo passo verso un dominio ancor più brutale.
T COME TRUMP
Omicidio dell’ICE a Minneapolis: Fox News titola “Pericolosi radicali di sinistra cercano di gettare discredito sulla polizia”. Quando la disinformazione diventa normalità politica, non stupiamoci se gli statunitensi hanno scelto Donald Trump, il presidente delle verità alternative. Se passa l’iniziativa sul canone, già la immaginiamo una Füchsli News in Schwiizerdütsch diretta dall’UDC Roger Köppel.
U COME UDC
Predicano sovranità, ma aprono le porte ai lobbisti delle multinazionali. Si sciacquano la bocca sui valori svizzeri, ma sognano una tv all’americana. Parlano di democrazia diretta ma vogliono zittire l’unico media che dà voce a tutte le regioni linguistiche. Albert Rösti, consigliere federale e presidente del partito, è il primo firmatario dell’iniziativa 200 franchi bastano. Oggi guida il dipartimento delle telecomunicazioni dove ha già iniziato a smantellare dall’interno la radio-tv pubblica.
V COME VALORE (AGGIUNTO)
La RSI produce direttamente un valore aggiunto lordo di 137,7 milioni di franchi e genera indirettamente altri 73,5 milioni presso altre aziende, per un impatto economico totale di 211,3 milioni di franchi (dati BAK). Pensare che parte del mondo economico e dei suoi vassalli politici vogliano affossarla dice molto. Dice di come si siano svenduti.
Z COME ZEITUNGHAUS
Dalla Zuger Woche al Toggenburg Zeitung, dal Bärnerbär all’Oberthurgau Nachrichten: tramite la holding Zeitunghaus, Christoph Blocher controlla 24 giornali gratuiti che raggiungono oltre mezzo milione di lettori ogni settimana. Un potente e diffuso strumento di propaganda: gli attacchi politici e i contenuti promozionali di lobby vicine all’UDC vengono spacciati come articoli giornalistici indipendenti. Questa sì che è libertà. Ma non certo libertà di stampa.
Pubblicato da Area