Adam Quadroni ‘curnuto e mmazziatu’ alla nostra maniera

Adam Quadroni ‘curnuto e mmazziatu’ alla nostra maniera

In certi posti il ‘traditore’ (della lobby degli imprenditori edili) sarebbe stato ‘incaprettato’ o colato a mare in un blocco di cemento: da noi invece...


Libano Zanolari
Libano Zanolari
Adam Quadroni ‘curnuto e mmazziatu’ alla nostra maniera
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Nel lontano 2012 il piccolo imprenditore grigionese Adam Quadroni spiega alla giornalista Anja Conzett del portale ‘Republik’ il sistema delle offerte per piccoli e grandi lavori: la lobby (‘Cosa nostra’) degli appalti decide a chi deve essere attribuito, a turno, il lucroso incarico. Come? Tutti devono inoltrare un’offerta più alta rispetto a quella di chi è destinato a ottenere il lavoro. Ma questa è a sua volta molto alta, ben oltre il reale costo dei lavori. Insomma, una doppia truffa; in primo luogo perché evita la concorrenza, mito del nostro libero (?) mercato, e poi perché l’offerta che a turno deve vincere e accontentare a turno i membri della lobby è comunque troppo alta, causando grave danno finanziario al Cantone e ai contribuenti: l’offerta per forza vincente (la più bassa) era maggiorata del 40-45% – rispetto a un costo onesto. La nostrana ’Asfaltopoli’ maggiorava del 30%.

La grande domanda consiste nel sapere perché Adam ha ‘spifferato’, perché è diventato un ‘Whistleblower’: secondo il padre perché gli ha inculcato il principio dell’onestà e lo ha indotto a parlare, secondo la lobby perché quando sarebbe toccato a lui ricevere l’incarico, è stato messo da parte.

Le grandi imprese sono state costrette a pagare al Cantone 7,5 milioni, ma il danno a Comuni e Cantoni su 10 anni è calcolato attorno ai 100 milioni. Quadroni, di recente, è stato pubblicamente ringraziato per aver scoperchiato il pentolone.

Nel frattempo la potente lobby degli impresari di sovra e sottostrutture gli ha tagliato l’erba sotto i piedi. Quadroni non riusciva più a ottenere nulla, né sabbia né calce, e nemmeno detriti. Il fallimento aggrava i rapporti già tesi con la moglie ungherese. Un bel giorno (si fa per dire) Adam rimette a posto una baita di montagna dove intendo portare le tre figlie contese, non si sa se per pochi giorni o in permanenza. La moglie lo denuncia e dice di temere per la sua vita e per quella delle figlie: teme che il padre possa uccidere le figlie e suicidarsi.

Al ritorno dall’alpe Quadroni è intercettato dalla polizia engadinese che spara fumogeni, scardina le porte della vettura, lo estrae per i capelli, lo atterra per una decina di minuti, lo ammanetta, lo porta al posto di polizia di Scuol, lo denuda e lo ispeziona, e poi lo scarica a Coira in una clinica psichiatrica come soggetto pericoloso per sé stesso e per gli altri. Ma dopo 4 giorni di degenza il responso della Clinica smentisce la polizia: Quadroni viene rilasciato. È una persona normale, incapace di fare del male a sé stesso e agli altri. Nel 2022 (il fatto risale al 2017) per il capo della polizia Marco Steck viene pronunciato il decreto di abbandono dalle accuse di ‘uso sproporzionato della forza’. Ma con una sentenza ‘taja e medega’ (un colpo al cerchio e uno alla botte pur di non toccare chi sta in alto) viene a cadere anche il reato di resistenza alla polizia da parte di Quadroni.

Con perfetta logica elvetica, l’ex procuratore pubblico del Canton Zurigo Andreas Brunner dice che in fondo la polizia non si è comportata troppo male, ma rileva 19 (diciannove) punti nei quali in futuro bisognerà comportarsi in altro modo!

La vicenda in questi giorni ha avuto una coda: un comitato di cittadini ha raccolto 4’213 firme chiedendo al Cantone un indennizzo per aver portato ingiustamente un sano di mente ‘a la Cà dai matt’ grigionese, che ricordo nelle terribili dicerie che circolavano anni fa. Indennizzo negato perché ‘manca la base legale’ sia nazionale che cantonale. Il parlamento a Berna ha negato protezioni a chi ‘spiffera’.

Diamine: cosa vogliono questi rompiscatole, gli diamo una paga, li lasciamo vivere e vogliono anche ficcare il naso nei nostri affari…

Siamo il Paese della forma soprattutto. Quadroni aveva già denunciato il fatto anni fa a Jon Domenic Parolini, attuale ministro grigionese dell’Educazione, della Cultura e della Protezione dell’ambiente. Vero, disse Parolini, ma il denunciante non aveva consegnato nessuna prova. E lui senza prove mica doveva avviare un’inchiesta per stabilire se il marcio esisteva davvero, chiaro.

Chiudiamo con una notizia confortante: fra chi ha deciso che non esiste base legale per un risarcimento ci devono essere anche elementi di cultura cattolica: per evitare l’inferno qualcuno deve aver proposto un compromesso: nessun risarcimento, nemmeno per averlo trattato ingiustamente da matto pericoloso, però gli sono stati condonati i debiti all’Ente Pubblico.

In definitiva, se non proprio, come si dice a Napoli, ‘curnuto e mmazziato’ (‘cornuto’ e preso e bastonato) perlomeno trattato molto male. Quasi come quel tale a cui è stata rubata la macchina che si è visto recapitare in casa una multa: il ladro l’aveva parcheggiata dove non si poteva.

Le puntate precedenti della storia

Nell’immagine: Adam Quadroni 

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