Violenza xenofoba in Sudafrica

Violenza xenofoba in Sudafrica


Carla Ferrari
Carla Ferrari
Violenza xenofoba in Sudafrica
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La violenza xenofoba colpisce duramente il Kwazulu Natal, e in particolare la città di Durban.
I numerosi immigrati e rifugiati vivono nella paura, mentre non è ancora chiaro chi sta alimentando questo ignobile e pericoloso movimento di dimostranti che si fanno chiamare March and March, e che, anche con l’uso della forza, chiede l’espulsione dal paese di centinaia di immigrati.
Per ora non è chiaro chi stia fomentando tanta violenza e odio.
Sono in molti a temere che, senza fare chiarezza, il paese rischi di rivivere una replica dei disordini del luglio 2021, che fecero più di 350 morti.

I rifugiati, dal canto loro, affermano di essere in possesso di documenti che comprovano la legittimità della loro presenza nel paese. In effetti, un controllo eseguito dall’ufficio locale degli Affari Interni ha stabilito che su 457 forestieri solo due non erano in regola.
Ciò nonostante, gruppi di facinorosi organizzati e finanziati da non si sa ancora chi, hanno già terrorizzato decine di famiglie e fatto irruzione nelle loro abitazioni, interrogando con violenza i capofamiglia.
Gli immigrati non sono al sicuro nemmeno sul posto di lavoro, dove i gruppi di questo movimento xenofobo hanno fatto irruzione e interrogato con la forza gli impiegati.
Le organizzazioni umanitarie vicine ai rifugiati chiedono con fermezza che la polizia intervenga in loro difesa. Finora, difatti, la polizia si è rifiutata di intervenire, rinviando gli stranieri al centro dei rifugiati di Durban.
La città ha vissuto una settimana traumatica con l’impiego di proiettili di gomma e gas lacrimogeni. I gruppi xenofobi hanno addirittura posto un preoccupante termine ultimo con scadenza al 30 giugno, entro il quale rifugiati e immigrati devono lasciare il Sudafrica.

Ho interpellato diversi cittadini sudafricani che si sono detti preoccupati di possibili nuovi gravi disordini nel Kwazulu Natal, la più popolosa regione del paese. Dal canto loro, alcuni immigrati intervistati dalla stampa hanno detto che lascieranno il paese per proteggere le loro famiglie.
Una situazione pericolosa in un momento dove regna il malcontento generalizzato, in un contesto di dilagante corruzione e grave assenza dei servizi pubblici.

Per non parlare dei social media, che una volta di più hanno servito da megafono e contribuito a infiammare gli animi. Il governo centrale non si è ancora manifestato, ma sarebbe auspicabile che adottasse misure cautelari prima che la situazione precipiti.

Nell’immagine: il centro di accoglienza rifugiati del dipartimento degli interni a Durban.

         

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