La promozione della pace, i diritti umani e il diritto internazionale sono temi importanti della politica estera svizzera. Sul sito web della Confederazione, il ministro degli Esteri Cassis scrive che i diritti umani rimangono un elemento centrale della politica estera svizzera, una bussola indispensabile. Cassis sottolinea inoltre che la Svizzera, grazie alla sua neutralità e alla sua tradizione umanitaria, nonché in qualità di Stato depositario delle Convenzioni di Ginevra, ha un legame particolare con il diritto internazionale umanitario. Tuttavia, il responsabile della politica estera svizzera non ha ritenuto necessario richiamare l’attenzione su questi valori centrali della Svizzera nel suo discorso in occasione della Festa nazionale.
Nessuna critica a Israele
Gaza e la Cisgiordania sono territori in cui, dopo il sanguinoso attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023 e in seguito alla controffensiva israeliana, sono stati commessi e continuano a essere commessi numerosi crimini. Infatti, nonostante il cessate il fuoco, a Gaza continuano a verificarsi gravi attacchi da parte dei soldati israeliani e continuano a essere uccisi anche dei bambini. In Cisgiordania coloni estremisti cacciano le famiglie palestinesi dalle loro case, che in alcuni casi distruggono. Gli uliveti sono stati e continuano ad essere sottratti loro, a volte addirittura distrutti.
Questi crimini sono aumentati negli ultimi tempi. Nella maggior parte dei casi, la polizia o l’esercito israeliani negano ai palestinesi la protezione che sarebbero tenuti a garantire. Itamar Ben-Gvir, ministro israeliano della Sicurezza nazionale, ha recentemente dichiarato che a Gaza ogni notte dovrebbero essere uccisi dai trenta ai quaranta palestinesi, compresi quelli che non rappresentano una minaccia.
Nonostante i numerosi appelli, tra cui quelli delle ex consigliere federali Micheline Calmy-Rey, Ruth Dreifuss e dall’ex consigliere federale Joseph Deiss, da ambasciatori svizzeri in pensione, di funzionari del Dipartimento federale degli affari esteri e di numerose personalità del mondo politico e accademico, che hanno esortato il Consiglio federale a rimproverare Israele e a esigere con forza il rispetto del diritto internazionale, Ignazio Cassis è rimasto e rimane in silenzio e inerte. In qualità di consigliere nazionale, Cassis era membro del Gruppo parlamentare Svizzera-Israele, che difende Israele in ogni circostanza. Questo legame, a quanto pare, non ha perso la sua influenza su Cassis.
Silenzio sulla minaccia russa
Anche riguardo alle ripetute ingerenze di Mosca a sostegno della campagna promossa dall’emittente statale Russia Today per l’iniziativa sulla neutralità sostenuta dall’UDC, il ministro degli esteri Cassis tace. I consiglieri nazionali chiedono una nota di protesta alla Russia e la convocazione dell’ambasciatore russo al Dipartimento federale degli affari esteri. Tuttavia, le loro richieste non hanno trovato ascolto.
Il Servizio di intelligence svizzero, responsabile anche del controspionaggio, ha ripetutamente richiamato l’attenzione del Consiglio federale, nei suoi rapporti, sulle intense attività di spionaggio, in particolare da parte di Russia e Cina, nonché di altri Stati. Nel rapporto sulla situazione del Servizio di informazione della Confederazione (SIC) del 2026 si afferma che la minaccia rappresentata dalla Russia è in primo piano.
L’attività dei numerosi collaboratori dei servizi segreti russi, che lavorano come diplomatici o impiegati tecnici nelle ambasciate russe a Berna e a Ginevra (organizzazioni dell’ONU), copre ampi settori. Non si tratta solo di spionaggio in ambito economico, politico, militare e della ricerca, ma anche di influenza politica, propaganda e disinformazione. Secondo il NDB, vengono utilizzate reti di informatori e i cittadini russi presenti nel nostro Paese sono oggetto di sorveglianza.
Le attività illegali non sono praticate solo dalla Russia, ma anche dalla Cina e da altri Stati. Secondo il rapporto del SIC, la Cina è particolarmente interessata alle minoranze definite come i «cinque veleni»: taiwanesi, tibetani, uiguri, seguaci del Falun Gong e attivisti per la democrazia che vivono nel nostro Paese. Queste persone vengono sorvegliate, minacciate e intimidite. Si tratta di gravi violazioni della sovranità svizzera. Il consigliere federale Cassis non reagisce; evita i conflitti con questi Stati.
È quindi lecito chiedersi: dov’è il ministro degli esteri svizzero?
Traduzione a cura della redazione
Nell’immagine: Ignazio Cassis in una illustrazione satirica della redazione