Hockey: la Svizzera ha già vinto il mondiale dell’ autolesionismo
Dalle stelle alle stalle: il licenziamento dell'allenatore Patrick Fischer a pochi giorni dai mondiali in Patria va al di là della peggiore 'fiction'.
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Dalle stelle alle stalle: il licenziamento dell'allenatore Patrick Fischer a pochi giorni dai mondiali in Patria va al di là della peggiore 'fiction'.
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Dalle stelle alle stalle: il licenziamento dell'allenatore Patrick Fischer a pochi giorni dai mondiali in Patria va al di là della peggiore 'fiction'.
Du jamais-vu, si dice in francese: un allenatore che si avvia a disputare un Mondiale in casa in veste di favorito dopo 10 anni di lavoro, dopo aver portato la Svizzera a livello di Stati Uniti e Canadà, di Russia, Svezia e Finlandia, fa un outing paragonabile a quello di un cardinale che in conclave si dichiara omosessuale e annuncia di voler sposare un diacono: il caso Fischer tiene banco e relega il pericolo di una terza Guerra Mondiale ai servizi di coda nei vari telegiornali.
Tutto comincia lunedì 13 aprile in serata, quando Fischer annuncia urbi et orbi, la faccia di un monello scoperto dalla mamma con le dita nella marmellata, di aver presentato un certificato Covid immacolato per poter andare alle Olimpiadi di Pechino 2022. Falso, comperato in rete per soli 400 euro pagati in bitcoin. Ne aveva incautamente parlato ai colleghi della SSR in vista di un servizio sui prossimi Mondiali.
Perché lo ha fatto? Forse perché non voleva andare al suo ultimo impegno con questo peso sul cuore, anche perché in casi del genere la paura di essere scoperto sul più bello permane. E tentare la fuga in avanti? Detto e fatto: immaginando di poter gestire a basso prezzo il polverone.
Che in un primo tempo si dissolve: anche perché, se il Comitato Olimpico Svizzero deplora il comportamento “sleale e contrario ai principi sportivi”, la Federazione Nazionale di hockey lo salva: “apprezziamo la sua scelta di ammettere pubblicamente l’errore. Ha dimostrato coraggio e senso della responsabilità. Ne abbiamo parlato con ”Fischi’ (vezzeggiativo di Fischer). Per noi il caso è chiuso” annuncia il presidente Urs Kessler. Che poche ore dopo si comporta esattamente come la ‘Marmausa’, la vecchissima gatta della zia Letizia: rincitrullita girava su se stessa nel tentativo di mordersi la coda, come faceva 15 anni prima da micina: “fiducia e integrità morale sono valori essenziali nel nostro sport e nella nostra Federazione; siamo giunti a conclusione che la nostra prima valutazione era affrettata: Patrick Fischer non può più essere allenatore della Nazionale” comunica lo stesso presidente senza la minima vergogna per il voltafaccia.
La ragione è semplice. La Federazione Internazionale di Hockey ha avviato a sua volta un’inchiesta perché Fischer, noto a tutti come convinto ‘no vax’ (meno che ai vertici della Federazione svizzera) probabilmente non l’aveva raccontata giusta anche ai Mondiali del 2021. Rischiava una squalifica sino a un massimo di 10 anni che poteva cadere alla vigilia dei Mondiali in casa!
A questo punto, il tutto in poche convulse ore, Kessler ha chiesto a Fischer di dimettersi. Ma ‘Fischi’ ha rifiutato ed è stato licenziato.
Per la faccenda del certificato falso, Fischer aveva pagato una penalità di 38’910 franchi. 6 anni fa aveva già pagato 25 quote giornaliere di 440 fr. per un peccatuccio commesso anche da qualche importante uomo politico: un eccesso di velocità.
E dire che tutto sembrava giocare a favore di Fischer e della nazionale: quasi tutti i grandi giocatori impegnati in America non si sono qualificati per i turni finali e ora sono liberi: magari non si sono impegnati a morte per poter venire ai mondiali svizzeri (a pensar male si fa male, ma a volte…): per chiudere il lungo capitolo in Patria, in gloria perenne.
Ora la squadra sarà nelle mani dell’elvetico-canadese Jan Cadieux. Come se il vice Callà, o magari Croci-Torti andasse ai mondiali di calcio al posto di Yakin. Come reagirà il nucleo duro, cresciuto e portato a livello mondiale da Fischer?
O boicotta il presidente Kessler e la Federazione inventandosi qualche dolorino, evitando magari di fare la fine di Fiala, scientificamente picchiato dai canadesi, o avrà una reazione opposta: si impegnerà al massimo in onore di Fischer e contro la Federazione e se vincerà i mondiali (tecnicamente è possibile) alla fine magari esibirà, come fanno i peggiori ‘ultras’ uno striscione con scritto: ‘ABBIAMO VINTO SOLO PER TE, ‘FISCHI!’
Nell’immagine: Patrick Fischer
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