Pasticci e frullati. Il dovere di informare correttamente. Anche se fa caldo.
La situazione attorno alla posizione di capo della Sezione insegnamento medio superiore sembrava finalmente destinata a essere archiviata. Ma c’è chi non vuole
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La situazione attorno alla posizione di capo della Sezione insegnamento medio superiore sembrava finalmente destinata a essere archiviata. Ma c’è chi non vuole
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La situazione attorno alla posizione di capo della Sezione insegnamento medio superiore sembrava finalmente destinata a essere archiviata. Ma c’è chi non vuole
Vero: «Riparare a un pasticcio con un altro pasticcio» non va bene. Anzi: è sempre un male. Come non va bene scrivere un articolo concettualmente confuso e disinformato (se consapevolmente o meno non lo so). Mi riferisco all’articolo apparso il 17 giugno sul portale «Tio» dal titolo Si teme un altro pasticcio alla Sezione insegnamento medio superiore.
L’articolista, dopo aver ricordato «l’inusuale annullamento della nomina e della rinomina di Désirée Mallè e Mattia Pini» a capo della Sezione dell’insegnamento medio superiore (SIMS), in quanto giudicata illegittima dal Tribunale Amministrativo, ricostruisce in maniera confusa e parecchio tendenziosa le successive decisioni del DECS.
Il Dipartimento, in realtà, ha dovuto affrontare una situazione di emergenza, certo frutto anche di sue discutibili scelte precedenti. Non potendo procedere all’immediata apertura di un nuovo concorso, a causa di un ricorso in proposito, ha dunque nominato ad interim alla direzione della Sezione la capo sezione aggiunta, ovvero la funzionaria al momento meglio introdotta nella materia. Per questa fase di transizione, ha inoltre deciso di affiancarle, in funzione di supporto, tre direttori di liceo, pure loro fra le persone che meglio conoscono i problemi urgenti che il settore liceale deve affrontare (a cominciare dalla riforma in corso). Oltretutto, questa decisione dovrebbe scongiurare il rischio che si riproduca quella mancanza di dialogo fra vertici della Sezione e il Collegio dei direttori, che era oggetto di una delle critiche mosse da più parti ai due responsabili allontanati. Insomma, questa volta sembrerebbe che si sia di fronte a scelte quasi scontate.
Ma l’articolista non è soddisfatto e, impancandosi a censore, ci presenta una interpretazione dei fatti a dir poco peregrina. Egli scrive: «A marzo [il DECS ha scelto] di affidare ad interim la guida della SIMS alla caposezione aggiunta. A questo punto dell’anno ci si aspettava però il nome nuovo. Nome che non è arrivato. Si va avanti così. Fino a nuovo avviso. Con ai vertici della Sezione una funzionaria che non avrebbe alcun trascorso nell’insegnamento. Singolare visto che al duo Mallè-Pini veniva proprio rimproverata la mancata esperienza nell’insegnamento liceale. La nuova responsabile, secondo le intenzioni del DECS, verrebbe supportata da un nuovo aiuto amministrativo e da un direttorio composto da tre direttori di liceo».
In questo articolo non viene meno solo il rispetto dei tempi verbali, ma anche la giusta scelta dei sostantivi: infatti “affidare ad interim” un incarico non vuol dire “nominare”. Per cui affermare che l’ aggiunta alla direzione della SISM è la «nuova responsabile» della Sezione dell’insegnamento medio superiore è perlomeno scorretto (e forse anche strumentale). Essa è semplicemente (come a scuola) una supplente e che, come tutti i supplenti, non deve necessariamente avere tutti i requisiti richiesti a un titolare.
Scrivere che per supportare «la nuova responsabile» della SIMS ci sarà «un direttorio composto da tre direttori di liceo» e che questi direttori «lascerebbero alcune ore di insegnamento per contribuire a far funzionare l’ente preposto alla sorveglianza degli stessi licei» è anche scorretto perché si lascia intendere che i direttori dei licei abbiano genericamente delle ore di insegnamento, quando invece essi insegnano in una sola classe, al massimo quattro ore settimanali.
Falso è anche affermare che la soluzione di affidare ad interim il coordinamento della Sezione all’aggiunta in collaborazione con tre direttori sia «poco neutrale. A circuito chiuso. Con controllori e controllati a essere rappresentanti dalle stesse persone». Per provarlo basta leggere, anche sbrigativamente, il Regolamento delle scuole medie superiori, cap. secondo, artt. 2 e 3, dove non si parla di “controllo”, ma di «vigilanza sull’insegnamento, in particolare tramite le direzioni di istituti e gli esperti di materia». Quindi nessun controllo, ma una fruttuosa collaborazione tra il direttore /direttrice della SIMS e il Collegio dei direttori e della direttrice degli istituti del medio superiore. Lo posso affermare con certezza sulla scorta della mia esperienza di otto anni di direttore del Liceo Lugano 2.
Poi, che nel Canton Ticino circolino molte “mamme di Vaglio” lo posso credere, come posso credere che «tra il corpo docente c’è già chi grida allo scandalo».
Infine l’articolo più volte citato ricorda che c’è in essere «un terzo ricorso»; peccato che non dica che proprio per questo non è possibile pubblicare un nuovo bando di concorso, per cui si è resa necessaria una soluzione provvisoria ed è quello che ha fatto il DECS.
Ha però ragione l’articolista quando scrive che questo caso è diventato «un polverone politico» e, aggiungo io, non fa bene alla scuola.
Bastava informarsi bene prima di scrivere “pasticci” che, oltre ad aumentare il «polverone politico», potrebbero anche rovinare le vacanze estive a decine e decine di docenti originari di Vaglio preoccupati dei destini della SIMS. (Si legga anche l’immediata presa di posizione della Divisione della scuola, che «tio.ch» ha dovuto pubblicare ieri alle ore 18:59 in calce all’articolo oggetto di questo mio intervento).
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