In serie difficoltà la presidenza di Cyril Ramaphosa
Il Sudafrica sta vivendo un altro momento di grande incertezza politica
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Il Sudafrica sta vivendo un altro momento di grande incertezza politica
• – Carla Ferrari
Quando si pensa a far cassetta e non automobili
• – Renato De Lorenzi
A seguito di un'indagine che ha svelato un'eccessiva mortalità e gravi negligenze nella sua clinica di cardiochirurgia, l'Ospedale di Zurigo ha ammesso le proprie colpe, annunciando dimissioni ai vertici e presentando scuse ufficiali
• – Redazione
IL SORPASSO Pechino ha usato la sua storia millenaria e tutto il suo arsenale di buone maniere per rendere più soft possibile l’arrivo di Trump nella capitale. Ma non appena seduti al tavolo, Xi Jinping ha giocato la sua carta principale
• – Redazione
Il politologo di Stanford autore del celebre La fine della Storia e l’ultimo uomo: “Xi vuole solo guadagnar tempo nell’attesa che gli Stati Uniti si danneggino da soli e declinino come super potenza”
• – Redazione
La nuova dottrina americana: meno alleanze e ritorno alle sfere d’influenza
• – Redazione
Nel Regno Unito un risultato elettorale disastroso per il laburisti mette il Premier Keir Starmer con le spalle al muro
• – Loretta Dalpozzo
Erevan a pochi giorni dal voto, che il premier uscente vorrebbe trasformare in un referendum pro-Occidente nel paese a lungo protetto dalla Russia. Intanto, svolta autoritaria e bavaglio alla Chiesa
• – Aldo Sofia
Il governo armeno vuole la pace con l’Azerbaigian, e svincolarsi dalla Russia per avvicinarsi all’Unione Europea. Per farlo ha avviato una campagna repressiva contro opposizioni, Chiesa e sfollati del Nagorno Karabakh
• – Luca Steinmann
L’Iran è in cima all’agenda di entrambi perché Trump ha bisogno di chiudere la guerra con un successo e il negoziato per ottenerlo è affidato al Pakistan, braccio di Pechino
• – Redazione
Il Sudafrica sta vivendo un altro momento di grande incertezza politica
Il tanto agognato GNU, il governo di unità nazionale, è messo a dura prova.
A innescare la crisi è lo scandalo di Phala Phala emerso 6 anni fa, quando la badante del Presidente, facendo pulizia nella sua tenuta di campagna (Phala Phala, nell’immagine), scoprì nel divano del salotto del Presidente una ingente somma di denaro (circa 580’000 dollari). Poco dopo, il 9 febbraio 2020, ignoti irruppero nella casa e rubarono il malloppo. Il fatto, dapprima sottaciuto, fu rivelato al pubblico in seguito a una denuncia penale, nella quale si accusava Ramaphosa di avere a sua volta ottenuto quei soldi illegalmente. Ramaphosa si limitò a dire che i soldi provenivano dagli utili realizzati nella sua proprietà agricola e una vendita di bestiame, ma non riuscì a spiegare perché erano finiti nel divano. Una commissione parlamentare costituita ad hoc nel 2022 accusava il Presidente di gravi irregolarità. Dopo una serie di indagini, mozioni parlamentari e avvicendamenti nell’ambito dell’inchiesta penale, nel dicembre 2022 il parlamento, forte della maggioranza dell’ANC (il partito di Ramaphosa), respingeva la richiesta di incriminazione del Presidente.
In un paese come il Sudafrica – dove fantasia e realtà spesso si fondono – è scoppiato a sorpresa un vero e proprio putiferio. Quattro anni dopo i fatti, e in seguito a un ricorso del partito di opposizione EFF (Economic freedom fighters), la Corte Costituzionale ha stabilito l’8 maggio scorso, che la sopra citata decisione del parlamento è incostituzionale. La questione dell’incriminazione del Presidente dovrà quindi essere nuovamente sottoposta al voto parlamentare. Contrariamente a 4 anni fa, l’ANC non dispone tuttavia più della maggioranza dei seggi parlamentari. L’allora partito di opposizione DA (Democratic Alliance), che nel 2022 aveva sostenuto la mozione di incriminazione, fa ora parte del governo di Unità Nazionale, e si trova perciò in un grosso dilemma. Il partito di opposizione di Julius Malema, una compagine di populisti e radicali, approfitta invece di questa vittoria legale per denigrare il Presidente e chiedere ad alta voce che sia «impeached». Ramaphosa, dal canto suo, ha nuovamente fatto sapere che non si dimetterà. Sono già in corso le sue manovre legali per guadagnare tempo visto anche che il suo mandato scadrà comunque fra un anno. Il vecchio volpone potrebbe quindi, una volta di più, uscirne indenne.
La voglia di musica dal vivo in un’estate che ripropone occasioni più o meno imperdibili ad ogni angolo di strada del Cantone e oltre